Skip to main content

L'importanza del diaframma per la voce

VOCI IN VETRINA

VOCI.fm ADV

ARTICOLO

Abbiamo descritto ampiamente i distretti corporei che danno un contributo massiccio all'emissione della voce, artistica e per l'uso quotidiano. Oggi parliamo del diaframma. 

Articolo a cura della Dott.ssa Annalisa Peruzzi

Oltre ad essere il muscolo principe della respirazione, è anche coinvolto indirettamente, nella postura corretta della colonna vertebrale, soprattutto nella zona lombare e dorsale. Il suo disequilibrio, può creare notevoli scompensi respiratori e quindi anche posturali.

Il diaframma è un muscolo asimmetrico. Separa il torace dall'addome e comprende due parti: una muscolare/periferica, grazie alla quale il muscolo si inserisce sulla periferica toracica e sul rachide; l'altra parte è tendinea/centrale detta centro frenico che occupa la parte centrale. 

Prima di addentrarci nell'importanza e nella fisiologia che il diaframma possiede per la voce, vediamo la sua origine.

A partire dalla più remota antichità il diaframma è stato considerato come il muscolo essenziale della respirazione. Quanto a questa funzione, essa ha occupato una posizione preponderante nella tradizione cinese, indo-tibetana, occidentale, fino ai giorni nostri.

Galeno (131 d.C.), medico greco antico, per primo pose l'ipotesi secondo cui l'azione diaframmatica permette la divaricazione delle costole inferiori. Questa ipotesi è stata mantenuta in oblio e combattuta attraverso i secoli ma il tempo e le scoperte medico-scientifiche hanno gradualmente dato ragione a Galeno.

Il diaframma possiede un comando a volte automatico ed a volte volontario. Ogni volta che il suo funzionamento deriva dal comando automatico (quindi inconscio), il diaframma assicura un ruolo essenziale alla sopravvivenza, sul piano respiratorio, circolatorio, digerente, mediante una azione di pompa. Per assicurare le funzioni meno indispensabili alla vita come la fonazione e la statica (sollevamento di pesi) il comando volontario può stabilire, momentaneamente, la fissazione del diaframma. Tale azione è limitata nel tempo poiché nelle suddette condizioni, la respirazione (essenziale alla vita), non può essere assicurata. Da ciò deriva un esempio di organizzazione gerarchica delle funzioni: in primis devono essere garantite quelle necessarie alla sopravvivenza; d'altro lato, un esempio della superiorità (provvisoria), che il sistema nervoso cosciente può esercitare sul sistema nervoso incosciente.

Tipi di respirazione.

La nostra respirazione è regolata dal sistema nervoso centrale automatico, ma può essere eseguita anche volontariamente. Essa può essere di scarsa ampiezza in un soggetto a riposo o di grande ampiezza in un soggetto in attività. Il suo ritmo varia nello stesso modo.

Meccanismo respiratorio principale.

In una inspirazione di scarsa ampiezza, il diaframma “si appoggia” al livello delle sue connessioni lombari, sternali e costali ed abbassa il suo centro frenico. In una inspirazione forzata il centro frenico viene abbassato più vigorosamente, ricevendo la contro-pressione da parte dei visceri addominali sostenuti dai muscoli addominali e perineali.

In una espirazione di piccola ampiezza, l'iperpressione intra-addominale permette la risalita del diaframma (“sostegno”) al momento del rilasciamento del muscolo. Si tratta dunque di un movimento puramente passivo che viene consentito dalla elasticità dei muscoli addominali e perineali.

Nella espirazione di grande ampiezza, il muscolo trasverso contribuisce a far risalire il diaframma. I muscoli intercostali interni ed esterni partecipano alla espirazione di grande ampiezza, abbassando le coste.

Quindi la funzione respiratoria del diaframma è data anche dai muscoli che gli sono antagonisti e complementari.



Condividi su:

L'importanza del diaframma per la voce

Abbiamo descritto ampiamente i distretti corporei che danno un contributo massiccio all'emissione della voce, artistica e per l'uso quotidiano. Oggi parliamo del diaframma. 

Articolo a cura della Dott.ssa Annalisa Peruzzi

Oltre ad essere il muscolo principe della respirazione, è anche coinvolto indirettamente, nella postura corretta della colonna vertebrale, soprattutto nella zona lombare e dorsale. Il suo disequilibrio, può creare notevoli scompensi respiratori e quindi anche posturali.

Il diaframma è un muscolo asimmetrico. Separa il torace dall'addome e comprende due parti: una muscolare/periferica, grazie alla quale il muscolo si inserisce sulla periferica toracica e sul rachide; l'altra parte è tendinea/centrale detta centro frenico che occupa la parte centrale. 

Prima di addentrarci nell'importanza e nella fisiologia che il diaframma possiede per la voce, vediamo la sua origine.

A partire dalla più remota antichità il diaframma è stato considerato come il muscolo essenziale della respirazione. Quanto a questa funzione, essa ha occupato una posizione preponderante nella tradizione cinese, indo-tibetana, occidentale, fino ai giorni nostri.

Galeno (131 d.C.), medico greco antico, per primo pose l'ipotesi secondo cui l'azione diaframmatica permette la divaricazione delle costole inferiori. Questa ipotesi è stata mantenuta in oblio e combattuta attraverso i secoli ma il tempo e le scoperte medico-scientifiche hanno gradualmente dato ragione a Galeno.

Il diaframma possiede un comando a volte automatico ed a volte volontario. Ogni volta che il suo funzionamento deriva dal comando automatico (quindi inconscio), il diaframma assicura un ruolo essenziale alla sopravvivenza, sul piano respiratorio, circolatorio, digerente, mediante una azione di pompa. Per assicurare le funzioni meno indispensabili alla vita come la fonazione e la statica (sollevamento di pesi) il comando volontario può stabilire, momentaneamente, la fissazione del diaframma. Tale azione è limitata nel tempo poiché nelle suddette condizioni, la respirazione (essenziale alla vita), non può essere assicurata. Da ciò deriva un esempio di organizzazione gerarchica delle funzioni: in primis devono essere garantite quelle necessarie alla sopravvivenza; d'altro lato, un esempio della superiorità (provvisoria), che il sistema nervoso cosciente può esercitare sul sistema nervoso incosciente.

Tipi di respirazione.

La nostra respirazione è regolata dal sistema nervoso centrale automatico, ma può essere eseguita anche volontariamente. Essa può essere di scarsa ampiezza in un soggetto a riposo o di grande ampiezza in un soggetto in attività. Il suo ritmo varia nello stesso modo.

Meccanismo respiratorio principale.

In una inspirazione di scarsa ampiezza, il diaframma “si appoggia” al livello delle sue connessioni lombari, sternali e costali ed abbassa il suo centro frenico. In una inspirazione forzata il centro frenico viene abbassato più vigorosamente, ricevendo la contro-pressione da parte dei visceri addominali sostenuti dai muscoli addominali e perineali.

In una espirazione di piccola ampiezza, l'iperpressione intra-addominale permette la risalita del diaframma (“sostegno”) al momento del rilasciamento del muscolo. Si tratta dunque di un movimento puramente passivo che viene consentito dalla elasticità dei muscoli addominali e perineali.

Nella espirazione di grande ampiezza, il muscolo trasverso contribuisce a far risalire il diaframma. I muscoli intercostali interni ed esterni partecipano alla espirazione di grande ampiezza, abbassando le coste.

Quindi la funzione respiratoria del diaframma è data anche dai muscoli che gli sono antagonisti e complementari.



Condividi su: