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Oggi voglio indossare una bella voce

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

In un’epoca in cui la bellezza conta più dell’aspetto interiore, anche la voce è uno dei primi fattori a cui volontariamente, o involontariamente prestiamo subito attenzione confrontandoci con una persona. Vale quindi la pena analizzarla e "lavorarci" sopra. Ce ne parla la speaker Sunny Valerio.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta subito la speaker Sunny Valerio

E’ molto probabile che per la voce stessa valga la regola “la prima impressione è quella che conta”, perché ci accompagna sempre e rispecchia appieno le nostre emozioni. E' infatti difficile mascherare tristezza, rabbia, insicurezza e tutte le forti sensazioni che viviamo; insieme agli occhi è un altro “specchio dell’anima”.

La nostra gioia, il nostro amore, affetto, la nostra personalità affiora dalla vibrazione delle nostre corde vocali con l’aria emessa, e grazie al nostro personalissimo timbro.

Quante volte ci è capitato di rimanere incantati da una persona che sa parlare bene, che trasmette serenità, sicurezza, che ha una vocalità calda, coinvolgente, scandita da pause giuste, dandoci spazio per seguire il ragionamento e magari, trattandosi di un venditore, è riuscito a convincerci con il suo modo di fare ed esprimersi, a comprare un oggetto, un servizio, un qualcosa di cui pochi secondi prima non ci importava assolutamente nulla?

Ma anche l’attenzione durante una lezione a scuola, all’università, durante una visita al museo, cambia drasticamente in base a come chi interloquisce si relaziona con noi, come comunica, facendo diventare un magico viaggio qualsiasi cosa cerchi di dirci, o al contrario, concili un sonno agghiacciante e che richiederà un grande sforzo morale, fisico e psicologico per non cadere in modalità off-line.

Anche la simpatia/antipatia di una persona è determinata molto spesso dalla timbrica e dal modo di parlare; madre natura fa delle cose meravigliose, a volte però anche lei ha i suoi giorni “no” e si impegna nell’immatricolarci con voci davvero sgraziate, stridule e fastidiose, o estremamente rauche come se una tabaccaio in fiamme ardesse nella nostra gola.

E non possiamo farci nulla! Certo ci sono cose peggiori nella vita che una brutta voce, ma insomma, non è proprio il massimo, anche perché ci condiziona nella vita quotidiana e influisce sull’ascendente che esercitiamo con le persone con cui ogni giorno ci relazioniamo.

Vero anche, e ne sento tantissimi di casi, che molto spesso si tratta solo di una brutta abitudine nell’emissione vocale, e che quindi per esempio, le donne con la classica voce da “oca giuliva”, abbiano solo l’atteggiamento sbagliato, con accorgimenti costanti potrebbero parlare con una voce molto più calda e intensa, che credo abbia un’influenza del tutto positiva.

Di casi citabili in cui le voci appaiono “fastidiose”, maschili o femminili che siano, sono davvero tanti e non siamo qui a citarli tutti. Bisogna solo prenderne atto ed impegnarsi a parlare meglio, dal punto di vista di emissione, e di neutralità di accento.

Gli accenti, altro immenso argomento, sono bellissimi e caratterizzanti, nessuno dovrebbe perdere il proprio, a volte aggiungono anche un pizzico di simpatia in più in una persona, ma è bene saperli tirare fuori nei contesti giusti, anche perché molto spesso mascherano delle vocalità stupende, focalizzando l’attenzione su di loro e basta, o sgraziando suoni e modi di parlare, che altrimenti sarebbero molto piacevoli. Categorizzano la persona, e molto spesso non è necessario, o è addirittura precludente.

Tutti possiamo migliorare la nostra voce, si tratta di educarla, parlare con il diaframma è la prima regola, so bene che ormai questo diaframma è nominato così spesso che è come l’oki che si consiglia di prendere per qualsiasi tipo di dolore, ma è davvero indispensabile per la nostra bella voce intensa e piena, altrimenti di gola e di testa.

