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Perfezionare la voce: questione di tecnica

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Un modo di parlare corretto, oltre ad essere indispensabile per attività legate alla voce, può essere uno dei segreti del nostro fascino e di una vita qualitativamente migliore.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta lo speaker Francesco Seminara

Anche a noi “professionisti del microfono” (o aspiranti tali) potrà essere capitato, riascoltandoci, di notare piccole imperfezioni che, per difetto di perfezionismo, potrebbe valere la pena correggere. Quel timbro un pochino indeciso o quelle leggere cadenze dialettali che un percorso di formazione verso una buona dizione potrà facilmente risolvere.

Imparare a respirare rilassandoci (per divenire mentalmente più lucidi e attenti su ciò che diremo), comprendere che si sta vivendo un’esperienza stimolante che apre nuove prospettive e permette la costruzione di emozioni, capire che la teoria e la pratica sono facili da comprendere e da assimilare, acquisire un impeccabile stile che saprà distinguerci dagli altri.

Alla fine ne trarremo un vero vantaggio personale che ci darà risultati in svariati campi: se dovremo intraprendere un’attività di insegnamento, comunicazione professionale, pubblica o pubblicitaria (in primis, la registrazione spot, documentari, audiolibri, voice-over ed ogni altro tipo di produzione audio e video).



E allora quali saranno i passi da compiere per arrivare alla voce perfetta? Proviamo ad elencarli:

- Abbandonare con decisione vecchie regole apprese, imposte o tacitamente condivise nel contesto sociale, come ad esempio parlare con una pronuncia pigra o leggere senza dare espressione alle frasi e ai significati che contengono.

Raggiungere un completo rilassamento attraverso una corretta respirazione diaframmica, canalizzando meglio le energie, ricavando più fiato per esprimerci e regolando il volume ed altri parametri per far meglio passare agli altri la comunicazione. Quando inspiriamo, spalle e petto devono restare fermi, deve gonfiarsi solo la parte della pancia riconducibile al diaframma. Bisogna inalare aria dal naso e tirarla fuori dalla bocca. Esercitandosi assiduamente con questa tecnica scopriremo il beneficio di esprimersi verbalmente respirando bene.

- Divenire più consapevoli della pronuncia delle “e” e delle “o”, quali vocali aperte e chiuse. Succede spesso, infatti, che non si pone attenzione a tale differenza fonetica incorrendo in erronee pronunce che possono perfino mutare il senso del termine che contiene tali vocali.

Fare vocalizzi cioè esercitarsi nell’emettere il suono delle vocali “i”, “è”, “è”, “a” “ò”, “o”, “u” per idratare le corde vocali, potenziare la voce e ricercare i suoni autentici della propria voce naturale.

- Attivare tutti i muscoli fonatori affinchè vocali e consonanti escano con forza e nitidezza. Parlare articolando bene invita a muovere la bocca in modo ampio, con un movimento intero che non sia solo delle labbra ma anche della lingua e del palato.

- Esprimersi in un parlare senza accento o inflessione dialettale articolando con vigore ogni sillaba, raddoppiando le “b”, non allungando le vocali e dando a tutte lo stesso volume, pronunciando bene le finali di ogni parola, le “s” che non sembrino “z”, le “o” e le “e” in modo chiuso là dove esse non sono accentate. 

- Assegnare alle frasi un’espressione che definiremo colorata cioè resa tale dal variare volume, tono e ritmo. La velocità e il tono delle frasi dovranno essere equilibrati per evitare che il discorso non risulti noioso, fastidioso, incomprensibile o anche poco simpatico al nostro uditorio. Il ritmo dovrà risultare ben regolato fra una frase e l’altra per catturare l’attenzione e rendere il nostro discorso quasi magnetico.

Articolo a cura di Matteo Mattiacci

 

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Perfezionare la voce: questione di tecnica

Un modo di parlare corretto, oltre ad essere indispensabile per attività legate alla voce, può essere uno dei segreti del nostro fascino e di una vita qualitativamente migliore.

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Anche a noi “professionisti del microfono” (o aspiranti tali) potrà essere capitato, riascoltandoci, di notare piccole imperfezioni che, per difetto di perfezionismo, potrebbe valere la pena correggere. Quel timbro un pochino indeciso o quelle leggere cadenze dialettali che un percorso di formazione verso una buona dizione potrà facilmente risolvere.

Imparare a respirare rilassandoci (per divenire mentalmente più lucidi e attenti su ciò che diremo), comprendere che si sta vivendo un’esperienza stimolante che apre nuove prospettive e permette la costruzione di emozioni, capire che la teoria e la pratica sono facili da comprendere e da assimilare, acquisire un impeccabile stile che saprà distinguerci dagli altri.

Alla fine ne trarremo un vero vantaggio personale che ci darà risultati in svariati campi: se dovremo intraprendere un’attività di insegnamento, comunicazione professionale, pubblica o pubblicitaria (in primis, la registrazione spot, documentari, audiolibri, voice-over ed ogni altro tipo di produzione audio e video).



E allora quali saranno i passi da compiere per arrivare alla voce perfetta? Proviamo ad elencarli:

- Abbandonare con decisione vecchie regole apprese, imposte o tacitamente condivise nel contesto sociale, come ad esempio parlare con una pronuncia pigra o leggere senza dare espressione alle frasi e ai significati che contengono.

Raggiungere un completo rilassamento attraverso una corretta respirazione diaframmica, canalizzando meglio le energie, ricavando più fiato per esprimerci e regolando il volume ed altri parametri per far meglio passare agli altri la comunicazione. Quando inspiriamo, spalle e petto devono restare fermi, deve gonfiarsi solo la parte della pancia riconducibile al diaframma. Bisogna inalare aria dal naso e tirarla fuori dalla bocca. Esercitandosi assiduamente con questa tecnica scopriremo il beneficio di esprimersi verbalmente respirando bene.

- Divenire più consapevoli della pronuncia delle “e” e delle “o”, quali vocali aperte e chiuse. Succede spesso, infatti, che non si pone attenzione a tale differenza fonetica incorrendo in erronee pronunce che possono perfino mutare il senso del termine che contiene tali vocali.

Fare vocalizzi cioè esercitarsi nell’emettere il suono delle vocali “i”, “è”, “è”, “a” “ò”, “o”, “u” per idratare le corde vocali, potenziare la voce e ricercare i suoni autentici della propria voce naturale.

- Attivare tutti i muscoli fonatori affinchè vocali e consonanti escano con forza e nitidezza. Parlare articolando bene invita a muovere la bocca in modo ampio, con un movimento intero che non sia solo delle labbra ma anche della lingua e del palato.

- Esprimersi in un parlare senza accento o inflessione dialettale articolando con vigore ogni sillaba, raddoppiando le “b”, non allungando le vocali e dando a tutte lo stesso volume, pronunciando bene le finali di ogni parola, le “s” che non sembrino “z”, le “o” e le “e” in modo chiuso là dove esse non sono accentate. 

- Assegnare alle frasi un’espressione che definiremo colorata cioè resa tale dal variare volume, tono e ritmo. La velocità e il tono delle frasi dovranno essere equilibrati per evitare che il discorso non risulti noioso, fastidioso, incomprensibile o anche poco simpatico al nostro uditorio. Il ritmo dovrà risultare ben regolato fra una frase e l’altra per catturare l’attenzione e rendere il nostro discorso quasi magnetico.

Articolo a cura di Matteo Mattiacci

 

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