Programmi dimenticati: da “L'Araldo Telefonico” a “Musica In”
Il mistero incombe sulla rubrica di Enzo Mauri che riguarda la storia della radiofonia italiana. Questa volta ci parla di due trasmissioni importanti, purtroppo cadute nel dimenticatoio, scopriamo quali!
Articolo realizzato da Enzo Mauri
Qualche giorno fa durante una ricerca sulle origini della radio italiana, mi è capitato tra le mani un vecchio articolo del Corriere della Sera che annunciava la scomparsa di Maria Luisa Boncompagni, nome che a molti non dirà nulla, in realtà personaggio rilevante nella storia del medium nostrano. Scomparsa nel 1982, classe 1892, la Boncompagni è stata la decana delle annunciatrici radiofoniche italiane. Nel 1924 fu assunta dall’URI (Unione Radiofonica Italiana), divenuta poi EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) nel 1927 e infine Rai (Radio Audizioni Italiane) nel 1944.
Proprio la sua voce alle 21 del 6 ottobre 1924, dalla stazione di Roma S. Filippo situata ai Parioli all’epoca in aperta campagna, sancì la nascita della radio in Italia, anche se le cose, in seguito si scoprì, non stavano proprio in questi termini. Anni dopo, infatti, Barbara Scaramucci già direttrice delle Teche Rai, scoprì che quella voce apparteneva a Ines Viviani Donarelli, protagonista del concerto di Haydn che da li a poco sarebbe andato in onda. La Boncompagni ha avuto comunque l’indiscusso merito, d’essere stata la protagonista del primo esempio di trasmissione radiofonica in Italia: l’Araldo Telefonico. Ideato nel 1909 dall’ingegner Luigi Ranieri e attivato nel 1910 da piazza Poli in Roma, "L’Araldo Telefonico" è stato definito la radio prima della radio, divenendo il primo esempio di broadcasting in Italia, sia pur nel solo ambito romano.
In cosa consisteva? In determinate fasce orarie, i possessori di un apparecchio telefonico dotato di uno speciale ricevitore attivo su una linea dedicata, su richiesta al centralino potevano ascoltare: I notiziari dell’agenzia Stefani, le quotazioni in Borsa, le previsioni del tempo e l’annunzio dell’ora antesignano del medesimo servizio attivato diversi decenni dopo dalla Sip (Societa’ Italiana per l’esercizio telefonico) poi Telecom Italia. Dopo 4 anni l’Araldo Telefonico contava 1300 abbonati paganti solo a Roma, il costo era di 5 lire l’anno più una spesa inziale di 15 per l’impianto dello speciale apparecchio telefonico. A quel punto Ranieri pensò di allargare il suo business ad altre città come Milano, ampliando l’offerta con la diffusione di opere teatrali.
Nel 1923 fu fondata Radio Araldo che poi confluì nell’URI decretando la fine del l’Araldo Telefonico, caduto nel dimenticatoio. Di tutt’altra specie ma con il medesimo destino finale, una trasmissione di Radio Rai diffusa dal Programma Nazionale (poi Radiouno ) a partire dal 1972, di cui troverete pochissime tracce sul web, si chiamava "Musica In". Era un contenitore in onda dalle 17.20 alle 18.40 inizialmente dal lunedì al sabato, diviso in quattro segmenti di circa 15 minuti condotti da Barbara Marchand, già celebre voce di Radio Monte Carlo, per quanto riguardava il pop italiano, Solforio ovvero Franco Bracardi si occupava del liscio, Ronnie Jones della musica americana e Claudio Lippi, poi sostituito da Sergio Leonardi, di musica varia. In seguito il programma fu collocato alle 18 dal martedì al sabato con l’inserimento di Cristiano Malgioglio al posto di Ronnie Jones. L’accoglienza dei radioascoltatori fu ottima, tanto che dai tre mesi iniziali la trasmissione durò tre anni, ma come dicevamo per qualche motivo a noi ignoto venne in seguito dimenticata.









