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Ennio Morricone: lo speciale di VOCI.fm

Chi meglio del nostro Alessandro Delfino, suo grande ammiratore, poteva cimentarsi in uno speciale dedicato ad Ennio Morricone? Ripercorriamo la vita del "maestro" con un focus sulle colonne sonore da lui composte, che sono la più grande eredità che ci ha lasciato.


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Il 2020 è un anno che sicuramente ci ricorderemo, fatto di pause, attese, riflessioni... e purtroppo di perdite. Il mondo del Cinema e della Musica ha perso uno dei suoi più grandi artisti: Ennio Morricone. Classe 1928, Ennio nasce come trombettista, diplomato al Conservatorio, e per un pò riesce a guadagnare dignitosamente, ma la sua massima aspirazione è fare il compositore. Inizia negli anni sessanta a comporre o arrangiare pezzi diventati poi storici della musica italiana (come “Sapore di sale” per Gino Paoli, “Se telefonando” per Mina, oltre a tanti successi per Edoardo Vianello), fino ad arrivare al cinema dove compone nel 1961 le musiche per il film “Il federale” di Luciano Salce, con Ugo Tognazzi. Ma è nel 1964 che avviene l’incontro che cambierà per sempre la vita di Ennio Morricone e del suo ex-compagno delle elementari, Sergio Leone; viene scelto infatti per comporre le musiche del film western “Per un pugno di dollari”, con Clint Eastwood e grazie al tema principale, con quel mitico fischietto entrato nell’immaginario, parte la carriera straordinaria di Morricone.

Collabora ancora con Sergio Leone, non solo nei mitici seguiti “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto e il cattivo” (con temi straordinari come la rivisitazione di “Per Elisa” di Beethoven, “L’estasi dell’oro” e il famosissimo tema principale de “Il buono, il brutto e il cattivo”), ma anche nei film “C’era una volta il West” (con lo stupendo tema principale del personaggio di Jill, cantato senza parole dalla lirica Edda dell’Orso), “Giù la testa” e soprattutto “C’era una volta in America”, dove Morricone dà vita ad una delle sue composizioni più belle, più ricordate e sfruttate. Ma la carriera cinematografica non si limita solo a Sergio Leone: da altri famosi western, come ad esempio “Una pistola per Ringo” e “Il ritorno di Ringo” con Giuliano Gemma, e “Il mio nome è nessuno” e “Un genio, due compari e un pollo” con Terence Hill, a thriller politici come “Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto” con Gianmaria Volonté, alle prime commedie di Carlo Verdone come “Un sacco bello” e “Bianco, rosso e Verdone” (prodotte tra l’altro da Sergio Leone), fino ad arrivare ad un altro sodalizio rimasto storico, quello con Giuseppe Tornatore.



Nascono altri temi rimasti nell’immaginario collettivo come quello di “Nuovo Cinema Paradiso”, “La leggenda del pianista sull’oceano”, “Malena”, fino ad arrivare ai recenti “La migliore offerta” e “La corrispondenza”. Ma la musica e la fama di Morricone non si fermano in Italia: sue le composizione di grandi film come “La cosa” di John Carpenter, “Gli intoccabili” di Brian De Palma, “Mission” di Roland Joffé, ma soprattutto il recente “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, che suo grande fan, dopo averlo voluto fortemente alle musiche del suo film, gli fa vincere l’Oscar come miglior colonna sonora nel 2016 (dopo il primo alla carriera vinto nel 2007 e premiato da Clint Eastwood). Una vita fatta di successi e di amore per la musica, che, a differenza di altri suoi colleghi, non ha fermato la sua voglia di lavorare e dare emozioni con bellissimi concerti in giro per l’Italia, che ho avuto la fortuna di vedere l’anno scorso all’arena di Verona; lo ricorderò per sempre…pioveva forte, eravamo tutti zuppi con mai nella mia vita, ma quando partì “L’estasi dell’oro”, in quel momento dimenticai tutto, ero volato in un altro mondo. Quello del Cinema, che la mente e la fantasia di Ennio Morricone ci ha permesso di amare ed emozionarci… e noi non lo dimenticheremo mai. Ciao Ennio.
 

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