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Videocorso DIZIONE con Michele Lettera: gli accenti

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

VOCI.fm, in collaborazione con Michele Lettera, speaker e docente di doppiaggio, ti offre la seconda puntata del VIDEOCORSO di DIZIONE, dedicata agli accenti. Potrete affinare la vostra tecnica o apprendere da zero i segreti della pronuncia corretta. Ogni due settimane, di mercoledi, un nuovo appuntamento. Basta un clic!

Videocorso a cura di Michele Lettera


Bentornati al corso di dizione on-line. Nella prima lezione abbiamo visto che cos’è la dizione, il modo in cui vengono articolati i suoni che compongono il linguaggio e quali sono le vocali, le consonanti e le semiconsonanti (ossia i dittonghi della lingua italiana). Abbiamo detto che sono 7 vocali, 21 consonanti e 2 semiconsonanti (ossia 2 dittonghi). Ora facciamo un passo in avanti. Che cosa incontriamo di altro nella dizione? Incontriamo l’accento tonico e l’accento fonico.

Che cos’è l’accento tonico e che cos’e’ l’accento fonico?
L’accento tonico indica la forza che viene data ad una sillaba, in particolare all’interno della parola; ad esempio, se io dico la parola "mercoledi" l’accento tonico cade sulla vocale “i” quindi cade sull’ultima sillaba: mer-co-le-di. Ma facciamo anche un altro esempio: nella parola "vuoto" l’accento tonico cadrà sulla “o”: vuo-to.

Quindi, ricapitolando, l’accento tonico è la forza che viene data ad una sillaba, in particolare  all’interno della parola. 
Facciamo un altro esempio: quaderno (qua-der-no), quindi l’accento tonico in questo caso cade sulla “e” e così via… L’accento tonico può cadere su tutte le vocali, può cadere sulla” a”, sulla “i”, sulla “u”, ma anche sulla  “e” e sulla “o”. L’accento fonico invece indica le distinzioni tra suoni aperti e suoni chiusi per le vocali “e” ed “o”; quindi indica soltanto questa distinzione. Ad esempio, se io dico la parola "sedia" (sè-dia), innanzitutto troviamo una “e” aperta perché se fosse chiusa sarebbe "sé-dia".
Si chiama "accento fonico" perché indica le distinzioni tra suoni aperti e chiusi per le vocali “e” e “o”. 
Nella prossima lezione vedremo la regola principale e la più importante della lingua italiana. 
 

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VOCI.fm, in collaborazione con Michele Lettera, speaker e docente di doppiaggio, ti offre la seconda puntata del VIDEOCORSO di DIZIONE, dedicata agli accenti. Potrete affinare la vostra tecnica o apprendere da zero i segreti della pronuncia corretta. Ogni due settimane, di mercoledi, un nuovo appuntamento. Basta un clic!

Videocorso a cura di Michele Lettera


Bentornati al corso di dizione on-line. Nella prima lezione abbiamo visto che cos’è la dizione, il modo in cui vengono articolati i suoni che compongono il linguaggio e quali sono le vocali, le consonanti e le semiconsonanti (ossia i dittonghi della lingua italiana). Abbiamo detto che sono 7 vocali, 21 consonanti e 2 semiconsonanti (ossia 2 dittonghi). Ora facciamo un passo in avanti. Che cosa incontriamo di altro nella dizione? Incontriamo l’accento tonico e l’accento fonico.

Che cos’è l’accento tonico e che cos’e’ l’accento fonico?
L’accento tonico indica la forza che viene data ad una sillaba, in particolare all’interno della parola; ad esempio, se io dico la parola "mercoledi" l’accento tonico cade sulla vocale “i” quindi cade sull’ultima sillaba: mer-co-le-di. Ma facciamo anche un altro esempio: nella parola "vuoto" l’accento tonico cadrà sulla “o”: vuo-to.

Quindi, ricapitolando, l’accento tonico è la forza che viene data ad una sillaba, in particolare  all’interno della parola. 
Facciamo un altro esempio: quaderno (qua-der-no), quindi l’accento tonico in questo caso cade sulla “e” e così via… L’accento tonico può cadere su tutte le vocali, può cadere sulla” a”, sulla “i”, sulla “u”, ma anche sulla  “e” e sulla “o”. L’accento fonico invece indica le distinzioni tra suoni aperti e suoni chiusi per le vocali “e” ed “o”; quindi indica soltanto questa distinzione. Ad esempio, se io dico la parola "sedia" (sè-dia), innanzitutto troviamo una “e” aperta perché se fosse chiusa sarebbe "sé-dia".
Si chiama "accento fonico" perché indica le distinzioni tra suoni aperti e chiusi per le vocali “e” e “o”. 
Nella prossima lezione vedremo la regola principale e la più importante della lingua italiana. 
 

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