Scrivere copy per una corretta lettura
ARTICOLO
Il messaggio radiofonico, quello che tutti conosciamo come SPOT, ha delle caratteristiche che lo rendono unico nel campo della comunicazione. In questo articolo analizziamo la correlazione tra “corretta stesura” del copy e “corretta lettura-intepretazione”.
Ti piace la voce di questo podcast? Contatta subito lo speaker Francesco Seminara
Il testo di uno spot è fondamentale perché è la struttura portante del messaggio e permette di attivare nell’utente la virtuale visualizzazione dei contenuti, ma a tale processo immaginativo contribuisce in pari misura il COME le parole scritte vengono dette, lette, cantate. L’interpretazione vocale è ciò che dà anima al contenuto del testo, è l’artefice delle emozioni, è ciò che dà lo stimolo all’ascolto e spesso è “quella cosa speciale” che rimane nelle orecchie e nella memoria.
Stabilito quanto sia importante in uno spot radiofonico la perfetta interazione fra testualità e interpretazione occorre entrare nell’analisi di questa perfetta complicità.
Potremmo iniziare con il porci delle domande: Come dovrebbe essere un buon testo per far sì che la voce possa svolgere la sua funzione conativa? Cosa dovrà assolutamente tenere in considerazione il copywriter nel momento in cui si appresta a scrivere il testo? Quali strategie dovrebbe adottare un bravo speaker come te, per permettere al testo dello spot di espletare al meglio il messaggio pubblicitario?
Proviamo a darci delle risposte.
Uno spot ha generalmente una durata non superiore a 30 secondi e per rispettare questi tempi è necessario che la struttura testuale sia interessante nel contenuto e di rapido e accattivante impatto. Dovrà contenere quindi parole che diano l’immediata comprensione delle qualità del prodotto pubblicitario, dati ben chiari dell’attività e del servizio: deve avere una sintassi fluida, scorrevole e corretta nella punteggiatura. All’interno del testo dovrà esserci la possibilità dell’interpretazione; il testo deve poter permettere allo speaker di valorizzarne i contenuti (attraverso l’utilizzo di tutti gli elementi vocali che conosce e possiede) e di creare con l’ascoltatore una sintonia speciale che, nel breve arco dei 30 secondi, catturi l'attenzione, provochi l’interesse e il desiderio di ascoltare e ne indirizzi l’azione.
Il copywriter (e non è detto che anche tu già lo sia oppure lo possa diventare) dovrà tenere in considerazione alcuni procedimenti basilari:
- esprimere con chiarezza le caratteristiche del servizio/prodotto offerto
- nominare il marchio più volte affinchè sia ben identificato dall’utente
- evitare lunghe “liste della spesa”
- usare un linguaggio leggero, facilmente comprensibile ma non povero e scialbo
- immedesimarsi nel destinatario del suo testo al fine di adeguare un corretto codice linguistico
- inserire, possibilmente, uno slogan finale che rafforzi l’identificazione del prodotto/servizio.
Potrà scegliere fra varie tipologie d’approccio testuale:
- quella del testo diretto che esprime con chiarezza perché il prodotto è interessante e dove lo si può comprare
- quella del messaggio narrativo suddiviso in più parti, come brevi storie, ognuna delle quali focalizza specifici vantaggi del prodotto o del servizio;
- quella del dialogo o monologo, modalità nelle quali una o più persone comunicano il messaggio ricreando scene e situazioni.
Lo speaker saprà, al momento in cui avrà in mano il testo, cogliere tutte le offerte interpretative possibili e con la sua voce valorizzerà il testo esprimendosi attraverso una molteplicità di variazioni tonali e di espressività ricavandole sia dai significati che dalla fonetica della struttura testuale.
L’intonazione è il mezzo primario con cui ci si esprime perché permette di dare a una stessa parola molteplici sfumature dei significati.
Uno bravo speaker (e allo stesso modo un doppiatore) conosce e sa ben usare i vari elementi qualitativi della voce: l’intensità, la durata, l’altezza, il timbro!
Si può, qui, far cenno indicativo alle appoggiature che sono un elemento interpretativo notevole per dare giusti risalti all’interno della frase, ed anche alle intonazioni che salgono e scendono (le curve vocali) che possono essere un valido aiuto nell’utilizzo dei vari registri per creare contesti adeguati. Diverso infatti sarà il registro di voce usato per un prodotto prettamente rivolto ai giovani rispetto ad un altro rivolto ad una fascia d’età più matura. Il primo avrà toni più alti e vivaci, l’altro probabilmente più bassi e più soft. Le variazioni timbriche della voce si estendono in una gamma vastissima!
