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Raffaella Carrà: Carramba che voce!

Non avremmo mai potuto non dedicare uno speciale alla grande Raffaella Carrà e alla sua voce allegra e famosa praticamente in tutto il mondo. A ricordarla ci ha pensato Alessandro Delfino. Ciao Raffaella!


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C’era una volta un mondo in bianco e nero, a forma di scatola, dove uscivano suoni ed immagini che allietavano le case degli italiani. Non c’erano internet, i social, le piattaforme streaming, solo la cara e vecchia (all’epoca nuova) televisione, con pochi programmi di intrattenimento; era il tempo di Mike Bongiorno, Corrado, Pippo Baudo, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, presentatori e comici, padri della neo-televisione italiana. Ma c’era anche lei: la prima showgirl, minuta, fisico magro, sorriso sincero e due occhioni penetranti, Raffaella Pelloni, in arte Raffaella Carrà. La Carrà, con la sua naturalezza e spontaneità, e soprattutto con la sua bravura (formazione da ballerina) riesce a piacere a tutti, uomini e donne, portando una completezza di solito molto americana non da poco (radio, cinema, televisione, musica).

Ma è la sua voce che risuonerà soprattutto nei magici anni '70, dove in tutte le radio emergeranno le famose hit senza tempo di successo, come “Tuca Tuca”, “Ballo Ballo”, “A far l’amore comincia tu”, all’epoca trasgressive, ma efficaci sulla pista da ballo. Non solo efficaci anche nel cinema: numerose le citazioni, tra cui la famosa scena di introduzione nel film Premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, dove gli invitati della festa di Toni Servillo ballano proprio una canzone della Carrà. Cinema che le ha anche dedicato un film tutto suo con le sue canzoni (“Ballo Ballo”), adorata anche in Spagna, e che negli anni sessanta ha anche donato alla Carrà il modo di esprimersi davanti alla macchina di presa: “I compagni” di Mario Monicelli, “La Celestina P…R…” di Carlo Lizzani, “Rose rosse per Angelica” di Steno ed “FF.SS.” di Renzo Arbore, sono solo alcuni dei tanti film a cui la Carrà ha partecipato come attrice.



E curiosamente, soprattutto ad inizio carriera, quella voce nota che tutti conosciamo fu doppiata da voci altrettanto belle e famose: Maria Pia Di Meo in “Maciste l’uomo più forte del mondo”, “Ponzio Pilato”, “Giulio Cesare e il conquistatore delle Gallie”, “Rose rosse per Angelica”, Miranda Bonansea in “I dongiovanni della Costa Azzurra”, Flaminia Jandolo in “Il colonnello Von Ryan” e Rita Savagnone in “Arsenio Lupin”. Ma l’artista cresce e la sua voce (ma soprattutto la sua immagine) non ci avrebbe mai lasciato, neanche di recente, dove era giudice proprio del programma “The Voice”. E con la sua risata, il suo caschetto e l’energia che l’ha sempre accompagnata, noi di VOCI.fm (e tutto il pubblico) vogliamo salutare la regina della televisione italiana. “Raffaella è mia”, diceva Tiziano Ferro, in una sua canzone. In realtà è anche nostra... e sempre lo sarà. Ciao Raffaella.

Articolo a cura di Alessandro Delfino

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