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Spot LOW-COST: quei 5 euro che rovinano il mercato

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Per gli speaker pubblicitari i guadagni per le campagne pubblicitarie locali si riducono sempre di più all’osso, scendendo addirittura sotto cifre con cui si potrebbe pagare una colazione al bar. Ormai è noto il compenso che si aggira intorno ai 5 euro a spot locale, e il più delle volte c’è da ritenersi fortunati. Il fenomeno prende sempre più piede in questi anni, ed è ormai considerato “normalità”, anche se di normale non ha proprio nulla. 

https://soundcloud.com/voci-fm/clicca-play-e-ascolta-quei-5-euro-che-rovinano-il-mercato

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta subito la speaker Sunny Valerio

Nel settore degli spot "Low-Cost" si parla in genere di collaborazioni a carattere continuativo e giornaliero, ma in questo modo il mercato scenderà vertiginosamente come già sta facendo, annullando il lavoro che c’è dietro quei 30-35 secondi di parlato, che probabilmente agli occhi dell’acquirente è proporzionalmente anche ben pagato.

Eppure dietro queste campagne ci sono dei frutti, dei guadagni, ma come mai chi ci mette l’arte e la voce per trasmettere il messaggio di vendita alla fine è chi ci guadagna meno?!?

I famosi pacchetti pubblicitari sono pane quotidiano per le voci che ogni giorno speakerano testi quasi sempre scritti dai clienti, che molto spesso non hanno nessun tipo di competenza da copywriter, e che quindi risulteranno del tutto non adatti, privi di armonia, di eleganza, privi di punteggiatura, lunghi o ripetitivi, insomma, è giusto dire “ad ognuno il proprio mestiere”.

La cura dell’editing verrà a sua volta trascurata, perché anche lo studio che fa da tramite con le radio guadagna sempre meno, il motto è “veloce e in quantità”, perché ora per sopravvivere bisogna giocare di quantità.

Non molti anni fa il compenso per ogni spot era molto più alto, vuoi per i mezzi ancora non velocizzati grazie a internet e con il quale bisognava spedire l’audio in radio nella famosa cassetta, vuoi perché ancora si teneva alte le tariffe per i passaggi giornalieri degli spot, vuoi per tanti fattori che oggi sono completamente abbattuti e ci ritroviamo a lavorare per spiccioli e a ritmi insostenibili.

Ma d’altronde, se tutti i professionisti fossero unanimi, e si cercasse pian piano di riportare il mercato più in alto, dando valore al nostro mestiere, ne gioverebbe la qualità del risultato, e noi professionisti insieme a lei.



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Spot LOW-COST: quei 5 euro che rovinano il mercato

Per gli speaker pubblicitari i guadagni per le campagne pubblicitarie locali si riducono sempre di più all’osso, scendendo addirittura sotto cifre con cui si potrebbe pagare una colazione al bar. Ormai è noto il compenso che si aggira intorno ai 5 euro a spot locale, e il più delle volte c’è da ritenersi fortunati. Il fenomeno prende sempre più piede in questi anni, ed è ormai considerato “normalità”, anche se di normale non ha proprio nulla. 

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Nel settore degli spot "Low-Cost" si parla in genere di collaborazioni a carattere continuativo e giornaliero, ma in questo modo il mercato scenderà vertiginosamente come già sta facendo, annullando il lavoro che c’è dietro quei 30-35 secondi di parlato, che probabilmente agli occhi dell’acquirente è proporzionalmente anche ben pagato.

Eppure dietro queste campagne ci sono dei frutti, dei guadagni, ma come mai chi ci mette l’arte e la voce per trasmettere il messaggio di vendita alla fine è chi ci guadagna meno?!?

I famosi pacchetti pubblicitari sono pane quotidiano per le voci che ogni giorno speakerano testi quasi sempre scritti dai clienti, che molto spesso non hanno nessun tipo di competenza da copywriter, e che quindi risulteranno del tutto non adatti, privi di armonia, di eleganza, privi di punteggiatura, lunghi o ripetitivi, insomma, è giusto dire “ad ognuno il proprio mestiere”.

La cura dell’editing verrà a sua volta trascurata, perché anche lo studio che fa da tramite con le radio guadagna sempre meno, il motto è “veloce e in quantità”, perché ora per sopravvivere bisogna giocare di quantità.

Non molti anni fa il compenso per ogni spot era molto più alto, vuoi per i mezzi ancora non velocizzati grazie a internet e con il quale bisognava spedire l’audio in radio nella famosa cassetta, vuoi perché ancora si teneva alte le tariffe per i passaggi giornalieri degli spot, vuoi per tanti fattori che oggi sono completamente abbattuti e ci ritroviamo a lavorare per spiccioli e a ritmi insostenibili.

Ma d’altronde, se tutti i professionisti fossero unanimi, e si cercasse pian piano di riportare il mercato più in alto, dando valore al nostro mestiere, ne gioverebbe la qualità del risultato, e noi professionisti insieme a lei.



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