Speciale doppiaggio "Dililì a Parigi"
Il doppiaggio italiano continua a raccogliere applausi. Il cineasta francese Michel Ocelot, a Roma per la presentazione alla stampa del suo nuovo lungometraggio d’animazione Dililì a Parigi, ha lodato il lavoro che doppiatori e direttore del doppiaggio (Giorgio Bassanelli Bisbal) hanno fatto sul suo film, lavoro al quale ha voluto assolutamente assistere. Noi di VOCI.fm non potevano non parlarne con lui, ed ecco lo speciale video con tanto di intervista a Michel Ocelot realizzato da Patrizia Simonetti.
Servizio a cura di Patrizia Simonetti
Michel Ocelot torna sul grande schermo con un nuovo film d’animazione intitolato Dililì a Parigi, in sala dal 24 aprile con Bim e Movies Inspired, e per la prima volta ambientato nella sua Parigi, ma quella della Belle Epoque, teatro delle avventure di Dililì, una bambina per metà canaca e per metà francese, avendo avuto il papà kanak, cioè della Nuova Caledonia, il territorio francese nel sud del Pacifico, e la mamma parigina: Dililì è sempre felice di fare nuove amicizie, ha buone maniere, salta benissimo a corda, è altruista e intraprendente. 
Dililì a Parigi, che non è un film per bambini come ha tenuto a precisare il regista, sceneggiatore e disegnatore francese, tratta il tema della disparità di genere immaginando un’organizzazione come quella dei maschi maestri che vogliono tornare a sottomettere le donne sin dall’infanzia, rapendo quindi bambine innocenti sottoponendole a segregazione e ad orribili cose. Dililì è ben decisa a risolvere il caso avvalendosi dell’aiuto di Orel, un fattorino con la tricicletta, e di illustri personaggi dell’epoca come Toulose Lautrec, Pasteur, Renoir, Cezanne, Proust, Picasso, Eiffel, il Nobel per la Fisica Marie Curie, la grande attrice Sarah Bernhardt, la poetessa anarchica Louise Michel.
Un tema molto caro a Michel Ocelot che ama e rispetta molto le donne, per questo ha voluto che il suo film fosse ben comprensibile anche in Italia e ha voluto seguire personalmente il doppiaggio che ha visto avvalersi di grandi talenti: Madame Curie parla ad esempio con la voce di Emanuela Rossi, la soprano Emma Calvè con quella di Chiara Colizzi, a prestare la sua a Sarah Bernardt è Cristina Boraschi, e a Louise Michel è Angiola Baggi, Mario Cordova doppia Gustave Eiffel, Luigi Scrubani è Toulouse Lautrec mentre Dililì e Orel sono doppiati da Chiara Fabiani e Alberto Franco. Ne abbiamo parlato direttamente con Michel Ocelot che nella nostra videointervista loda apertamente il direttore del doppiaggio Giorgio Bassanelli Bisbal:
“Mi interessa tutto dell’Italia con la quale ho una grande affinità, ci sono qualità italiane a cui sono particolarmente sensibile e quindi avendo potuto partecipare a questa seduta di doppiaggio è stato un piacere – ci ha raccontato Michel Ocelot - Inoltre capisco bene l’italiano quindi ero in grado di verificare giudicare l’esattezza della traduzione, ma non sono venuto per controllare il doppiaggio, ma per partecipare. Ho avuto un ottimo rapporto con il direttore di doppiaggio Giorgio Bassanelli, che mi portava a pranzo sapendo scegliere i luoghi giusti, ed è stata una settimana estremamente gradevole, gli attori erano stati molto ben scelti e a mano a mano riuscivamo a migliorare quanto era stato fatti fino ad allora, la cosa si svolgeva a Roma quindi un posto molto piacevole ogni giorno andavo in taxi fino allo studio di doppiaggio e durante il percorso lanciavo grida di ammirazione. devo dire che il risultato è ottimo ed è un piacere ascoltarlo, è allo stesso livello del francese per cui andate a vederlo, vi piacerà!”
E quando abbiamo chiesto al maestro Ocelot se ci fosse stato un doppiatore da applaudire più di un altro ci ha risposto: “No, non voglio e non posso scegliere perché li ho trovati tutti molto bravi, non c’è mai stata una voce della quale ho pensato ‘si è proprio quella’ perché lo erano un po’ tutti, tutte le persone che ho incontrato sono stato felice di incontrarle.









