La storia di Radio Luxembourg
Qui su VOCI.fm, “la storia della radio” con Enzo Mauri, ci porta indietro nel tempo a quando le radio libere italiane non esistevano, ma sulle onde medie si ascoltavano già emittenti di un certo livello come “Radio Luxembourg”.
Articolo realizzato da Enzo Mauri
https://soundcloud.com/voci-fm/radio-luxembourg-barry-alldis
In più di un’occasione ho ricordato come la situazione dell’etere italiano nella prima parte degli anni ’70 fosse desolante. A dominare c’era solo la Rai del monopolio che non permetteva ad altri soggetti di offrire la benché minima alternativa, a parte qualche isolata eccezione che contravvenendo alla legge, rischiava ogni giorno la chiusura. Eppure, quelli che a breve sarebbero divenuti prima improvvisati, poi veri e propri professionisti del FM, sapevano bene a quale fonte abbeverarsi quando si trattava di ascoltare buona musica, accompagnata da una programmazione che per fortuna non aveva nulla a che fare con quella ingessata tipica della radio di Stato. La sera sotto le coperte con l’ausilio delle radio a transistor, sulle onde medie si captavano emittenti che avrebbero anticipato lo sbarco della radiofonia libera in Italia.
Lo Skywave è quel fenomeno naturale per cui le onde radio vengono rifratte dalla ionosfera verso la Terra consentendo, soprattutto la notte, l’ascolto di segnali emessi anche dall’altro capo del mondo. Fra questi Radio Luxembourg nata prima della guerra negli anni ’30, dalla programmazione in lingua francese e inglese, molto attiva negli anni ’50 e ’60, con trasmissioni in inglese basate su novità discografiche e classifiche. L’emittente con sede nella città di Lussemburgo, può senz’altro essere definita il primo vero esempio europeo di radio di flusso, con i disc jockey facilmente identificabili e contesi dalla BBC, emittente di Stato britannica. La maggior parte dei programmi, inaugurati la sera da un inconfondibile gong, erano sponsorizzati dalle case discografiche e registrati nella sede londinese al 38 di Hertford Street.
Dal 1968 furono trasmessi totalmente dal Granducato di Lussemburgo, come Qui Italia, notiziario di un quarto d’ora gestito dalla Rai, diretto alle popolazioni in lingua italiana. Fra questi il più titolato era senz’altro la storica English Top Twenty nata nel 1948, trasmessa la domenica dalle 23 alle 24 dall’altrettanto nota frequenza in onde medie dei 1439 khz poi 1440 pari a 208 metri di lunghezza d’onda. La classifica, condotta dal 1956 al 1966 da Barry Alldis, era compilata in base ai dati di vendita che Radio Luxembourg riceveva dai negozi di dischi, aveva inoltre la peculiarità di partire dal numero uno, secondo un criterio stabilito dagli sponsor di fatto inverso rispetto a quello seguito dalle altre classifiche. In quegli anni Radio Luxembourg poteva vantare un seguito consistente non solo in Gran Bretagna ma in tutta Europa compresa l’Italia, soprattutto tra i giovanissimi disposti a fare le ore piccole pur di ascoltare i propri beniamini come Jack Jackson, David Jacobs, Pete Murray, Chris Denning, Alan Freeman, Tony Hall, Pat Campbell e tanti altri.
Già dai primi anni Radio Luxembourg adottò inoltre una playlist di brani, cioè un elenco di dischi da trasmettere in determinate fasce orarie che anticipò il successivo sodalizio negli anni’60 con il formato Top 40. I due potenti trasmettitori della Telefunken collocati sui monti di Marnach permettevano a your station of the stars, come veniva annunciata di coprire buona parte del territorio europeo sulle frequenze in onde medie, a cui se ne aggiungeva per il territorio francese un terzo in onde lunghe. Purtroppo alla fine degli anni ’70 iniziò il declino, nel 1993 cessarono le trasmissioni in inglese, mentre nel 2006 anche l’ultimo ripetitore venne spento.









