Skip to main content

Radio Sardegna: la prima radio libera italiana?

Qual è stata la prima radio libera italiana? Enzo Mauri nella consueta rubrica dedicata alla storia della radiofonia, racconta l’appassionante avventura di un manipolo di soldati che nel lontano 1943, accese il primo segnale indipendente dopo il ventennio: Radio Sardegna.

Articolo realizzato da Enzo Mauri





Dopo qualche mese da un precedente articolo sul medesimo argomento, eccomi di nuovo sulle tracce del primo segnale libero nell’etere italiano. Se è vero, infatti, che Radio Sicilia Libera nel 1970 e Radio Parma nel 1975, sono riconosciute all’unanimità rispettivamente come prima emittente a rompere il monopolio Rai e prima radio con caratteristiche simili a quelle attuali e altresì dimostrato che durante la Seconda Guerra Mondiale, come riportato da un articolo del collega Davide Camera, è possibile scoprire esempi del genere. La prima radio indipendente dopo il ventennio, sembra proprio essere una radio militare: Radio Sardegna. Nel 1943 quando la guerra volgeva al termine, la Sardegna era funestata da una serie di eventi che avevano messo a dura prova le popolazioni locali. Il 13 maggio Cagliari aveva subito l’ultimo drammatico bombardamento da parte delle forze alleate che aveva causato 40 morti e distruzioni in tutta la città.

Nel frattempo, l’8 settembre, l’armistizio era stato firmato e mentre nella Penisola si scatenava la guerra civile, le truppe americane avanzavano. In Sardegna, nel frattempo, le unità tedesche si ritiravano verso la Corsica. L’Isola si ritrovò drammaticamente tagliata fuori, con la popolazione ridotta alla fame a causa della mancanza di merci provenienti dalla terra ferma. Il generale Antonio Basso, all’epoca Comandante Supremo delle Forze Armate della Sardegna, decise a causa dei bombardamenti di spostare 200 mila soldati verso il centro dell’isola, così da garantire loro una maggiore protezione. Tra questi la 47ma compagnia mista telegrafisti e marconisti che , con i pochi mezzi a disposizione , decise di fondare un ‘emittente che permettesse di far giungere alle famiglie le notizie che riguardavano i militari italiani di stanza in Sardegna. Il 3 ottobre 1943 alle 13.15 iniziarono le trasmissioni di Radio Sardegna, detta anche Radio Brada, dal rifugio antiaereo ricavato in una grotta di Bortigali.

La prima voce dell’Italia libera come fu presentata, all’inizio trasmise tre notiziari di 15 minuti ciascuno inframezzati da dischi rimediati nelle case della zona, dal 17 ottobre arrivarono due trasmissioni dal titolo Notizie da casa. A novembre i notiziari divennero cinque e in più si aggiunse un’altra trasmissione Messaggi da e per il continente , per un totale di150 minuti quotidiani. Tra i direttori dell’emittente vi fu il maggiore Armando Rossini, poi amministratore delegato Rai, mentre tra i redattori Jader Jacobelli poi popolare volto Rai e i sardi Carlo Sequi e Guido Martis. Gli americani una volta sbarcati sull’isola e venuti a conoscenza della radio a Bortigali, in un primo momento pensarono di chiuderla perché ritennero trasmettesse messaggi cifrati ai fascisti, poi nei primi mesi del 1944 la trasferirono a Cagliari potenziando il segnale con un trasmettitore da 5 kW. Il 7 maggio 1945, avvenne l’evento, che fece passare alla storia Radio Sardegna, il marconista Quintino Ralli intercettò una trasmissione proveniente da Algeri che annunciava la fine della guerra, informazione subito comunicata dall’allora direttore Amerigo Gomez , con ben 20 minuti di anticipo rispetto a Radio Londra. Quella sera la notizia fu annunciata ogni dieci minuti, ma il giorno dopo nessun giornale raccontò il primato di Radio Sardegna.
 

Condividi su: