"Non è equo questo compenso": tre doppiatori di "Artisti 7607" su VOCI.fm
“Non è equo questo compenso”: i doppiatori come gli attori di Artisti 7607 danneggiati dalle piattaforme streaming. Patrizia Simonetti ne ha parlato con Chiara Colizzi, Giorgia Lepore e Massimo Bitozzi nel corso della conferenza stampa evento organizzata dalla collecting.
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Mentre l’intero settore dello spettacolo è in profonda crisi da oltre un anno per l’emergenza causata dalla pandemia, Artisti 7607 - organismo di gestione collettiva dei diritti connessi al diritto d’autore - denuncia che all’aumento esponenziale in streaming della diffusione di opere protette, non corrisponde il dovuto riconoscimento dei diritti di chi le interpreta, attori e doppiatori. E lo fa con conferenza stampa evento organizzata via Zoom intitolata “Non è equo questo compenso” cui hanno preso parte i doppiatori Chiara Colizzi, Giorgia Lepore e Massimo Bitozzi e gli attori (alcuni doppiatori pure loro) Neri Marcorè, Paolo Calabresi, Vinicio Marchioni, Giobbe Covatta, Urbano Barberini, Michele Riondin, e la presidente della collecting Cinzia Mascoli, con l’adesione di molti altri, come Augusto Fornari, Carmen Giardina, Valerio Mastandrea, Alberto Molinari, Francesco Montanari, Paco Reconti, Alessandro Riceci, Paolo Sassanelli, Davis Tagliaferro, Salvo Traina, Daniela Virgilio, Diego Abatantuono, Ambra Angiolini, Corrado Guzzanti, Claudio Santamaria, Kasia Smutniak e Elio Germano.
“Le piattaforme per noi sono un problema enorme - ci ha detto Chiara Colizzi - con le assurde condizioni che questi grandi colossi hanno dettato alla nostra categorie, almeno questa è una battaglia che vogliamo fare”. “Non abbiamo ancora capito bene quanto ci spetta e quanto no – aggiunge Giorgia Lepore - noi doppiatori siamo assolutamente alla pari con i nostri colleghi attori, se c’è un danno vale per tutti, per chi recita in video e chi in voce”. Mentre Massimo Bitossi spiega: “le ripartizioni per noi doppiatori avvengono solo quando si doppia un ruolo primaio o comprimario, in pratica se diamo voce al protagonista o al coprotagonista dell’opera”. Va considerato che lo sfruttamento di contenuti audiovisivi e la fruizione di film e serie tv crescono esponenzialmente nel web già da tempo anche grazie all’aumento della velocità e dell’ampiezza di banda che consentono un rapido download e un’ottima qualità di visione.
In questo periodo poi più che mai vista la chiusura delle sale cinematografiche e i tanti film sbarcati direttamente on demand. Secondo quanto riferito in conferenza stampa, la quasi totalità delle piattaforme streaming non corrisponde tuttavia i diritti connessi degli artisti o propone compensi gravemente insufficienti, non fornendo peraltro i dati degli utilizzi e non ottemperando alle normative europee e nazionali (d.lgs n.35 15 marzo 2017). Così gli artisti interpreti dell’audiovisivo in toto e uniti più che mai denunciano la situazione e difendono i loro diritti. Per andare più nel dettaglio e chiarire meglio la situazione, i diritti connessi sono il diritto all’equo compenso che spetta agli artisti e interpreti quando vengono utilizzati un film, una fiction o una serie TV.
L’equo compenso è quindi un diritto patrimoniale che spetta all’artista interprete di un’opera audiovisiva. Artisti 7697 nasce nel 2014 con la liberazione del mercato dei diritti connessi, fortemente voluta dalla stessa collecting, ed ogni artista ha potuto scegliere a chi affidare la gestione di tali diritti. Con tale liberalizzazione, per una volta l’Italia ha anticipato quanto previsto dalle direttive europee e oggi, a distanza di circa sette anni, molte cose sono cambiate in meglio. Gli artisti sono informati e ricevono da Artisti 7607 i compensi in tempi rapidi, usufruiscono di servizi diversi, hanno gratuita copertura assicurativa, assistenza legale e fiscale, frequentano gratuitamente corsi di formazione, workshops e masterclass permanenti.









