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Speciale: Gigi Proietti e il doppiaggio

 

Nello speciale di Alessandro Delfino scopriamo oggi il Gigi Proietti doppiatore. Sapevate che è stato anche la voce italiana di Sylveter Stallone in Rocky? Buon ascolto.


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Che ironia il destino!

Giusto ieri stavo omaggiando Sean Connery, gustandomi per l’ennesima volta “Agente 007 - Licenza di uccidere” e, mentre scorrevo la sua filmografia, mi imbatto in un film che avrò visto un sacco di volte, dove però Connery prestò solo la voce, un film con protagonista Dennis Quaid, Dragon Heart, cuore di drago. La voce di Draco, il vero protagonista del film, in italiano era di Gigi Proietti. Non è facile parlare di quest’uomo, soprattutto dopo la prematura scomparsa, che ha gettato ancora più dolore in questo 2020 che ci sta mettendo davvero a dura prova; Gigi Proietti non solo è stato un grande artista di successo conosciuto da tutti, ma è stato un punto di riferimento per tutti noi giovani attori che ci siamo avvicinati al mestiere. Chi di noi non ha mai recitato almeno una volta uno dei suoi famosi monologhi? Spaziando dal teatro (di cui è stato la massima eccellenza inventando uno stile unico difficilmente replicabile), al cinema (celebre tra gli altri il film “Febbre da cavallo” di Steno), alla fiction (“Il Maresciallo Rocca” su tutti), ma soprattutto il doppiaggio, che spesso è poco citato nella lunga e variegata carriera dell’attore romano.


E noi di VOCI.fm vogliamo anche ricordare questa sua parte di lavoro, che inizia timidamente negli anni sessanta, con alcuni piccoli ruoli in film come “Brancaleone alle Crociate”, “Diabolik” di Mario Bava, “I giorni dell’ira” di Tonino Valerii, “Profumo di donna” e via scorrendo fino ad arrivare all’esplosione negli anni settanta con i grandi attori. Inizia già a fine anni sessanta a doppiare grandi divi del cinema classico come Richard Harris in “Camelot” (nel ruolo di Re Artù) e “Un uomo chiamato cavallo”, Rock Hudson in “I due invincibili” con John Wayne, Henry Fonda in “L’ora della furia”, Gregory Peck in “La notte dell’agguato”, Kirk Douglas in “Uomini e cobra” e Richard Burton in “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, Marlon Brando in “Riflessi in un occhio d’oro”.



Ma Proietti comincia a doppiare anche giovani attori all’inizio della loro carriera come Robert De Niro, che ha la sua voce nel primo sodalizio con Martin Scorsese, Mean Streets, nel film “Gli ultimi fuochi” di Elia Kazaan e ritorna a doppiarlo splendidamente nel 1995 nel film “Casino”, sempre di Scorsese; Sylvester Stallone, nei film “F.I.S.T.” e soprattutto “Rocky”, il famosissimo film che trasformerà in una star l’attore americano; Dustin Hoffman, già nel 1974 al culmine della sua carriera, in “Lenny”, il film che narra la storia del rivoluzionario comico Lenny Bruce, dove Proietti ha modo di sfoggiare il suo talento cabarettistico, seguendo il grandissimo attore americano; ed infine un altro attore classico, Paul Newman in “Buffalo Bill e gli indiani” e Donald Sutherland nel “Casanova” di Federico Fellini, dove il leggendario regista volle a tutti i costi Proietti come voce di Sutherland, andando contro il direttore di doppiaggio Mario Maldesi, che riteneva Proietti troppo romano e poco veneziano per il personaggio del Casanova.

Continua negli anni novanta a doppiare grandi attori come Jean Reno i “I visitatori” e Charlton Heston in “Hamlet”, ma è soprattutto nel 1992 che rimane nel cuore di tanti bambini (me compreso) come voce del simpatico e spumeggiante Genio della lampada nel film Disney “Aladdin”, cantando canzoni rimaste nell’immaginario come “Un amico come me” e “Principe Alì”, seguendo in originale l’istrionico e geniale Robin Williams. Campo, quello dell’animazione, già iniziato negli anni sessanta come voce di Gatto Silvestro dei “Looney Tunes” e proseguito con altri film come “Il ritorno di Jafar” e “Aladdin e il re dei ladri” (seguiti di “Aladdin”) e “La spada magica” (nel doppio di Cornwall e Devon). Gli ultimi anni lo hanno visto al doppiaggio come voce di Ian McKellen nell’iconico ruolo di Gandalf (già doppiato da Gianni Mudy nella trilogia originale de “Il signore degli anelli”) nella recente trilogia di “Lo Hobbit”, Anthony Hopkins nel film “Hitckcock” e Navid Negahban, il sultano, padre di Jasmine nel film remake del 2019 “Aladdin” (dove Proietti torna dopo essere stato il Genio nella trilogia degli anni novanta). Una voce, ma non solo, anche un volto che rimarrà impresso in ognuno di noi per tantissimo tempo…

Articolo a cura di Alessandro Delfino

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