La storia della radio: I 4 moschettieri
Per la consueta rubrica sulla storia della radio curata da Enzo Mauri, la macchina del tempo ci porta niente meno che negli anni '30 del secolo scorso per parlare della più popolare trasmissione dell’epoca: I quattro moschettieri.
Articolo realizzato da Enzo Mauri
Negli anni ’30 dello scorso secolo, la trasmissione “I Quattro moschettieri” equivalse per la radio a quello che circa vent’anni dopo sarebbe stato il quiz “Lascia o raddoppia” per la televisione. Il successo fu tale da far spostare la messa in onda dal giovedì alla domenica, sempre alla medesima ora le 13.05, per evitare che distraesse il pubblico durante le ore dedicate al lavoro. Come se non bastasse, la “Federazione Giuoco Calcio” dovette posticipare di mezz'ora l’inizio delle partite temendo che gli spettatori disertassero gli stadi, il che, considerata l’innata predisposizione degli italiani per le attività calcistiche, dà l’idea di quanto fosse alto il gradimento del programma.
Fino a pochi mesi prima l’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, la futura Rai) disperava nel tentativo di trovare un modo per incentivare gli abbonamenti alla radio, fermi nel 1935 a quota 530 mila. “I quattro moschettieri” arrivarono come la manna dal cielo, nel 1937 al termine del quinto ciclo di puntate gli abbonamenti avevano raggiunto quota 795 mila. Cos’era “I Quattro Moschettieri”? Ispirato al romanzo di Alessandro Dumas padre, ne era la parodia mescolando la comicità al musical e allo stesso tempo inserendo nuovi personaggi molti dei quali improbabili.
L’idea venne ad Angelo Nizza e Riccardo Morbelli, il primo sarebbe diventato direttore del Casinò di Sanremo contribuendo alla nascita del Festival, mentre il secondo divenne autore di canzoni entrate nel repertorio storico della musica italiana come “Ba ba baciami piccina”. Il 18 ottobre 1934, “I Quattro Moschettieri” andarono in onda per la prima volta e in poco tempo si trasformarono in un evento, le puntate di circa mezz'ora dovevano essere dodici, alla fine diventarono 59. Alla regia Riccardo Massucci che interpretava pure il personaggio di Arlecchino inserito al posto di Planchet, mentre le musiche e la sigla erano composte da Egidio Storaci.
Fra i vari interpreti nel ruolo di Aramis nientemeno che Nunzio Filogamo, colui che sarebbe divenuto il più popolare presentatore nella storia della radio italiana, famoso anche in tv per il saluto: “Cari amici vicini e lontani buonasera ”. La trasmissione fu anche la prima a essere abbinata a un battage pubblicitario davvero notevole in quegli anni. Oltre ai viaggi in mongolfiera dei protagonisti i quali gettavano sulle folle adoranti i radiosacchetti pieni di cioccolatini, a Giovanni Angelini direttore dell’ufficio propaganda della Perugina venne l’idea di una raccolta di figurine.
Ogni album ne conteneva cento tante quanto i personaggi della serie, disegnate da Angelo Bioletto lo stesso illustratore di un libro omaggio, altra iniziativa assieme all’album, distribuito in centomila copie in due anni. Con un album completo si aveva diritto al libro, con centocinquanta album ci si aggiudicava una Fiat Topolino. Iniziò quindi la caccia alle figurine, in particolare quella del Feroce Saladino la più rara e introvabile. Dicevamo che la trasmissione si concluse nel 1937, lo stesso anno il ministero delle Corporazioni, infatti, decretò per evitare speculazioni a causa del fiorente mercato relativo ai concorsi indetti anche da altre aziende, la fine di ogni concorso legato alla raccolta di figurine.









