Al cinema con Ted Kotcheff's RAMBO
Il cinema durante tutta la sua esistenza ci ha regalato personaggi indimenticabili. Ci sono attori che, nonostante abbiano fatto tanti film e abbiano ormai una carriera quarantennale alle spalle, vengono ricordati per un solo personaggio. Anzi... in questo caso, due: l’attore è l’icona “action” per eccellenza: Sylvester Stallone; i personaggi, neanche a dirlo, sono “Rocky” e quello di cui parleremo oggi: il combattente reduce del Vietnam, “John Rambo”.
Recensione a cura di Alessandro Delfino
La storia di Rambo nasce con il romanzo scritto da David Morrell, nel 1972, che narra il disagio dei ragazzi di ritorno dalla guerra del Vietnam, ed in particolare di John, che in lotta contro il pregiudizio nei loro confronti, riesce a scatenare una sua guerra privata contro lo sceriffo Teasle e tutto il corpo di Polizia della cittadina di Hope. Il romanzo cattura sin dall’inizio l’attenzione del cinema ed in particolare, già nel 1975, l’attore cubano Tomas Milian, famoso in Italia per i film di genere western e polizieschi, dopo aver letto il libro, vuole interpretare subito l’ex berretto verde; purtroppo la produzione rifiuta per i costi elevati nel riprodurre l’ambientazione americana, ma Milian riesce ad avere una piccola soddisfazione facendosi chiamare proprio “Rambo” nel film “Il giustiziere sfida la città” di Umberto Lenzi.
Amendola continua a doppiare Rambo anche nei due seguiti, “Rambo 2” e “Rambo 3”, seguendo perfettamente la parlata bassa e rude del personaggio, mentre la società di doppiaggio CDC continua ad occuparsi del franchise con, questa volta, direttore di doppiaggio del terzo film Manlio De Angelis, che sceglie al posto di Pino Locchi, Alessandro Rossi come voce del colonnello Trautman. Passano gli anni e nel 2008 Stallone decide di riportare in vita (cinematograficamente parlando) il personaggio ed esce la pellicola “John Rambo”, dove l’ormai invecchiato ex soldato si trova in Birmania a dover salvare un gruppo di protestanti prigionieri dei soldati ribelli; il film è un grande successo e conferma l’amore che ancora il pubblico prova, nonostante il Vietnam sia ormai un ricordo lontano, per il personaggio.
Questa volta il doppiaggio viene affidato alla Multimedia Network e il direttore Enzo Bruno sceglie Massimo Corvo come nuova voce di John Rambo (già sostituto ufficiale di Stallone dopo la morte di Ferruccio Amendola nel 2001) che riesce a restituire quella stanchezza e rabbia che John prova nei confronti del mondo, volendo solo essere lasciato in pace; compaiono anche flashback del primo film con immagini d’archivio di Stallone e Crenna (nel frattempo morto prima delle riprese del film) e vengono ridoppiate le scene con Massimo Corvo, voce di John Rambo e Massimo Rossi, voce di Samuel Trautman.
Ma la storia di John Rambo non finisce qui: Stallone decide di riportare al cinema il personaggio con una storia tutta nuova: capelli tagliati, ritiratosi a vita privata nel ranch di suo padre, John ormai è un uomo pacifico, anche se apparentemente… i ricordi del Vietnam non lo abbandonano mai. E quando la nipote di una sua vecchia amica (Gabrielle), viene rapita... Rambo torna in azione, più crudele e violento che mai! Questa volta è il turno della Tiger Film ad occuparsi dell’edizione italiana del film e la direttrice Silvia Pepitoni sceglie di nuovo Massimo Corvo, ormai diventato voce ufficiale dell’attore, a dare di nuovo voce e rabbia a John Rambo. Completano il cast Barbara De Bortoli nel ruolo di Carmen Delgado, Veronica Puccio in quelli di Gabrielle, Alberto Bognanni e Christian Iansante in quelli dei due antagonisti, i fratelli Martinez e Mirta Pepe, voce di Maria Beltran, vecchia amica di John.