Quindi, bel respiro prima di cominciare a parlare, altrimenti partiremmo già strozzati, contraiamo la parte addominale sotto il seno per le donne e sotto il petto per gli uomini, e cominciamo a parlare, facendo ben attenzione a non far partire i nostri suoni dalla gola. Magari esercitarsi contando, o con le lettere dell’alfabeto, facendo attenzione a dosare il respiro, fondamentale anche lui, che ci aiuterà anche a mantenere i nervi saldi nel momenti di tensione, può essere di aiuto.

Consiglio di acquistare un buon libro di dizione e fonetica italiana, con all’interno un cd audio e degli esercizi per imparare ad usare la voce, che verrà utile a chiunque, non solo a chi parla per mestiere.

Leggere tanto ad alta voce e registrarsi, ascoltando dopo il tutto, inorridendo a primo impatto perché non abituati a sentirsi mentre si parla, e migliorare piano piano i difetti vocali che si cominciamo a distinguere, smussando via via tutti i difetti e brutti vizi acquisiti in tutta una vita. E’ un percorso lungo, ma se seguito costantemente, destinato a grandi passi da gigante di cui vi sorprenderete.

Il primo lavoro e il più grande è su voi stessi e con voi stessi. Per gli aspiranti speaker, doppiatori, attori, è questo il primo passo, studiare ed esercitarsi da soli, pretendendo il massimo ed essendo intransigenti con se stessi.

Aiuterebbe avere un confronto frequentando corsi di dizione, doppiaggio, anche teatrali, in continua crescita di numero nelle principali città come Roma, Milano, Torino e non solo, sia appunto per sentire il parere di esperti, apprendere tecniche e consigli, sia per esercitarsi ulteriormente.

Nel doppiaggio in particolare, ma anche in radio o televisione, non sentiamo solo voci stupende, eppure è lo strumento principale, ma anche solo particolari, anche un po’ “carattere/macchietta”, quindi buona volontà e impegniamoci nell’educare le nostre voci naturali.



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Oggi voglio indossare una bella voce

In un’epoca in cui la bellezza conta più dell’aspetto interiore, anche la voce è uno dei primi fattori a cui volontariamente, o involontariamente prestiamo subito attenzione confrontandoci con una persona. Vale quindi la pena analizzarla e "lavorarci" sopra. Ce ne parla la speaker Sunny Valerio.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta subito la speaker Sunny Valerio

E’ molto probabile che per la voce stessa valga la regola “la prima impressione è quella che conta”, perché ci accompagna sempre e rispecchia appieno le nostre emozioni. E' infatti difficile mascherare tristezza, rabbia, insicurezza e tutte le forti sensazioni che viviamo; insieme agli occhi è un altro “specchio dell’anima”.

La nostra gioia, il nostro amore, affetto, la nostra personalità affiora dalla vibrazione delle nostre corde vocali con l’aria emessa, e grazie al nostro personalissimo timbro.

Quante volte ci è capitato di rimanere incantati da una persona che sa parlare bene, che trasmette serenità, sicurezza, che ha una vocalità calda, coinvolgente, scandita da pause giuste, dandoci spazio per seguire il ragionamento e magari, trattandosi di un venditore, è riuscito a convincerci con il suo modo di fare ed esprimersi, a comprare un oggetto, un servizio, un qualcosa di cui pochi secondi prima non ci importava assolutamente nulla?

Ma anche l’attenzione durante una lezione a scuola, all’università, durante una visita al museo, cambia drasticamente in base a come chi interloquisce si relaziona con noi, come comunica, facendo diventare un magico viaggio qualsiasi cosa cerchi di dirci, o al contrario, concili un sonno agghiacciante e che richiederà un grande sforzo morale, fisico e psicologico per non cadere in modalità off-line.

Anche la simpatia/antipatia di una persona è determinata molto spesso dalla timbrica e dal modo di parlare; madre natura fa delle cose meravigliose, a volte però anche lei ha i suoi giorni “no” e si impegna nell’immatricolarci con voci davvero sgraziate, stridule e fastidiose, o estremamente rauche come se una tabaccaio in fiamme ardesse nella nostra gola.