La voce, quindi, espletando la sua complicità col testo, saprà esibirsi in toni multiformi che sappiano divertire, stupire e, allo stesso tempo, informare e convincere dando allo spot pubblicitario la possibilità di risultare un tutt’uno col palinsesto.Articolo a cura di Matteo Mattiacci
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Scrivere copy per una corretta lettura
Il messaggio radiofonico, quello che tutti conosciamo come SPOT, ha delle caratteristiche che lo rendono unico nel campo della comunicazione. In questo articolo analizziamo la correlazione tra “corretta stesura” del copy e “corretta lettura-intepretazione”.
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Il testo di uno spot è fondamentale perché è la struttura portante del messaggio e permette di attivare nell’utente la virtuale visualizzazione dei contenuti, ma a tale processo immaginativo contribuisce in pari misura il COME le parole scritte vengono dette, lette, cantate. L’interpretazione vocale è ciò che dà anima al contenuto del testo, è l’artefice delle emozioni, è ciò che dà lo stimolo all’ascolto e spesso è “quella cosa speciale” che rimane nelle orecchie e nella memoria.
Stabilito quanto sia importante in uno spot radiofonico la perfetta interazione fra testualità e interpretazione occorre entrare nell’analisi di questa perfetta complicità.
Potremmo iniziare con il porci delle domande: Come dovrebbe essere un buon testo per far sì che la voce possa svolgere la sua funzione conativa? Cosa dovrà assolutamente tenere in considerazione il copywriter nel momento in cui si appresta a scrivere il testo? Quali strategie dovrebbe adottare un bravo speaker come te, per permettere al testo dello spot di espletare al meglio il messaggio pubblicitario?
Proviamo a darci delle risposte.
Uno spot ha generalmente una durata non superiore a 30 secondi e per rispettare questi tempi è necessario che la struttura testuale sia interessante nel contenuto e di rapido e accattivante impatto. Dovrà contenere quindi parole che diano l’immediata comprensione delle qualità del prodotto pubblicitario, dati ben chiari dell’attività e del servizio: deve avere una sintassi fluida, scorrevole e corretta nella punteggiatura. All’interno del testo dovrà esserci la possibilità dell’interpretazione; il testo deve poter permettere allo speaker di valorizzarne i contenuti (attraverso l’utilizzo di tutti gli elementi vocali che conosce e possiede) e di creare con l’ascoltatore una sintonia speciale che, nel breve arco dei 30 secondi, catturi l'attenzione, provochi l’interesse e il desiderio di ascoltare e ne indirizzi l’azione.
Il copywriter (e non è detto che anche tu già lo sia oppure lo possa diventare) dovrà tenere in considerazione alcuni procedimenti basilari:
- esprimere con chiarezza le caratteristiche del servizio/prodotto offerto
- nominare il marchio più volte affinchè sia ben identificato dall’utente
- evitare lunghe “liste della spesa”
- usare un linguaggio leggero, facilmente comprensibile ma non povero e scialbo
- immedesimarsi nel destinatario del suo testo al fine di adeguare un corretto codice linguistico
- inserire, possibilmente, uno slogan finale che rafforzi l’identificazione del prodotto/servizio.
Potrà scegliere fra varie tipologie d’approccio testuale:
- quella del testo diretto che esprime con chiarezza perché il prodotto è interessante e dove lo si può comprare
- quella del messaggio narrativo suddiviso in più parti, come brevi storie, ognuna delle quali focalizza specifici vantaggi del prodotto o del servizio;
- quella del dialogo o monologo, modalità nelle quali una o più persone comunicano il messaggio ricreando scene e situazioni.
Lo speaker saprà, al momento in cui avrà in mano il testo, cogliere tutte le offerte interpretative possibili e con la sua voce valorizzerà il testo esprimendosi attraverso una molteplicità di variazioni tonali e di espressività ricavandole sia dai significati che dalla fonetica della struttura testuale.
L’intonazione è il mezzo primario con cui ci si esprime perché permette di dare a una stessa parola molteplici sfumature dei significati.
Uno bravo speaker (e allo stesso modo un doppiatore) conosce e sa ben usare i vari elementi qualitativi della voce: l’intensità, la durata, l’altezza, il timbro!
Si può, qui, far cenno indicativo alle appoggiature che sono un elemento interpretativo notevole per dare giusti risalti all’interno della frase, ed anche alle intonazioni che salgono e scendono (le curve vocali) che possono essere un valido aiuto nell’utilizzo dei vari registri per creare contesti adeguati. Diverso infatti sarà il registro di voce usato per un prodotto prettamente rivolto ai giovani rispetto ad un altro rivolto ad una fascia d’età più matura. Il primo avrà toni più alti e vivaci, l’altro probabilmente più bassi e più soft. Le variazioni timbriche della voce si estendono in una gamma vastissima!
La voce, quindi, espletando la sua complicità col testo, saprà esibirsi in toni multiformi che sappiano divertire, stupire e, allo stesso tempo, informare e convincere dando allo spot pubblicitario la possibilità di risultare un tutt’uno col palinsesto.Articolo a cura di Matteo Mattiacci











