Voci immortali: Sergio Di Stefano
Il nostro Alessandro Delfino dedicherà alle "Voci immortali" del doppiaggio una serie di speciali. Si parte con l'attore e doppiatore Sergio Di Stefano, classe 1939, scomparso nel 2010. Buon ascolto.
Speciale realizzato da Alessandro Delfino
C’era un tempo passato, un tempo in cui la recitazione era una sola ed unica onda che raccoglieva tutti i campi, dal teatro (strada iniziale per parecchi grandi artisti) al cinema, fino ad arrivare al doppiaggio. Moltissimi attori al leggio, provenienti da una lunga gavetta teatrale, hanno lasciato il segno sulle pagine, dando non solo la voce, ma anche il corpo e l’anima doppiando a volte attori bravi, altre volte meno, ma dando ugualmente anima ai loro personaggi. E’ il caso del grande attore di cui parliamo oggi, scomparso dieci anni fa, ma mai dimenticato: Sergio Di Stefano. Classe 1939, dopo essersi diplomato all’Accademia di Arte Drammatica, inizia proprio a teatro (1963) portando in scena “Vita di Edoardo d’Inghilterra di Brecht”, successivamente (1971) recita nello sceneggiato televisivo “E le stelle stanno a guardare”, ed è proprio in quegli anni che entra nel doppiaggio.
Comincia con la società “SAS”, a doppiare insieme a mostri sacri come Emilio Cigoli attori come Keith Carradine nel film western “Quattro tocchi di campana” con John Wayne e Johnny Cash; in seguito entra nella più famosa “CDC - Sefit Group” ed è proprio lì che troverà tanti attori a cui presterà la voce in tanti iconici ruoli. Il primo da citare è sicuramente Jeff Bridges, che inizia a doppiare sin da giovane nel 1976 nel film “Il gigante della strada” con un altrettanto giovane Arnold Schwarzenegger, e pur non doppiandolo sempre diventerà una delle voci ricorrenti dell’attore: lo doppierà in film come “Star Man” di John Carpenter, “La leggenda del re pescatore” di Terry Gilliam, “L’amore ha due facce” di Barbra Streisand, ma soprattutto “Il grande Lebowsky” dove dà vita in italiano all’iconico e imprevedibile Drugo. Un timbro, quello di Sergio Di Stefano, molto più pulito di quello di Bridges, ma che ad ogni film è sempre riuscito ad adattarsi cogliendo la parlata e lo stile asciutto e da strada di Bridges.
Secondo attore difficile da immaginare con un’altra voce è sicuramente il francese Christopher Lambert, che Di Stefano inizia a doppiare dal film “Subway” di Luc Besson. Ma è il film successivo che sarà destinato a diventare un cult: “Highlander” di Russell Mulcahy, dove Lambert interpreta l’immortale guerriero Connor MacLeod. Curiosità: all’epoca l’accento francese di Lambert venne abbastanza schernito, vista la contraddizione con il personaggio di origine scozzese; ovviamente in italiano non abbiamo avuto questo problema, grazie alla bravura di Di Stefano, che con il suo timbro elegante rende giustizia ed eleganza al giovane attore.
Un abbinamento che continuerà ad essere frequente, non solo nei seguiti dello stesso “Highlander”, ma anche in vari film come “Gunmen”, “Mortal Kombat” e “Resurrection”. Ma il talento di Di Stefano non si è legato solo ad attori quanto a ruoli iconici, del tutto diversi tra loro: Kevin Costner/Elliot Ness in “Gli intoccabili”, John Malkovich in Mary Reilly, “Il gioco di Ripley” e “La maschera di ferro”, Robert England-Freddie Kruger in “Nightmare 4”, “6” e “Freddie’s Nightmare”, William Hurt in “AI Intelligenza artificiale”, Alan Rickman in “Alice in Wonderland”, Tom Selleck in “In e Out” e tanti altri. Non solo voce per il cinema, anche serie tv “live-action” e animate: Jonathan Frakes nelle serie “Star Trek - The Next Generation” e “Star Trek - Enterprise”, ma soprattutto Johnny Bravo, protagonista della serie famosissima demenziale dove Di Stefano dà prova della sua abilità comica.
Mentre nel 2004 nasce il personaggio per cui Sergio Di Stefano verrà ricordato dal pubblico, il cinico, ma brillante “Dottor House” nella serie “Dr House - Medical Division”, con protagonista il bravissimo Hugh Laurie, che con il suo stile molto british riesce a sposarsi perfettamente con la voce elegante di Sergio Di Stefano, che lo doppierà nelle prime sei stagioni. Purtroppo nel 2010 ci lascia improvvisamente dovendo lasciare non solo il personaggio, ma un’intera professione che ancora oggi ne sente la mancanza. Ma le voci sanno anche essere immortali, se rimangono scolpite nella nostra mente, e noi di VOCI.fm le ricorderemo tutte.