E non possiamo farci nulla! Certo ci sono cose peggiori nella vita che una brutta voce, ma insomma, non è proprio il massimo, anche perché ci condiziona nella vita quotidiana e influisce sull’ascendente che esercitiamo con le persone con cui ogni giorno ci relazioniamo.

Vero anche, e ne sento tantissimi di casi, che molto spesso si tratta solo di una brutta abitudine nell’emissione vocale, e che quindi per esempio, le donne con la classica voce da “oca giuliva”, abbiano solo l’atteggiamento sbagliato, con accorgimenti costanti potrebbero parlare con una voce molto più calda e intensa, che credo abbia un’influenza del tutto positiva.

Di casi citabili in cui le voci appaiono “fastidiose”, maschili o femminili che siano, sono davvero tanti e non siamo qui a citarli tutti. Bisogna solo prenderne atto ed impegnarsi a parlare meglio, dal punto di vista di emissione, e di neutralità di accento.

Gli accenti, altro immenso argomento, sono bellissimi e caratterizzanti, nessuno dovrebbe perdere il proprio, a volte aggiungono anche un pizzico di simpatia in più in una persona, ma è bene saperli tirare fuori nei contesti giusti, anche perché molto spesso mascherano delle vocalità stupende, focalizzando l’attenzione su di loro e basta, o sgraziando suoni e modi di parlare, che altrimenti sarebbero molto piacevoli. Categorizzano la persona, e molto spesso non è necessario, o è addirittura precludente.

Tutti possiamo migliorare la nostra voce, si tratta di educarla, parlare con il diaframma è la prima regola, so bene che ormai questo diaframma è nominato così spesso che è come l’oki che si consiglia di prendere per qualsiasi tipo di dolore, ma è davvero indispensabile per la nostra bella voce intensa e piena, altrimenti di gola e di testa.

Quindi, bel respiro prima di cominciare a parlare, altrimenti partiremmo già strozzati, contraiamo la parte addominale sotto il seno per le donne e sotto il petto per gli uomini, e cominciamo a parlare, facendo ben attenzione a non far partire i nostri suoni dalla gola. Magari esercitarsi contando, o con le lettere dell’alfabeto, facendo attenzione a dosare il respiro, fondamentale anche lui, che ci aiuterà anche a mantenere i nervi saldi nel momenti di tensione, può essere di aiuto.

Consiglio di acquistare un buon libro di dizione e fonetica italiana, con all’interno un cd audio e degli esercizi per imparare ad usare la voce, che verrà utile a chiunque, non solo a chi parla per mestiere.

Leggere tanto ad alta voce e registrarsi, ascoltando dopo il tutto, inorridendo a primo impatto perché non abituati a sentirsi mentre si parla, e migliorare piano piano i difetti vocali che si cominciamo a distinguere, smussando via via tutti i difetti e brutti vizi acquisiti in tutta una vita. E’ un percorso lungo, ma se seguito costantemente, destinato a grandi passi da gigante di cui vi sorprenderete.

Il primo lavoro e il più grande è su voi stessi e con voi stessi. Per gli aspiranti speaker, doppiatori, attori, è questo il primo passo, studiare ed esercitarsi da soli, pretendendo il massimo ed essendo intransigenti con se stessi.

Aiuterebbe avere un confronto frequentando corsi di dizione, doppiaggio, anche teatrali, in continua crescita di numero nelle principali città come Roma, Milano, Torino e non solo, sia appunto per sentire il parere di esperti, apprendere tecniche e consigli, sia per esercitarsi ulteriormente.

Nel doppiaggio in particolare, ma anche in radio o televisione, non sentiamo solo voci stupende, eppure è lo strumento principale, ma anche solo particolari, anche un po’ “carattere/macchietta”, quindi buona volontà e impegniamoci nell’educare le nostre voci naturali.



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