Radio QUIZ 60-70: ”Il Gambero” RAI
Continua su VOCI.fm il racconto dedicato alla straordinaria avventura della radio, nella rubrica curata da Enzo Mauri. Torna protagonista la Rai, con uno dei suoi quiz più popolari: IL GAMBERO.
Articolo realizzato da Enzo Mauri
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Al pari di quelli televisivi, la Rai soprattutto nei primi anni di vita, fu il palcoscenico di alcuni importanti giochi radiofonici, destinati a restare nella memoria di coloro che ancora numerosi continuavano ad essere affezionati alla cosiddetta sorella minore, nonostante il sempre maggiore successo del piccolo schermo. L’1 gennaio 1967 esordì sul secondo canale radiofonico, Il Gambero condotto da Enzo Tortora prima, Mascia Cantoni e Franco Nebbia poi con la regia di Beppe Recchia, in seguito di Mario Morelli, trasmesso dalla sede di Milano. Il quiz andava in onda con il pubblico in studio la domenica alle 13 fino alle 13.30, con replica alle 21. Divenne subito popolare per la formula inusuale soprattutto negli anni in cui la Rai era volta al conformismo più sfrenato e per la perfidia con cui venivano accolte le risposte sbagliate dei concorrenti.
Sia chiaro, i presentatori non c’entravano nulla, semmai c’era quella risata ironica attribuita al gambero stesso, vera peculiarità del programma, che accompagnava ogni errore dei tre sfidanti che uno alla volta erano protagonisti della puntata. Non sempre alla bestiola le cose andavano bene: le risposte esatte infatti venivano sottolineate da un ringhio di disappunto dell’animale, che campeggiava a beneficio del pubblico in sala alle spalle del conduttore. Premesso che nessuno, pensiamo, abbia mai sentito il reale verso di un gambero, quello grande di cartapesta allestito nell’Auditorio G di Milano, possedeva la risata fin troppo umana dell’attore Sante Calogero: ma perché proprio il gambero? Il gioco era presentato come “quiz alla rovescia”, ai tre concorrenti veniva consegnato un montepremi di un milione ciascuno che si andava assottigliando a ogni risposta errata, in pratica era come se il gioco iniziasse dalla fine per poi andare a ritroso, come un gambero appunto.
Se alla prima domanda, il concorrente di turno non rispondeva entro un minuto, il montepremi si dimezzava. Le domande poste erano sette, al concorrente cui la sorte avversa non consentiva di rispondere correttamente a nessuna domanda, restava in tasca la misera somma di 7500 lire, una sorta di rimborso spese. A fare gli onori di casa nei primi due anni di vita fu come dicevamo Enzo Tortora, già in rotta in quel periodo con la dirigenza Rai che lo aveva relegato alla radio e che contribuì con il suo fare tipico che il pubblico tornerà ad apprezzare anni dopo in Portobello, al successo del gioco domenicale. Il programma andò in onda tutto l’anno senza interruzioni, estate compresa, per nove anni, dal 1967 al 1976 sempre con la stessa formula, poi fu sospeso.
Dopo due anni di assenza, nel 1978, Il Gambero riprese con la conduzione di Arnoldo Foà, per la regia di Roberto D’Onofrio, poi al timone giunse Renzo Palmer, per terminare definitivamente nel 1980. Nel 1972-73 la Rai propose anche una versione per ragazzi dal titolo Il gamberetto condotta da Franco e Ciccio il primo anno e da Ric e Gian il secondo, che aveva come premio la busta d’oro contenente premi vari. Con gli anni 2000 è stato riproposto in una nuova veste e montepremi in euro, sempre la domenica sul secondo programma radiofonico Rai, con alla conduzione Barbara Palombelli.









