Klaus su Netflix: intervistiamo Mengoni, Signoris e Pannofino
Servizio a cura di Patrizia Simonetti
Una buona azione ne ispira sempre un'altra, questo il claim di “Klaus”, primo film d’animazione di Netflix disponibile dal 15 novembre 2019 con la regia dal co-ideatore di “Cattivissimo me” Sergio Pablos che ne ha firmato anche la sceneggiatura con Jim Mahoney e Zach Lewis. Jesper (Marco Mengoni) si distingue alla Règia Accademia Postale come peggior studente e viene mandato in servizio in un'isola ghiacciata oltre il circolo polare artico, dove i litigiosi abitanti si parlano molto di rado e si scrivono ancora meno. Eppure ha solo un anno per consegnare 6.000 lettere e poter quindi tornare a casa alle amate lenzuola di seta e al suo e il caffè fumante.

Sta per gettare la spugna quando conosce Klaus (Francesco Pannofino), un misterioso falegname che vive da solo in una casetta piena di giocattoli fatti a mano. Come in ogni favola che si rispetti c’è anche il cattivo, che stavolta è una donna e si chiama Miss Krum (Carla Signoris). Dopo tante avventure e disavventure, Jesper e Klaus insieme faranno tornare il buonumore a Smeerensburg, generando nuove abitudini caratterizzate da vicini generosi, tradizioni magiche e calze appese al camino con trepidazione. Tra le altre voci italiane di “talent” riconosciamo anche quelle di Ambra Angiolini, la maestra Alva, e di Neri Marcorè che è il traghettatore Mogens. Mentre nella versione originale di Klaus, Jesper ha la voce di Jason Schwartzman, Klaus di J.K. Simmons, Miss Krum di Joan Cusack, Alva di Rashida Jones e Mogens di Norm Macdonald.

L'abilità di disegnatore e le idee di Sergio Pablos hanno influenzato il cinema di animazione per quasi trent'anni. Prima di essere co-ideatore di "Cattivissimo me", ha lavorato come animatore (Hercules), animatore supervisore (Tarzan, Il pianeta del tesoro) e character designer (Rio), prestando la sua maestria anche a classici Disney come "Il gobbo di Notre Dame". Dopo aver vissuto gran parte della sua vita professionale all'estero, Pablos ritorna a Madrid insieme alla moglie Marisa Román, affermata responsabile delle comunicazioni per Disney, per creare e sostenere l'industria locale con la fondazione nel 2004 di The Sergio Pablos Animation (SPA) Studios. Eppure fino a poco tempo fa la regia di un lungometraggio rimaneva per lui un obiettivo sfuggente. “Aiutavo sempre qualcun altro a raccontare la sua storia - ricorda Pablos, CEO e direttore creativo di SPA Studios - Quando ho iniziato a lavorare alla realizzazione di film, spesso i progetti che ideavo venivano completati da altri.” Poi è arrivato Klaus.

Proprio come Babbo Natale, nel 2010 Pablos ha redatto una lista. Ispirato da film come "Batman Begins", ha capito l'importanza per il pubblico moderno dell'esplorazione delle origini di un personaggio di grande influenza da mettere in pratica come espediente narrativo. Ha buttato giù dei nomi storici e letterari, da Dracula a Napoleone, fino al portatore di doni più allegro al mondo. “Mi sono detto: ‘Lascia perdere’. Perché la storia che mi era venuta in mente per lui era veramente melensa - ammette Pablos - Però non riuscivo a togliermi dalla testa che c'era qualcosa da approfondire.” Pablos ha voluto scoprire l'uomo reale dietro la mitologia natalizia. Quali esperienze l'avevano formato? Come interagiva con la sua comunità? E ha cercato spiegazioni concrete per il volo delle renne e le discese nel camino. Mica poco…









