Qual è stata la prima radio libera italiana?
Qual è stata la prima radio libera (ma libera veramente) italiana? Ce ne parla Enzo Mauri nella sua rubrica dedicata a "La storia della radio". Buon ascolto.
Articolo realizzato da Enzo Mauri
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Il 28 luglio 1976 è la data in cui con la sentenza n.202 la Corte Costituzionale sancisce la liceità delle trasmissioni radiotelevisive locali purché “di portata non eccedente l’ambito locale” dando di fatto il via al fenomeno delle radio libere, molte già attive dall’anno precedente. Ma qual è stata la prima vera emittente ad accendere il segnale in un clima di totale illegalità, quando a dominare l’etere italiano era la sola Rai forte del monopolio statale? In realtà sono diverse le radio che si contendono il primato. All’unanimità gli operatori del settore ritengono sia Radio Parma del patron Virginio Menozzi entrata in attività il primo gennaio 1975. Menozzi contribuì alla nascita anche di Radio Roma, prima radio sul territorio capitolino, ma anche su questo primato ci sarebbe da discutere, poiché’ Roma 103 del giornalista Enzo Buscemi fu registrata al Tribunale di Roma nel dicembre 1974 e le prime trasmissioni iniziarono nel maggio ’75, mentre quelle di Radio Roma il mese successivo.
Per determinare a chi appartenga la corona nonché’ lo scettro di radio numero uno bisogna andare a ritroso addirittura fino alla Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo le truppe d’occupazione americane diedero vita nell’Italia meridionale a diverse emittenti che oltre a fornire informazioni sulla situazione dei combattimenti, avevano il compito di tenere alto il morale della popolazione e dei soldati. Nel 1943 a Bortigali, in provincia di Nuoro, un contingente di soldati italiani fra cui numerosi marconisti fondò Radio Sardegna la prima radio dopo il ventennio fascista, la quale passò alla storia per aver annunciato la fine della guerra il 7 maggio 1945 dopo aver captato una trasmissione militare dal nord Africa, addirittura con venti minuti d’anticipo rispetto alla celebre Radio Londra. Per tornare a tempi più recenti bisogna di nuovo scendere a sud dello stivale. Il primo segnale alternativo rispetto a quello della radio di Stato appartenne a Radio Sicilia Libera fondata dal sociologo, poeta triestino Danilo Dolci.
Il 24 marzo 1970 da Partinico in provincia di Palermo sui 20,10 megacicli ad onde corte e 98.10 in Fm, la radio dei “poveri cristi” cosi veniva definita dallo stesso Dolci, denunciò per circa 24 ore i ritardi nella ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968 causati dal dominio mafioso, accusato d’essersi impossessato dei finanziamenti governativi. La radio poi fu chiusa dalle forze dell’ordine. L’emittente che più si avvicina alla nostra concezione di radio libera intesa come mezzo d’intrattenimento, fu Radio Onde San Paolino con sede a Nola in provincia di Napoli, nata nel 1971 su iniziativa di Antonio Napolitano. La programmazione, trasmessa sui 98.500 fm, consisteva in quattro ore quotidiane di musica folkloristica e canzoni napoletane, nel 1973 cambiò denominazione in Radio Nola City. A stretto giro di posta nel 1974, sempre in area partenopea nacque Radio X, fondata da Pietrangelo Gregorio già patron di Telenapoli-Telediffusione italiana, la sede fu poi trasferita dalla casa di Gregorio negli studi della nota tv Canale 21. Nel 1974 fu la volta di Radio Bologna per l’Accesso Pubblico chiusa dopo poche ore, fino ad arrivare al 1975 anno in cui finalmente l’emittenza libera italiana in Fm prese vita.









