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Il cinema italiano: CHI LO DOPPIA?

Quando si parla di “Cinema Italiano” pensiamo ai numerosissimi interpreti e registi che hanno fatto grande la nostra nazione e ancora adesso contribuiscono a vincere premi a Cannes, alla cerimonia degli Oscar. Ma sapevate che anche il doppiaggio ha contribuito al successo di molti attori italiani? Oggi, per lo speciale VOCI.fm parleremo del “Cinema italiano”... doppiato!

Speciale realizzato da Alessandro Delfino


Si parte dal Dopoguerra, a metà anni quaranta nasce il Neorealismo, un genere che descriveva la situazione italiana dell’epoca e che aveva una peculiarità: prendevano attori dalla strada, quindi non “veri attori” ma spesso persone normali che interpretavano loro stesse ed il lavoro che facevano tutti i giorni: così nascono grandi registi come Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Luchino Visconti, che portano alla fine degli anni '40 una freschezza nel panorama italiano.


In seguito, negli anni '50 si consolida la commedia italiana, grazie a registi come Pietro Germi, Mario Monicelli e soprattutto Federico Fellini; non tutti sanno però che questi film molto poveri (non esisteva ancora la presa diretta) erano anche doppiati. Eh sì, perché dove i registi trovavano un volto perfetto per la parte, ma con una voce e in generale una recitazione non proprio buona, doppiatori e doppiatrici dell’epoca colmavano la lacuna riuscendo a riportare quella verità dialettale necessaria per il prodotto.


Così succede che attrici in ascesa come Claudia Cardinale e Sofia Loren vengono doppiate da Lydia Simoneschi e Rita Savagnone, soprattutto quando fanno film in America e recitano in inglese. E’ proprio nel decennio successivo che, per vendere all’estero, nasce in Italia il cinema di genere: film di fantascienza, horror, polizieschi e soprattutto western. E se Sergio Leone viene considerato il primo regista a lanciare gli spaghetti western con un attore americano (Clint Eastwood doppiato da Enrico Maria Salerno) molti altri registi lanciano molti attori emergenti italiani, che inizialmente necessitano del doppiaggio, ad esempio:

- Franco Nero (doppiato da molti tra cui Nando Gazzolo)

- Giuliano Gemma (nella maggior parte dei sui film viene doppiato da Pino Locchi)

- Fabio Testi (spesso doppiato da Michele Kalamera)

- Tomas Milian (che nel ciclo poliziesco di “Er Monnezza” rimane famoso grazie al romanesco di Ferruccio Amendola)

E soprattutto due attori che, dopo la fine degli spaghetti western, diventano protagonisti di diversi film comici avventurosi e pieni di scazzottate:

 

- Bud Spencer (doppiato da Glauco Onorato) e Terence Hill (doppiato da Pino Locchi)

Dopo gli anni '70 nascono nel periodo successivo comici e attori italiani di grande successo che per fortuna non hanno bisogno del doppiaggio, anche se negli anni recenti della fiction qualche bell’attore agli inizi della sua carriera è stato doppiato.

Ad esempio:

- Gabriel Garko in “Angelo nero” (doppiato da Francesco Prando)

- Monica Bellucci (doppiata al suo esordio da Laura Boccanera)

E voi? Cosa ne pensate? Dovrebbero ancora doppiare gli attori italiani? Oppure no?
 

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