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La storia: Radio Londra

Torna su VOCI.fm la consueta rubrica sulla storia della radio, curata da Enzo Mauri. E’ la volta di “Radio Londra”, celebre voce della resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale.

Articolo realizzato da Enzo Mauri



Radio Londra rappresentò durante la Seconda Guerra Mondiale l’unica vera “voce libera” in grado di dare notizie abbastanza obiettive alle popolazioni vittime dell’occupazione nazista o come nel caso dell’Italia oppresse da un regime dittatoriale prossimo al capolinea. Ascoltare Radio Londra era un reato a tutti gli effetti, in Italia comportava due mesi d’arresto e mille lire di multa (per il periodo una somma altissima) oltre alla confisca dell’apparecchio radio se di proprietà dell’ascoltatore. Le trasmissioni iniziavano la sera attorno alle 21 con la celebre frase: “Parla Londra”, i tanti che sfidavano la legge avevano cura di tenere il volume al minimo, per evitare che un eventuale delatore dall’orecchio lungo avvertisse le autorità. Migliaia d’ italiani si ritrovavano la sera in attesa dei quattro colpi di timpano che annunciavano l’inizio dei programmi, l’attacco della Quinta sinfonia di Beethoven che in realtà indicava la lettera V di Victory (Vittoria) in alfabeto Morse.

Anche il regime prestava ascolto e faceva di tutto per disturbare il segnale dell’emittente d’oltre Manica. Radio Londra in realtà nacque molto prima dell’inizio della guerra come una costola della BBC, l’emittente britannica sorta nel 1922 prima come Ente privato poi pubblico. Il 14 novembre 1922 iniziarono i primi programmi con un organico ridotto all’osso: 31 persone, portiere compreso. Le ore di trasmissione erano 4 ore e 30 nella sola lingua inglese, con un audience di circa 50 mila ascoltatori ovviamente tutti anglofoni. Allo scoppio della guerra la situazione cambiò drasticamente, già nel 1938 su precisa richiesta del governo, Radio Londra iniziò a trasmettere programmi in altre lingue. Nel 1943 contava ormai 10 mila addetti con 33 ore di trasmissione giornaliere destinate al territorio nazionale e ben 102 ore quotidiane in inglese e altre 45 lingue per circa 13 milioni di ascoltatori.

Nel 1944 Radio Londra era in grado di raggiungere un’ampia fetta di territorio estero suddiviso in 7 grandi aree: il Servizio del Pacifico, quello dell’Africa, l’America del nord e dell’America Latina in lingua spagnola, oltre all’area mediorientale, l’estremo oriente e l’area destinata a Malta e Cipro. Una macchina imponente che teneva occupate migliaia di persone al giorno 24 ore su 24, con l’intento di fornire notizie reali che andassero oltre la propaganda offerta dai regimi nazifascisti e allo stesso tempo di conquistare la fiducia degli ascoltatori, scelta rivelatasi man mano vincente. Va da se’ che la BBC assieme alla sorella Radio Londra divenne il principale obiettivo dei nazisti nel momento in cui questi ultimi occuparono buona parte dell’Europa e la Gran Bretagna si propose come l’unico baluardo in grado di fermare l’invasione totale.

Nel 1940 una bomba colpì la Broadcasting House sede della BBC a Londra proprio alle 21 durante la messa in onda di Radio Londra, gli ascoltatori percepirono a malapena in sottofondo un tonfo sordo mentre l’annunciatore di turno dopo un momento di comprensibile apprensione riprese a leggere impassibile le notizie. Fondamentale fu il ruolo di Radio Londra nel comunicare messaggi in codice alla resistenza attiva nei paesi occupati. Radio Londra cesso le trasmissioni alla fine della guerra, mentre la BBC offrì fino al 1981 nella fascia serale trasmissioni in italiano.

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