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Gli anni 60: RADIO RAI

Per la consueta rubrica dedicata alla storia della radio, Enzo Mauri ci racconta cosa propose Radio Rai negli anni ’60, primi anni ’70 per arginare la perdita di gradimento dovuta al sempre maggiore successo della televisione.

Articolo realizzato da  Enzo Mauri

https://soundcloud.com/voci-fm/radio-rai-arbore-boncompagni

Dopo aver monopolizzato l’etere italiano per 40 anni, la radio in Italia comincia a perdere colpi di fronte all’ascesa di una temibile avversaria: la televisione. Nel 1961 al Programma Nazionale (poi Rai 1) nato nel 1954, si affianca il Secondo Programma (poi Rai 2). I dirigenti Rai, alcuni dei quali provenienti dalla televisione, messi lì come se la radio fosse una sorella minore perché tale ormai era considerata, decidono di rilanciare i canali radiofonici puntando a un pubblico più vasto che comprendesse anche i giovani. Non tutti ai piani alti dell’Azienda radiotelevisiva sono d’accordo, anzi l’idea di concedere uno spazio a Gianni Boncompagni e Renzo Arbore viene in un certo senso avversata. Nel 1965 i due conducono il programma “Bandiera Gialla”, dove il colore giallo nelle intenzioni dei dirigenti Rai serviva a delimitare una zona “a rischio”.

Nella trasmissione sono proposte in ogni puntata di 50 minuti, dodici canzoni poi votate dal pubblico in sala, composto da giovanissimi, attraverso l’alzata di bandierine color giallo appunto. Visto il successo del programma, durato fino al 1970, Arbore e Boncompagni diventano l’emblema del rilancio del mezzo radiofonico italiano. Nel 1966 Renzo Arbore conduce Per Voi Giovani dove sposa la struttura del “contenitore” inframezzando alla musica, notizie che possano interessare alla nuove generazioni. Per Voi Giovani diviene un punto di riferimento per tutti coloro che inizieranno qualche anno dopo a fare radio. Nel 1970 Arbore passa la mano a un gruppo di conduttori fra cui un giovanissimo e non ancora maggiorenne Carlo Massarini e Massimo Villa, che traghettano con successo il programma fino al 1976.

Nel frattempo l’incontenibile ditta Arbore & Boncompagni decide di sfornare un capolavoro destinato a stravolgere i tradizionali, per il periodo, canoni radiofonici: Alto Gradimento. Il programma, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 12.30 alle 13.30, avrebbe dovuto chiamarsi nelle intenzioni dei conduttori “Musica e Puttanate”, idea immediatamente respinta al mittente dal funzionario di turno. Alto Gradimento è un programma di “puro cazzeggio” come dichiarato dallo stesso Arbore, la musica passa in secondo piano a vantaggio di continue gag da parte di improbabili personaggi interpretati da Giorgio Bracardi e Mario Marenco, coadiuvati da Franco Bracardi. Il gradimento davvero altissimo che supera i 3 milioni di ascoltatori al giorno, permette alla trasmissione d’andare in onda fino al 1976, per poi essere ripresa per un breve periodo anni dopo, entrando nella storia della radiofonia.

E’ divenuta fonte d’ispirazione per una miriade di programmi trasmessi in seguito. La Rai capisce che il coinvolgimento del pubblico rappresenta la chiave di volta, per rianimare il mezzo radiofonico ritenuto moribondo fino a qualche anno prima. Nel 1969, Gianni Boncompagni, Franco Moccagatta e Federica Taddei conducono da via Asiago in Roma, “Chiamate Roma 3131”. Gli ascoltatori hanno la possibilità di partecipare e dire la loro sugli argomenti più disparati. La trasmissione ha il pregio di intercettare l’esigenza nata dai moti del ’68, che induce il singolo individuo ad affermarsi e diventare protagonista, sarà lo stesso propellente che farà nascere entro poco il movimento delle radio libere. Il successo di “Chiamate Roma 3131” fu immediato con punte di 10 milioni di ascoltatori, confermando il ritorno in grande stile del mezzo radiofonico.

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