Skip to main content

La storia: Radio Monte Carlo (pt.2)

Torna su VOCI.fm la consueta rubrica dedicata alla storia della radio italiana, curata da Enzo Mauri. Protagonista ancora una volta la Radio Monte Carlo degli anni ’60-‘70, cui si ispirarono molti delle voci che iniziarono ad andare in onda, quando esplose in Italia il fenomeno delle radio libere.

Articolo realizzato da Enzo Mauri

https://soundcloud.com/voci-fm/radio-montecarlo-radiostory-coutisson

Il principale merito di Noel Coutisson, l’uomo con la pipa, autentico artefice della prima Radio Monte Carlo, fu di aver creato in poco tempo una squadra di conduttori/animatori, formidabile: “L’atmosfera che si respirava era goliardica, dopo aver registrato i programmi, andavamo tutti insieme a mangiare nei locali del posto”. racconta Luisella Berrino, una delle voci storiche dell’emittente monegasca, in onda per quasi 45 anni. L’affiatamento tra conduttori si è rivelato una delle formule magiche che hanno reso vincenti negli anni noti marchi radiofonici, che a buon diritto possono affermare di avere preso spunto anche in questo da Radio Monte Carlo. Noel Coutisson selezionava personalmente i nomi che sarebbero andati in onda come nel caso di Ettore Andenna, poi divenuto noto volto televisivo : “All’epoca frequentavo l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, a metà del secondo anno si presentò un signore con la pipa intenzionato a scegliere belle voci con una buona dizione, per un’emittente italiana che stava nascendo nel Principato di Monaco”.

Una volta negli studi monegaschi, dove oggi è stato costruito un hotel, i candidati alla messa in onda, erano affidati alle sapienti mani di Jean Larini regista e colonna portante della struttura per tanti anni. Agli esordi, Radio Monte Carlo si riceveva soprattutto sulla costa tirrenica fino alla Campania, questo non impedì che i 1466 khz pari a 204.5 metri di lunghezza d’onda, ma anche i 701 khz, divenissero punti di riferimento per milioni di ascoltatori, incantanti da una programmazione tanto semplice quanto accattivante. Le selezioni musicali rispettavano una cadenza predeterminata: un disco francese poi italiano e infine inglese. Le trasmissioni, nei primi anni sempre registrate e condotte in coppia, erano improntate al totale coinvolgimento dei radioascoltatori. A Radio Monte Carlo si può attribuire il non trascurabile primato dei programmi di musica a richiesta con dediche: Liliana Dell’Acqua prima, Luisella Berrino poi assieme a Gigi Salvadori conducevano ”Balla Balla” a cui gli ascoltatori inviavano via posta le loro scelte musicali, cosi come “Fate voi stessi il vostro programma”, condotto da Robertino (Roberto Arnaldi) riconoscibile per la sua parlata dinamica.

Il servizio postale fu messo sotto pressione, a causa dell’enorme quantità di lettere che arrivavano ogni giorno. Alle trasmissioni, cosi come ai quiz che presero piede negli anni ’70 quando si aprì alle dirette, erano collegati gli sponsor dei pacchetti di sigarette, ma anche di prestigiosi marchi per la casa, collegati a loro volta alla raccolta delle famose figurine Mira Lanza. Quanto ai quiz con premi in denaro, il successo era tale che la Sip, all’epoca la società che si occupava dei servizi telefonici in Italia, si informava su quali regioni sarebbero state coinvolte, per potenziare le centraline che altrimenti sarebbero collassate. Fra questi “Il Milione” prevedeva che fosse individuato un personaggio grazie a degli indizi musicali. Il montepremi di un milione andava a scalare fino a centomila lire. Chi dice Radio, chi dice Monte, chi dice Carlo, fu probabilmente il gioco più celebre dell’emittente monegasca.

Bisognava indovinare a chi appartenevano le tre voci che pronunciavano il nome della radio, impresa tutt’altro che facile. In un’edizione il montepremi schizzò fino a 15 milioni. Col tempo gli ascoltatori familiarizzarono con tutte quelle voci che si rivolgevano loro come degli amici e che si presentavano solo con il nome, tranne il mitico Herbert Pagani: Awanagana, Federico (l’Olandese Volante), Riccardo (Heinen), Antonio (Devia) e tanti altri, entrarono a far parte della vita di dieci milioni di ascoltatori italiani al giorno. Nel 1974 Noel Coutisson fu sostituito da Stephane Banessy, Radio Monte Carlo continuò ad avere ottimi indici di gradimento fino alla fine degli anni ’70 quando iniziò a subire la concorrenza delle radio libere.

Condividi su: