Doppiaggio: difficoltà del mestiere
ARTICOLO
Inauguriamo una nuova videorubrica dedicata al doppiaggio. Il blogger di VOCI.fm Alessandro Delfino ci svelerà alcuni trucchi e le difficoltà di questo affascinante mestiere. Si parte ovviamente parlando delle origini del doppiaggio. Buona visione.
Articolo a cura di Alessandro Delfino
Il doppiaggio, come ben sapranno i fan, è uno dei tanti campi della recitazione, insieme alla radio, al teatro, al cinema e alla televisione. Ma ci sono moltissime persone che spesso dividono le cose, non riuscendo a collegare la figura dell’attore con il doppiaggio. Su VOCI.fm andremo a spiegare come funziona il doppiaggio e le difficoltà di questo affascinante lavoro. Il doppiaggio nasce alla fine degli anni trenta con l’avvento del sonoro come facile traduzione per permettere al pubblico di godersi un film nella propria lingua senza dover faticare per studiare altre lingue. Questo metodo fu comodo per tutti, soprattutto per gli attori (che dovevano evitare di ripetere le stesse scene in diverse lingue) e per i produttori che potevano vendere il film in tutto il mondo. Così vennero chiamati bravissimi attori di teatro e con il tempo nacque una vera e propria scuola di attori che si dedicarono al doppiaggio, fino ad arrivare ai giorni nostri.
La figura del doppiatore come dicevo difficilmente viene associata all’attore credendo che siano semplicemente persone che parlano sopra ad altre...inutile dire che non è affatto così. L’operazione doppiaggio non è solo una povera traduzione, ma un lavoro certosino che comincia con la traduzione (del film o della serie tv o di un documentario), l’adattamento (quindi adattare la traduzione al labiale degli attori) ed infine al doppiaggio, dove la figura del direttore (molto simile a quella del regista) è fondamentale per far recitare gli attori al leggio, ovvero i doppiatori. Doppiatori che, quando vengono chiamati per un turno, non sanno assolutamente che cosa li aspetta, non hanno il tempo di prepararsi prima, come possono fare ad esempio gli attori in teatro o al cinema. Si ritrovano davanti una storia, il direttore di doppiaggio spiega loro di cosa parla e che ti personaggio devono reinterpretare e si comincia a registrare scena per scena in piccoli frammenti di video chiamati anelli...e si può cominciare.
La difficoltà maggiore per un attore è il dover doppiare, quindi recitare una scena, come ho detto prima, “a freddo”, quindi senza avere il tempo di prepararsi prima, si possono provare però più volte: la prima volta bisogna assolutamente guardare la scena e ascoltare quello che fa l’attore in originale, come dice quella frase, con che tono e con quale emozione, poi cominciare a provarla seguendolo in ogni minimo fiato e respiro (e sì bisogna fare anche quelli), dopodiché, quando si è pronti, si puo’ cominciare ad inciderla; il direttore guiderà l’attore, il fonico si occuperà di montare il suono ed occuparsi della sua pulizia e l’assistente verificherà che il sync coincida con il labiale. Un mestiere quindi per niente facile, che richiede una grossa preparazione attoriale ed un pizzico di talento, che quello non guasta mai. Oggi si doppia in tutto il mondo: in Germania, in Francia, in India, nei Paesi dell’Est, in Spagna, ma possiamo dire di essere stati noi in Italia ad avere dato il via a questa antica tradizione di grandi voci che ancora oggi continuano ad emozionarci e a farci ascoltare bravissimi attori stranieri in italiano.
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Articolo a cura di Alessandro Delfino
Il doppiaggio, come ben sapranno i fan, è uno dei tanti campi della recitazione, insieme alla radio, al teatro, al cinema e alla televisione. Ma ci sono moltissime persone che spesso dividono le cose, non riuscendo a collegare la figura dell’attore con il doppiaggio. Su VOCI.fm andremo a spiegare come funziona il doppiaggio e le difficoltà di questo affascinante lavoro. Il doppiaggio nasce alla fine degli anni trenta con l’avvento del sonoro come facile traduzione per permettere al pubblico di godersi un film nella propria lingua senza dover faticare per studiare altre lingue. Questo metodo fu comodo per tutti, soprattutto per gli attori (che dovevano evitare di ripetere le stesse scene in diverse lingue) e per i produttori che potevano vendere il film in tutto il mondo. Così vennero chiamati bravissimi attori di teatro e con il tempo nacque una vera e propria scuola di attori che si dedicarono al doppiaggio, fino ad arrivare ai giorni nostri.
La figura del doppiatore come dicevo difficilmente viene associata all’attore credendo che siano semplicemente persone che parlano sopra ad altre...inutile dire che non è affatto così. L’operazione doppiaggio non è solo una povera traduzione, ma un lavoro certosino che comincia con la traduzione (del film o della serie tv o di un documentario), l’adattamento (quindi adattare la traduzione al labiale degli attori) ed infine al doppiaggio, dove la figura del direttore (molto simile a quella del regista) è fondamentale per far recitare gli attori al leggio, ovvero i doppiatori. Doppiatori che, quando vengono chiamati per un turno, non sanno assolutamente che cosa li aspetta, non hanno il tempo di prepararsi prima, come possono fare ad esempio gli attori in teatro o al cinema. Si ritrovano davanti una storia, il direttore di doppiaggio spiega loro di cosa parla e che ti personaggio devono reinterpretare e si comincia a registrare scena per scena in piccoli frammenti di video chiamati anelli...e si può cominciare.
La difficoltà maggiore per un attore è il dover doppiare, quindi recitare una scena, come ho detto prima, “a freddo”, quindi senza avere il tempo di prepararsi prima, si possono provare però più volte: la prima volta bisogna assolutamente guardare la scena e ascoltare quello che fa l’attore in originale, come dice quella frase, con che tono e con quale emozione, poi cominciare a provarla seguendolo in ogni minimo fiato e respiro (e sì bisogna fare anche quelli), dopodiché, quando si è pronti, si puo’ cominciare ad inciderla; il direttore guiderà l’attore, il fonico si occuperà di montare il suono ed occuparsi della sua pulizia e l’assistente verificherà che il sync coincida con il labiale. Un mestiere quindi per niente facile, che richiede una grossa preparazione attoriale ed un pizzico di talento, che quello non guasta mai. Oggi si doppia in tutto il mondo: in Germania, in Francia, in India, nei Paesi dell’Est, in Spagna, ma possiamo dire di essere stati noi in Italia ad avere dato il via a questa antica tradizione di grandi voci che ancora oggi continuano ad emozionarci e a farci ascoltare bravissimi attori stranieri in italiano.











