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La storia: Radio Monte Carlo (pt.1)

Radio Monte Carlo è stata a metà degli anni ’70, una delle muse ispiratrici di coloro che si accostavano al mondo delle radio libere. Per la rubrica dedicata alla storia della radio italiana, Enzo Mauri ci racconta in due parti, gli esordi della storica emittente monegasca.

Articolo realizzato da Enzo Mauri

https://soundcloud.com/voci-fm/radio-montecarlo-marchand

L’aspetto singolare di chi iniziava a fare radio a metà degli anni ’70, era nella maggior parte dei casi, il non sapere assolutamente, cosa bisognava fare. Si può parlare di vero e proprio pionierismo sia per quanto riguardava il mero aspetto estetico, inteso come atteggiamento da adottare in onda, sia riguardo il lato tecnico che veniva del tutto improvvisato: giradischi portati da casa, mixer auto costruiti e trasmettitori rimediati, magari in qualche deposito militare o mercatino dell’usato. Le voci che si affacciavano in quel momento nel Fm italiano, avevano tutte gli stessi riferimenti, anche perché obiettivamente c’era poco da cercare.

Si ascoltava la Rai, con i pochi programmi musicali dell’epoca ingessati dalla censura, oppure si preferivano i canali esteri molto più disinibiti e improntati a uno stile veloce e immediato come quello di Radio Luxembourg. In molti come me s’innamorarono di Radio Monte Carlo, trascorrevo molte ore al giorno sulle onde medie (AM), appassionandomi alle scorribande non solo musicali, di quella che al primo ascolto sembrava una banda di matti. Sia chiaro: i conduttori di Radio Monte Carlo dell’epoca erano dei grandi professionisti che sapevano il fatto loro, in grado di coinvolgere e fidelizzare gli ascoltatori. Si potevano considerare dei veri e propri animatori.

Fecero scuola e i neofiti del Fm s’ispirarono alle trasmissioni, in particolare quelle di musica a richiesta e dediche, fiore all’occhiello e a buon diritto ritenute un’invenzione della radio monegasca. Radio Monte Carlo nacque negli anni ’60 per conquistare il mercato italiano, il fine principale era promuovere i pacchetti turistici verso il Principato, mentre i grandi marchi di sigarette individuarono in essa il sistema per aggirare la legge italiana che dal 1962 vietava la pubblicità delle “bionde” sul suolo italico. Radio Monte Carlo era, di fatto, una radio estera non vincolata dal legislatore nostrano, per questo motivo chi all’epoca la ascoltava, ricorderà che poteva permettersi di programmare dischi che in Italia erano vietati a causa di contenuti ritenuti troppo “espliciti” come Je t’aime, moi non plus, di Serge Gainsbourg e Jane Birkin, ma anche italiani come Bocca di Rosa di Fabrizio De Andre’.

Nei primi anni ’60, la società Sofirad che insieme al Principato di Monaco era proprietaria di Radio Monte Carlo, decise di dare il via a un progetto che coinvolgesse, il nostro paese, utilizzando delle frequenze in onde medie dismesse, che permettevano di coprire le coste occidentali italiane ma anche il nord Africa. L’incarico di verificare la fattibilità dell’iniziativa fu dato a Noel Coutisson, l’uomo con la pipa come viene ricordato dai conduttori dell’epoca , esperto di questioni radiofoniche. Le trasmissioni in lingua italiana di sole due ore iniziarono il 6 marzo 1966, dalle 14 alle 16. La prima ad andare in onda fu la signora Bassani in arte Simonetta, cui si unì dal 17 giugno Barbara Marchand : “Dovevo solo annunciare i dischi a gruppi di tre e le coordinate relative alle onde medie”, dichiarò in un’intervista pubblicata sul libro “Qui Radio Libera”. La grande avventura di Radio Monte Carlo era iniziata, presto le trasmissioni coprirono le tredici ore dalle 6.30 alle 19.30. A presto per la seconda parte del racconto. 
 

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