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Voce e Postura nel Canto

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Negli articoli precedentemente redatti, ho descritto i distretti del corpo che partecipano direttamente o indirettamente alla produzione della voce artistica. In questo nuovo articolo mi soffermo su alcuni atteggiamenti parafisiologici canto-correlati che portano a sovraccaricare la postura in maniera anomala

Articolo a cura della Dott.ssa Annalisa Peruzzi 

Retroversione del bacino.

Durante l'emissione della voce artistica è usuale assumere questa postura in quanto permette uno scarico del peso corporeo meglio distribuito su avampiede e retropiede, impedisce la stabilizzazione eccessiva del ginocchio e rende meno probabile l'estensione del capo. Tuttavia questa postura va a gravare sulla muscolatura posturale posteriore, in particolare sul quadrato dei lombi e il sacrospinale che vengono stirati. Il posizionamento in retroversione del bacino non deve interferire con la funzione respiratoria e va a favorire in essa il controllo di tenuta della parte anteriore e posteriore del diaframma. Per riportare il bacino indietro, soprattutto durante il canto per la giusta intonazione, molti metodi inducono a far flettere lievemente le anche e le ginocchia.

Rettilineizzazione del rachide cervicale.

Quando viene prodotto un vocalizzo ascendente avviene una progressiva apertura della bocca, il sollevamento della testa, la retroposizione del collo con posteriorizzazione e sollevamento dell'occipite e una inversione della lordosi cervicale. L'arretramento del collo sui toni acuti si accompagna ad una inversione della curvatura il cui scopo pare essere quello di mantenere ampia la cavità faringea mentre avanza la cartilagine tiroidea. L'apertura della bocca nei toni acuti varia in funzione del sesso (cioè in relazione all'estensione vocale) e alla tecnica vocale utilizzata. Nei cantanti la cui apertura buccale risulti essere molto ampia, si rileva a riposo una ipo-cifosi o una rettilineizzazione del rachide cervicale; invece in coloro in cui l'apertura buccale risulti essere più limitata, si riscontra più facilmente una ipo-lordosi. Tali anomalie della curvatura del rachide, in assenza di fattori patologici associati, non provocano alcuna alterazione funzionale; sono da considerarsi posizioni di funzione, conseguenti alle deformazioni cervicali subite durante gli anni di pratica intensiva del canto. Qualunque alterazione della mobilità del rachide, tipo torcicollo o un colpo di frusta cervicale, impedisce agli artisti di cantare.

Avere come obiettivo primario una “postura perfetta” è una prospettiva vana in quanto una postura ottimale per il canto può non risultare del tutto fisiologica, provocando adattamenti potenzialmente alteranti. Inoltre la persona più sana e giovane possiede una postura che solo parzialmente è in grado di modificare, pena la forzatura e l'irrigidimento.

Per concludere il discorso posturale correlato alla voce artistica, sono opportune diverse raccomandazioni su come giungere a prestazioni adeguate esteticamente e quindi non gravare in termini psico-fisici:

1. aumentare la personale propriocezione del corpo in situazioni quotidiane e professionali;

2. allenarsi il più possibile verso una ottimizzazione posturale mediante l'applicazione di metodi collaudati: yoga, pilates, ecc.;

3. riconoscere quei fattori indiretti che portano ad una postura non adeguata, tipo la deglutizione deviata;

In generale possiamo affermare che la postura è il risultato di eventi complessi riconducibili ad esempio alla sfera emotiva, in più l'uomo abita in uno spazio con il suo corpo in costante movimento, non rimane immobile e statico. La modificazione, l'adattabilità, l'aggiustamento, sono i prerequisiti per ricercare una adeguata postura.



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Voce e Postura nel Canto

Negli articoli precedentemente redatti, ho descritto i distretti del corpo che partecipano direttamente o indirettamente alla produzione della voce artistica. In questo nuovo articolo mi soffermo su alcuni atteggiamenti parafisiologici canto-correlati che portano a sovraccaricare la postura in maniera anomala

Articolo a cura della Dott.ssa Annalisa Peruzzi 

Retroversione del bacino.

Durante l'emissione della voce artistica è usuale assumere questa postura in quanto permette uno scarico del peso corporeo meglio distribuito su avampiede e retropiede, impedisce la stabilizzazione eccessiva del ginocchio e rende meno probabile l'estensione del capo. Tuttavia questa postura va a gravare sulla muscolatura posturale posteriore, in particolare sul quadrato dei lombi e il sacrospinale che vengono stirati. Il posizionamento in retroversione del bacino non deve interferire con la funzione respiratoria e va a favorire in essa il controllo di tenuta della parte anteriore e posteriore del diaframma. Per riportare il bacino indietro, soprattutto durante il canto per la giusta intonazione, molti metodi inducono a far flettere lievemente le anche e le ginocchia.

Rettilineizzazione del rachide cervicale.

Quando viene prodotto un vocalizzo ascendente avviene una progressiva apertura della bocca, il sollevamento della testa, la retroposizione del collo con posteriorizzazione e sollevamento dell'occipite e una inversione della lordosi cervicale. L'arretramento del collo sui toni acuti si accompagna ad una inversione della curvatura il cui scopo pare essere quello di mantenere ampia la cavità faringea mentre avanza la cartilagine tiroidea. L'apertura della bocca nei toni acuti varia in funzione del sesso (cioè in relazione all'estensione vocale) e alla tecnica vocale utilizzata. Nei cantanti la cui apertura buccale risulti essere molto ampia, si rileva a riposo una ipo-cifosi o una rettilineizzazione del rachide cervicale; invece in coloro in cui l'apertura buccale risulti essere più limitata, si riscontra più facilmente una ipo-lordosi. Tali anomalie della curvatura del rachide, in assenza di fattori patologici associati, non provocano alcuna alterazione funzionale; sono da considerarsi posizioni di funzione, conseguenti alle deformazioni cervicali subite durante gli anni di pratica intensiva del canto. Qualunque alterazione della mobilità del rachide, tipo torcicollo o un colpo di frusta cervicale, impedisce agli artisti di cantare.

Avere come obiettivo primario una “postura perfetta” è una prospettiva vana in quanto una postura ottimale per il canto può non risultare del tutto fisiologica, provocando adattamenti potenzialmente alteranti. Inoltre la persona più sana e giovane possiede una postura che solo parzialmente è in grado di modificare, pena la forzatura e l'irrigidimento.

Per concludere il discorso posturale correlato alla voce artistica, sono opportune diverse raccomandazioni su come giungere a prestazioni adeguate esteticamente e quindi non gravare in termini psico-fisici:

1. aumentare la personale propriocezione del corpo in situazioni quotidiane e professionali;

2. allenarsi il più possibile verso una ottimizzazione posturale mediante l'applicazione di metodi collaudati: yoga, pilates, ecc.;

3. riconoscere quei fattori indiretti che portano ad una postura non adeguata, tipo la deglutizione deviata;

In generale possiamo affermare che la postura è il risultato di eventi complessi riconducibili ad esempio alla sfera emotiva, in più l'uomo abita in uno spazio con il suo corpo in costante movimento, non rimane immobile e statico. La modificazione, l'adattabilità, l'aggiustamento, sono i prerequisiti per ricercare una adeguata postura.



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