Alberto Malanchino l'intervista per VOCI.fm
Finalmente è arrivata la grande occasione per Alberto Malanchino, giovane attore di teatro, cinema e TV ma con una grande passione per il doppiaggio. E ora eccolo co-protagonista ne “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Lorenzo Mattotti a dar voce al giovane “Tonio” a fianco, tra gli altri, di Toni Servillo. Patrizia Simonetti lo ha video-intervistato per VOCI.fm ad “Alice nella Città”, dove c’è stata l’anteprima del film.
Servizio a cura di Patrizia Simonetti
“Doppiaggio che passione” per Alberto Malanchino, nato a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, 27 anni fa. Le premesse ci sono tutte: diverse lingue conosciute, come l’italiano ovviamente, l’inglese e il francese, persino con le varie cadenze dialettali Africane, oltre ai dialetti Milanese, Bergamasco e Romano. E, cosa che non guasta, suona pure il basso, il che aiuta certo l’orecchio… In televisione lo abbiamo visto in serie come “Un passo dal cielo” e “La strada di casa”. Ma ora, dopo varie esperienze di brusio e di piccoli personaggi presso differenti studi di doppiaggio milanesi, eccolo a dar la voce a Tonio ne “La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti”, presentato in anteprima, come già detto in occasione della videointervista a Toni Servillo, ad “Alice nella Città”, la rassegna parallela alla Festa del Cinema di Roma 2019.
Tonio è il figlio di Leonzio, un orso che da piccolo viene rapito mentre sta giocando in acqua con il padre, e per diversi anni di lui non si hanno più notizie, tanto che Leonzio cade in depressione. Poi sceglie di andarlo a cercare a valle tra gli umani, e da lì parte tutta la storia, già raccontata, anche se in modo un po’ diverso, dal libro omonimo di Dino Buzzati da cui il film è tratto.
“Non so perché, ma questo libro è una specie di scatola magica, piena di idee dappertutto – dice Lorenzo Mattotti - piena di amore per il racconto per bambini e per il gusto stesso del raccontare. Sono stato costretto a molte semplificazioni. Inoltre, il racconto originale si sviluppa in maniera imprevedibile, inventando dei personaggi che poi lascia per strada… È stato difficile dargli una forma coerente. Ho realizzato subito un breve storyboard, una sorta di pre-storyboard molto veloce, per vedere. Avevo bisogno di capire se ci fossero abbastanza sequenze per fare un film. Non mi sono posto il problema della lunghezza, ma volevo vedere se attraverso le immagini sarebbe emerso un vero ritmo narrativo. Non posso pensare con le parole, devo pensare per immagini. Per me era questa la questione principale, riuscire sempre a vedere il film. Riscrivere una frase, un dialogo, è semplice. Ricreare un’immagine è più difficile”.
Nel film “La famosa invasione degli Orsi in Sicilia” il rapporto tra Tonio e suo padre impregna tutto il racconto: è una relazione conflittuale anche se piena d’amore, qui raccontata più a 360 gradi rispetto al libro. E infatti sui personaggi della storia, e su Tonio e suo padre in particolare, il regista e creatore spiega: “nel libro ci sono i personaggi del re Leonzio e di suo figlio. Sono circondati da molti altri personaggi che però vivono in quanto immersi nel paesaggio. Avevamo bisogno di creare delle individualità più forti, e per questo abbiamo privilegiato loro due, portando fino in fondo la relazione padre figlio là dove, nella seconda parte, diventa più drammatica. Nel libro tutto questo in realtà non c’è: il dramma di Leonzio è piuttosto la perdita della naturalità da parte degli orsi, che finiscono per assomigliare a degli uomini, con tutti i loro difetti. Tonio, il figlio di Leonzio lo ritroviamo solo nel casinò, pieno di debiti e completamente perduto. Nel film abbiamo dovuto costruire il suo personaggio”.









