Village Station: web-radio di qualità
Roberto Arricale, blogger specializzato nel mondo della radio, dedica questo appuntamento con “Guarda che ti ascolto” al mondo delle emittenti web, e solo web! Quelle radio che si possono organizzare in modo semplice e tecnicamente alla portata di chiunque abbia passione e spirito di iniziativa. Uno spunto su tutte: VILLAGE STATION.
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Ne abbiamo parlato anche diverso tempo fa su VOCI.fm, la radio-web rappresenta una vera evoluzione del mezzo che ci permette paradossalmente di ritornare a quella libertà e genuinità che erano tipiche delle prime radio in fm degli anni settanta.
Molti addetti ai lavori e appassionati si cimentano infatti con questa opportunità grazie alla digitalizzazione della musica e della diffusione del segnale che, come sappiamo, va ben oltre la zona locale o regionale di copertura costringendo o meno chi la mette in funzione a ragionare in termini globali, se realizza che è possibile raggiungere qualsiasi punto del pianeta ed un'infinita tipologia di ascoltatori.
Ecco perché, ascoltando “Village Station”, si può avere l’impressione di un'emittente web proiettata oltre i confini italiani, dal momento che si possono ascoltare in alcuni orari del giorno e della notte trasmissioni musicali in lingua inglese e spagnola grazie alla possibilità di utilizzare i podcast di molti speaker e conduttori nel mondo che utilizzano questo importante strumento.
Oltre ai programmi in lingua italiana, quindi, “Village Station” propone un’idea di radio globale per ascoltare musica di qualità selezionata con criteri slegati dal mercato discografico e da playlist blindate; con quella discrezione e gusto dettati dalla personalità e dalle scelte di chi ne produce i contenuti.
Stiamo parlando di un esperimento che nasce dalla passione di alcuni speaker che provengono da lunghe esperienze nell’ambito delle radio in modulazione di frequenza e affrontano l’opzione web per il piacere di ritrovare un nuovo entusiasmo nel fare la radio libera senza condizionamenti e senza alcuna velleità di tipo commerciale, contando poi su pochi ascoltatori curiosi, almeno per il momento.
La strada è lunga e particolarmente impervia se si considerano le migliaia di possibilità offerte dalla rete e l’affollamento di link che disperdono i possibili fruitori in moltissime direzioni diverse.
Per il momento, la raccolta degli ascoltatori nel web arriva da chi opera in fm e sul digitale terrestre e rimane la principale e più efficace forma di contatto.
Una cosa è certa: “Village Station”, come moltissime altre web-radio, si rivolge ad un pubblico di nicchia legato nella maggior parte dei casi a generi musicali, stili e argomenti specifici, con una frammentazione che sarà sempre più diffusa e quantitativamente riscontrabile.
Per questo il motto “siamo in pochi ma buoni” e soprattutto fedeli ascoltatori attivi e partecipanti tramite i social, sarà l’obiettivo della radio in internet che, nel caso di “Village Station”, allarga gli orizzonti con l’interazione multilingua e lo scambio culturale tra diverse professionalità.
Musica e artisti senza confini di genere e un ascolto molto vario alla scoperta di tutta quella buona produzione musicale nascosta, dal pop al rock al jazz, dal blues al soul che spesso viene soffocata dalla ripetitività e dai paletti delle playlist generaliste.
Se poi siete produttori di podcast musicali rivolti ad un pubblico del web e desiderate che le vostre trasmissioni vengano inserite nel palinsesto di Village Station, contattate la redazione tramite facebook o dal sito ufficiale e ne potranno nascere delle cose interessanti.
A presto con “Guarda che ti Ascolto”, il nostro giro continua, alla ricerca di voci on-air.
Articolo a cura di Roberto Arricale
Attenzione! Tra 15 giorni potresti essere tu il protagonista di questo appuntamento su VOCI.fm. Mandaci il tuo link se ti va.









