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Il mito della voce impostata

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Quante volte agli inizi degli studi di recitazione, di dizione o anche tra colleghi e amici abbiamo sentito parlare di ”voce impostata”. Molti insegnanti e coach utilizzano spesso quest’espressione impropriamente facendoci credere che questo tipo di voce sia un qualcosa di trascendentale e artefatta e soprattutto finta; una voce sicuramente diversa e lontana dalla nostra anima. Sfatiamo questo mito. 

 Ti piace la voce di questo podcast? Contatta lo speaker Sandra Di Meo 

Per definizione, per voce impostata si intende quella voce che attraverso un uso corretto del nostro strumento fonatorio viene emessa in maniera del tutto “naturale”. Quindi la voce impostata non è altro che la nostra voce naturale, quella vera.

COME UTILIZZIAMO LA NOSTRA VOCE

Quando noi parliamo normalmente non facciamo caso, specialmente se non siamo del “mestiere”, a come utilizziamo l’aria che respiriamo, né pensiamo a cosa stia facendo quel nostro caro e simpatico diaframma di cui tanto sentiamo parlare; ma nella vita di tutti i giorni spesso ci si affatica a parlare a lungo poiché non respiriamo nel modo corretto.

Al contrario, se noi siamo in una situazione rilassata, ad esempio sdraiati sul nostro letto senza nessuna fretta o ansia, ci rendiamo conto che la voce è diversa, più calda e non ci affatichiamo. Questa è già di per sé una voce impostata. La differenza è di facile intuizione. Fortunatamente per noi, il nostro corpo ha la memoria più forte di qualsiasi altro essere vivente e si ricorda di quando da neonati e poi bambini, lui respirava ed emetteva suoni all’infinito (vedi nel pianto) senza il minimo sforzo. E’ lo stesso meccanismo che accade quando da adulti respiriamo e parliamo in un momento in cui siamo rilassati, con la mente serena e sgombra dai problemi di tutti i giorni.

Il corpo, respira in modo “naturale” e corretto. Si intuisce pertanto che ciò che ci fa perdere il controllo della nostra voce è il ritmo frenetico cui la vita ci espone durante il giorno; le discussioni che facciamo, i momenti tristi, l’ansia e la rabbia, sono tutte situazioni che ci toccano dentro, alla pancia e la prima cosa che ne risente è appunto la voce.



CHE COS'E' LA VOCE IMPOSTATA?

Un altro modo per capire cos’è la voce impostata risiede nall’aggettivo stesso: impostata. Letteralmente impostare significa “porre verso una direzione” perciò nel nostro caso si intende che occorre mettere la voce da qualche parte. Non significa quindi come spesso ci inducono a credere, che impostare significhi emettere una suono diverso, la famosa voce bassa per esempio (quante volte lo sentiamo dire, fai la voce bassa).

Pertanto, basterà imparare nuovamente a respirare e far uscire l’aria nel modo giusto che già possiamo dire che stiamo parlando a “voce impostata”.

Allargando il concetto per un professionista, parlare a voce impostata significa emettere il suono utilizzando alla massima potenza e in modo naturale il proprio apparato fonatorio. Come per un musicista che si esercita a suonare il proprio strumento musicale, così il professionista, che sia un doppiatore, uno speaker o un attore, dovrà allenare il proprio strumento: la voce. 

Articolo a cura di Mirko Ferramola

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Il mito della voce impostata

Quante volte agli inizi degli studi di recitazione, di dizione o anche tra colleghi e amici abbiamo sentito parlare di ”voce impostata”. Molti insegnanti e coach utilizzano spesso quest’espressione impropriamente facendoci credere che questo tipo di voce sia un qualcosa di trascendentale e artefatta e soprattutto finta; una voce sicuramente diversa e lontana dalla nostra anima. Sfatiamo questo mito. 

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Per definizione, per voce impostata si intende quella voce che attraverso un uso corretto del nostro strumento fonatorio viene emessa in maniera del tutto “naturale”. Quindi la voce impostata non è altro che la nostra voce naturale, quella vera.

COME UTILIZZIAMO LA NOSTRA VOCE

Quando noi parliamo normalmente non facciamo caso, specialmente se non siamo del “mestiere”, a come utilizziamo l’aria che respiriamo, né pensiamo a cosa stia facendo quel nostro caro e simpatico diaframma di cui tanto sentiamo parlare; ma nella vita di tutti i giorni spesso ci si affatica a parlare a lungo poiché non respiriamo nel modo corretto.

Al contrario, se noi siamo in una situazione rilassata, ad esempio sdraiati sul nostro letto senza nessuna fretta o ansia, ci rendiamo conto che la voce è diversa, più calda e non ci affatichiamo. Questa è già di per sé una voce impostata. La differenza è di facile intuizione. Fortunatamente per noi, il nostro corpo ha la memoria più forte di qualsiasi altro essere vivente e si ricorda di quando da neonati e poi bambini, lui respirava ed emetteva suoni all’infinito (vedi nel pianto) senza il minimo sforzo. E’ lo stesso meccanismo che accade quando da adulti respiriamo e parliamo in un momento in cui siamo rilassati, con la mente serena e sgombra dai problemi di tutti i giorni.

Il corpo, respira in modo “naturale” e corretto. Si intuisce pertanto che ciò che ci fa perdere il controllo della nostra voce è il ritmo frenetico cui la vita ci espone durante il giorno; le discussioni che facciamo, i momenti tristi, l’ansia e la rabbia, sono tutte situazioni che ci toccano dentro, alla pancia e la prima cosa che ne risente è appunto la voce.



CHE COS'E' LA VOCE IMPOSTATA?

Un altro modo per capire cos’è la voce impostata risiede nall’aggettivo stesso: impostata. Letteralmente impostare significa “porre verso una direzione” perciò nel nostro caso si intende che occorre mettere la voce da qualche parte. Non significa quindi come spesso ci inducono a credere, che impostare significhi emettere una suono diverso, la famosa voce bassa per esempio (quante volte lo sentiamo dire, fai la voce bassa).

Pertanto, basterà imparare nuovamente a respirare e far uscire l’aria nel modo giusto che già possiamo dire che stiamo parlando a “voce impostata”.

Allargando il concetto per un professionista, parlare a voce impostata significa emettere il suono utilizzando alla massima potenza e in modo naturale il proprio apparato fonatorio. Come per un musicista che si esercita a suonare il proprio strumento musicale, così il professionista, che sia un doppiatore, uno speaker o un attore, dovrà allenare il proprio strumento: la voce. 

Articolo a cura di Mirko Ferramola

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