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Radio e Doppiaggio: un binomio indissolubile (parte 2)

La storia della radio italiana torna a essere protagonista su VOCI.fm con la consueta rubrica curata da Enzo Mauri. Seconda parte dedicata alle origini del doppiaggio, che negli anni ha sancito un legame profondo con molti operatori radiofonici.

Articolo realizzato da Enzo Mauri




Nei primi anni ’30, incentivati dalla legge fascista che impediva la proiezione di pellicole doppiate all’estero, nacquero in particolare a Roma i primi stabilimenti di doppiaggio. Gli stessi proprietari degli studi di doppiaggio si incaricavano di distribuire i ruoli fra gli attori di prosa presenti a Roma o di passaggio con le compagnie teatrali. Ad inaugurare la serie la "Cines Pittaluga", dal nome del fondatore Stefano Pittaluga, marchio leader in Italia per la produzione di pellicole nazionali, l’importazione dall’estero e il controllo delle sale cinematografiche. La direzione fu affidata al regista cinematografico Mario Almirante noto per aver diretto i primi film sonori italiani, numerosi gli attori che prestarono la loro voce ai divi del momento, fra questi Andreina Pagnani, Umberto Melnati, Tina Lattanzi, Ugo Cesari, Gero Zambuto, Mario Ferrari, Olinto Cristina, ma come lavoravano i primi doppiatori? Emblematica la testimonianza dell’attore Franco Schirato: “Si lavora al buio senza nessuna guida sonora.

Occorrono memoria pronta, riflessi immediati, disposizione al ritmo e saper dominare l’inevitabile tensione”. Schirato divenne poi direttore artistico di un altro dei primi stabilimenti di doppiaggio la "Fotovox", seguito dalla "Itala Acustica" diretta da Sergio Sorelli. Il più noto e ancora esistente resta senza dubbio la "Fono Roma" fondata dall’ingegner Salvatore Persichetti, fu proprio alla "Fono Roma" che si appoggiarono le case di produzione americane "20th Century Fox", la "Paramount" e "Warner Bros". Già dai primi lavori era possibile notare l’estrema accuratezza e professionalità di quella che sarebbe divenuta la prima scuola al mondo, per doppiare un film giapponese Franco Schirato si recò personalmente presso l’ambasciata nipponica per carpire le sfumature linguistiche.

La "MGM" fondò a Roma un proprio stabilimento chiamando dagli Stati Uniti il già citato Augusto Galli e la moglie Rosina Fiorini, scritturata come doppiatrice e assistente del marito, i due lasciarono l’Italia nel 1935 affidando la direzione dei doppiaggi "MGM" a Franco Schirato che assieme a Nicola Fausto Neroni alla "Warner Bros", Luigi Savini alla "Paramount" e Mario Almirante fecero parte del manipolo di pionieri che si cimentarono nell’arte di dirigere i primi doppiati italiani. In questo periodo mossero i primi passi alcuni dei nomi destinati a entrare nella storia del doppiaggio di casa nostra: Emilio Cigoli, Lina Morelli, Giulio Panicali, Lauro Gazzolo, Carlo Romano, Lida Simoneschi, Rosetta Calavetta e tanti altri. Con il dicembre 1938 la stagione d’oro del doppiaggio italiano si poté ritenere conclusa, a seguito delle disposizioni monopoliste impartite dalle autorità italiane, le grandi case americane troncarono i rapporti con il nostro paese, dopo l’8 settembre e il blocco totale delle produzioni italiane, si tornò ai doppiati made in Hollywood, rimase in attività solo la Cines di Venezia diretta da Vincenzo Sorelli. Nel 1944 con Roma appena liberata, tornarono anche le produzioni americane, mentre gli attori italiani si associarono in un’unica cooperativa la CDC (Cooperativa Doppiatori Cinematografici) specializzata nel prestare la voce in pellicole d’oltre oceano. Fra di essi celebri padri del doppiaggio nostrano come Gualtiero De Angelis e Giuseppe Rinaldi.
 

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