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La voce dell'anima in Radio e nel Doppiaggio

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Noi essere umani siamo speciali perché sappiamo che non siamo soltanto esseri viventi di un sistema naturale perfetto; siamo anche delle entità, dotati di un’energia propria spirituale che risiede nel nostro “io” interiore, e che da vita a quelli che noi tutti conosciamo come sentimenti. Vediamo cosa significa questo, in termini di voce

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta lo speaker Mirko Ferramola
 

Noi tutti siamo abituati a non soffermarci mai sulla nostra voce, parliamo in maniera spontanea senza far caso al suono che esce dalla bocca, al timbro che ha nè al suo colore, e soprattutto non ci rendiamo conto di cosa comunichi effettivamente il suono della nostra voce al nostro interlocutore, aldilà delle parole che pronunciamo. Queste ultime spesso nemmeno vengono ascoltate perché ciò che arriva per primo a chi ci ascolta è l’emozione portata dalla nostra voce; in particolar modo se in quel preciso istante siamo molto emotivi.

Ed è proprio questo il concetto sul quale noi professionisti dobbiamo soffermarci: la voce come veicolo di emozioni. Da questa considerazione possiamo già affermare che non solo gli occhi sono lo specchio dell’anima, come di solito sentiamo dire, bensì lo è anche la voce. Se prestiamo ascolto al nostro corpo (cosa che ogni professionista deve saper fare) ci accorgiamo di come la voce, da sola, cambia nel momento in cui passiamo da uno stato d’animo all’altro; ed è affascinante soprattutto capire, in fase di lavoro, come andare a ricercare quel sentimento per modellarla in base alle esigenze di copione.

Scoprire il mondo che si cela dentro di noi e saperlo raccontare con il solo uso della voce, è un’esperienza davvero incredibile. E ricordate che il pubblico radiofonico, in particolare, ha soltanto il suo udito per capire qual è il sentimento che viviamo in quel momento. Anche un doppiatore dovrà talvolta essere “più bravo” dell’attore stesso. Pensate se la voce trasmettesse un intenzione diversa e scollegata rispetto alle azioni fisiche che l’attore sta recitando.



Nel doppiaggio l’artista deve trasporre tutto quello che ha nella voce e farla diventare musica; deve essere abile a far vibrare non soltanto le sue corde vocali, ma soprattutto abile a far venire la pelle d’oca al suo pubblico e a far vibrare il suo cuore. Cosa che solo la musica riesce a fare. Voce e musica sono sovrapposte. Bisogna allenarsi a liberare ogni tensione per lasciar scorrere libera la nostra sensibilità artistica che andrà inevitabilmente ad appoggiarsi sul nostro respiro che a sua volta darà vita alla voce, la quale diverrà specchio della nostra anima.

Non è magica quella sensazione che si prova quando riusciamo a far capire agli altri cosa proviamo? Vedere il pubblico che si emoziona e che ci dice: -complimenti per la sua splendida voce-.

Ognuno di noi ha la sua, unica e irripetibile, con le sue sfumature, i suoi caratteri finanche i suoi difetti; unica come è unico ogni essere umano. La voce è un dono che ci da la vita. Ed è ciò che il nostro animo sente, che si riflette per sua natura, sulla voce. E così la voce, diventa voce dell’anima.

Articolo a cura di Mirko Ferramola

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La voce dell'anima in Radio e nel Doppiaggio

Noi essere umani siamo speciali perché sappiamo che non siamo soltanto esseri viventi di un sistema naturale perfetto; siamo anche delle entità, dotati di un’energia propria spirituale che risiede nel nostro “io” interiore, e che da vita a quelli che noi tutti conosciamo come sentimenti. Vediamo cosa significa questo, in termini di voce

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta lo speaker Mirko Ferramola
 

Noi tutti siamo abituati a non soffermarci mai sulla nostra voce, parliamo in maniera spontanea senza far caso al suono che esce dalla bocca, al timbro che ha nè al suo colore, e soprattutto non ci rendiamo conto di cosa comunichi effettivamente il suono della nostra voce al nostro interlocutore, aldilà delle parole che pronunciamo. Queste ultime spesso nemmeno vengono ascoltate perché ciò che arriva per primo a chi ci ascolta è l’emozione portata dalla nostra voce; in particolar modo se in quel preciso istante siamo molto emotivi.

Ed è proprio questo il concetto sul quale noi professionisti dobbiamo soffermarci: la voce come veicolo di emozioni. Da questa considerazione possiamo già affermare che non solo gli occhi sono lo specchio dell’anima, come di solito sentiamo dire, bensì lo è anche la voce. Se prestiamo ascolto al nostro corpo (cosa che ogni professionista deve saper fare) ci accorgiamo di come la voce, da sola, cambia nel momento in cui passiamo da uno stato d’animo all’altro; ed è affascinante soprattutto capire, in fase di lavoro, come andare a ricercare quel sentimento per modellarla in base alle esigenze di copione.

Scoprire il mondo che si cela dentro di noi e saperlo raccontare con il solo uso della voce, è un’esperienza davvero incredibile. E ricordate che il pubblico radiofonico, in particolare, ha soltanto il suo udito per capire qual è il sentimento che viviamo in quel momento. Anche un doppiatore dovrà talvolta essere “più bravo” dell’attore stesso. Pensate se la voce trasmettesse un intenzione diversa e scollegata rispetto alle azioni fisiche che l’attore sta recitando.



Nel doppiaggio l’artista deve trasporre tutto quello che ha nella voce e farla diventare musica; deve essere abile a far vibrare non soltanto le sue corde vocali, ma soprattutto abile a far venire la pelle d’oca al suo pubblico e a far vibrare il suo cuore. Cosa che solo la musica riesce a fare. Voce e musica sono sovrapposte. Bisogna allenarsi a liberare ogni tensione per lasciar scorrere libera la nostra sensibilità artistica che andrà inevitabilmente ad appoggiarsi sul nostro respiro che a sua volta darà vita alla voce, la quale diverrà specchio della nostra anima.

Non è magica quella sensazione che si prova quando riusciamo a far capire agli altri cosa proviamo? Vedere il pubblico che si emoziona e che ci dice: -complimenti per la sua splendida voce-.

Ognuno di noi ha la sua, unica e irripetibile, con le sue sfumature, i suoi caratteri finanche i suoi difetti; unica come è unico ogni essere umano. La voce è un dono che ci da la vita. Ed è ciò che il nostro animo sente, che si riflette per sua natura, sulla voce. E così la voce, diventa voce dell’anima.

Articolo a cura di Mirko Ferramola

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