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Dizione: "La voce che tocca", libro di Francesco Ventura

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

VOCI.fm presenta "La voce che tocca", e-book per parlar bene realizzato dall'autore e speaker “Francesco Ventura”. Un ottimo manuale di dizione e lettura espressiva con ben 53 tracce audio.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta subito la speaker Adriana Paratore

 "Persuadére" o "persuàdere"? "Salùbre" o "sàlubre"? "Evapóro" o "evàporo"? Questi alcuni dei tanti rebus fonetici che possono spezzare la parola (e la sicurezza) anche al più consumato degli speaker. Repertori linguistici come il Dop o il Ma.Pi ben soccorrono a queste necessità, disippando dubbi e incertezze di pronuncia. La questione però è: basta sapere dove l'accento si colloca per parlar bene? Basta sapere che si dica "devìa" (in rima con "follia"), anziché "dèvia" (in rima con "sedia)"? A ben riflettere, dire – oltre a trasmettere informazione - è compiere un'azione. Dire è quindi, inevitabilmente, anche fare (implorare, convincere, insinuare, attrarre, detestare, ammirare, incantare). Oggi presentiamo un'opera che, rispetto agli indispensabili e utili manuali sul parlar bene, vuole porsi come una cornice intorno a un quadro di pregio, completando ciò che già di buono c'è nel ricco panorama editoriale. Perché imparare a parlar bene non è solo questione di accenti e suffissi ("tórta" da guarnire con panna; "tòrta" riferito a una forchetta piegata; "grad-évole", "rot-ónda", "golosa-ménte"...). Si tratta anche e soprattutto di fornire risposte a una serie di pratiche domande: come eliminare la monotonia dalla lettura? Come fare delle inflessioni dialettali una scelta? Come rendere la parola viva e vera, soprattutto al microfono? Il manuale (supportato da link multimediali, esercizi svolti e soprattutto tracce audio) suddivide la frase in unità (dette "ritmoidi"), introducendo allo scopo una mirata simbologia (cruciali sono i toni d'entrata e di uscita e le parole "cuore", ossia le appoggiature volte a dare rilievo emotivo a una parola rispetto ad altre). In una prima fase l'operazione di montaggio e smontaggio della frase in unità ritmiche potrà risultare meccanica ma essa alla lunga verrà ripagata dall'acquisita consapevolezza della musica che pulsa nella parola. Per ogni movente comunicativo (il voler esprimere gioia, malinconia, determinazione, amore, sorpresa, incanto...) esistono quattro/cinque intonazioni appropriate, a seconda del mezzo e della destinazione d'uso del messaggio. Il cuore di questo metodo sta nell'apprenderle e portarle, naturalizzandole, nella conversazione spontanea di un talk o nella comunicazione progettata di uno spot pubblicitario, sia esso radiofonico o televisivo. Modi prefissati di intonare le frasi? Clichè? Certo, convenzioni, ma - a ben vedere (e a ben sentire) - non limitazioni. Il pianoforte conta un numero finito di tasti (ottantotto) ma «noi siamo infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che si può suonare» (parafrasando Alessandro Baricco). Apprendere le "melodie eufoniche" significa disporre intonazioni, pause, ritmo in modo che la parola sia un'azione autentica, adeguata, brava a creare un contatto d'anime. "La voce che tocca" getta uno sguardo inedito sulla didattica del parlar bene, con un occhio di riguardo in più per l'orecchio: il fattore prosodia; "pros" + "odè", ossia ciò che porta la voce parlata verso la melodiosità del canto. Accade infatti che si parli male perché si stona e si va fuori tempo rispetto alle proprie e altrui emozioni. Il tono giusto, il ritmo giusto, per essere autentici e per essere meglio sé stessi. Perché la voce, oltre a darci parola, può parlare meglio di noi. - 53 tracce audio, tecniche di autocorrezione delle cantilene - esercizi di potenziamento espressivo - suggestive e toccanti letture d’autore - fondamenti di dizione ed esercizi di corretta accentazione. Libro in formato e-book per pc, smartphone, tablet, e-reader. In vendita su www.lafeltrinelli.it a soli € 4.99

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Dizione: "La voce che tocca", libro di Francesco Ventura

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