Voci immortali: Claudio Sorrentino
Alessandro Delfino ci propone uno speciale doppiaggio dedicato al grande doppiatore Claudio Sorrentino che da poco ci ha lasciato. Non è un caso che lo abbiamo annoverato tra le VOCI IMMORTALI. Buon ascolto.
Speciale realizzato da Alessandro Delfino
E'' strana la vita, proprio qualche settimana avevo scritto uno speciale sulle voci italiane di Mel Gibson ed ora questa notizia. Speravo sinceramente di non dover dedicare questo speciale proprio a lui, ma anche se la sua scomparsa è avvenuta da poco, la sua voce già è leggenda, destinata a rimanere immortale. Oggi VOCI.fm dedica questo articolo a Claudio Sorrentino. Classe 1945, il giovane Claudio inizia presto la sua carriera nel mondo dello spettacolo, a soli 6 anni, iniziando col teatro e approdando nel mondo del doppiaggio negli anni 50 doppiando un giovane Tommy Rettig nel telefilm “Lassie” e in “L’ultima carovana”.
Continuerà a doppiare, soprattutto negli anni settanta, personaggi di note serie tv e anime che diventeranno cult negli anni, come Ryo Kabuto in “Mazinga Z”, Patrick Duffy in “Dallas” e soprattutto Ron Howard / Richie Cunningam in “Happy Days”. E’ però nel 1970 che si avvicina al cinema, dove doppierà Ryan O’Neil nel film cult “Love Story”, dove comincerà ad avvicinarsi a giovani attori che diventeranno importanti come: Robert De Niro in “Batte il tamburo lentamente”, Jeff Bridges in “Tron”, Williem Dafoe in “L’ultima tentazione di Cristo”, Mickey Rourke in “White Sands”, ma soprattutto due attori che rimarranno legati a Sorrentino per molto tempo, John Travolta e Mel Gibson. Comincia a doppiare il primo nel 1983 in “Stayn’ Alive”, seguito de “La febbre del sabato sera” e in “Due come noi” dello stesso anno, ma lo avrebbe ritrovato solo nel 1994, anno della rinascita artistica di Travolta, nel ruolo di Vincent Vega nel film “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino; Sorrentino lo avrebbe poi seguito in film di grande successo come “Get Shorty”, “Nome in codice Broken Arrow”, “Mad City”, “La sottile linea rossa”, “Codice Swordfish” e tantissimi altri, riportando l’ironia dell’attore americano e rendendo a noi inconfondibile il suo stile.
Discorso diverso per Mel Gibson, dove Sorrentino arrivò a prestargli la voce solo nel 1987 con il film “Arma Letale” (Gibson era già famoso dal 1979 per il suo ruolo in film come la trilogia di “Mad Max”), ma che si rivelò talmente un successo non solo da confermare Sorrentino nei tre seguiti, ma di confermarlo come voce ufficiale in quasi tutti i suoi film importanti, da “Due nel mirino” a “Tequila Connection”, da “L’uomo senza volto” a “Braveheart-Cuore impavido”, da “Ransom il riscatto” a “Il patriota”, fino ad arrivare a recenti interpretazioni come “Fat Man”; Sorrentino riesce negli anni a donare a Gibson un carisma ed una personalità tale da farci ormai riconoscere l’attore australiano con la voce del doppiatore romano. Negli anni novanta Sorrentino inaugura altri binomi di successo doppiando Bruce Willis in: “Die Hard - duri a morire” e i suoi due seguiti, “Ancora vivo”, “Planet Terror”, “Alpha Dog” e “I mercenari 1 e 2”, “Sylvester Stallone” in Copland (dove ha un curioso duetto con Ferruccio Amendola, voce abituale dell’attore che qui doppia Robert De Niro) e Gerard Depardieu in “Bogus l’amico immaginario”.
A metà anni novanta inizia una carriera come direttore del doppiaggio firmando altre pellicole cult come “Quills - La penna dello scandalo” con Geoffrey Rush (doppiato dallo stesso attore), “La vera storia di Jack lo squartatore” con Johny Depp, “Star Wars Episodio 2 - L’attacco dei cloni”, “Hitman”, “I Mercenari”, “Come l’acqua per gli elefanti”, “Marigold Hotel”, “L’amore bugiardo - Gone Girl”, “Alien Covenant” e tantissimi altri. Di recente ha collaborato anche con noi di VOCI.fm partecipando attivamente al progetto “Life” di Alex Poli, regalandoci il personaggio di Titan con la sua grandissima professionalità e umiltà. Umiltà che, ci tengo a ricordare ebbe molto tempo fa..quando accettò di sentire un giovane doppiatore che, agli inizi e con tanta strizza decise di lanciarsi senza paracadute.
Come un buon maestro, spiegò i problemi e la difficoltà nell’interpretare un ruolo, nel catturare non solo il volto, ma anche l’anima di un personaggio, invogliando però il giovane doppiatore a non arrendersi e continuare. Ebbe la sua rivincita tempo dopo, quando riuscì a farsi riascoltare e..questa volta andò bene. Purtroppo, dopo quella volta non rincontrai più Claudio Sorrentino, né ebbi mai modo di lavorarci insieme, ma ancora oggi voglio ringraziarlo per i suoi insegnamenti e per essere stato uno dei tantissimi maestri a farmi amare questo meraviglioso mondo delle voci. Ciao Claudio.









