Videocorso DIZIONE con Michele Lettera: la regola principale della dizione italiana
ARTICOLO
VOCI.fm, in collaborazione con Michele Lettera, speaker e docente di doppiaggio, ti offre la terza puntata del VIDEOCORSO di DIZIONE, dedicata alla regola principale della dizione italiana. Eh si, perchè sembra sia più facile del previsto comprendere il tipo di accento in una parola e quindi arrivare a pronunciarla correttamente. Scopriamola insieme, basta un clic!
VideoCorso a cura di Michele Lettera
Terza lezione di questo minicorso di dizione on-line.
Vi consiglio quindi di allenarvi su questi due aspetti, anche semplicemente leggendo un libro. Allenatevi a capire dove cade l’accento e se è tonico o fonico ed a fare vari esempi.
Ci siamo fermati dicendo che manca “la regola principale”, la più importante della lingua italiana.
Quando in una parola incontriamo un accento, sia esso accento tonico o accento fonico, tutte le altre vocali all’interno della parola sono chiuse, sempre.
Questo significa che in una parola noi possiamo incontrare al massimo una sola vocale aperta. Ripeto: una al massimo, non ce ne possono essere due.
Nella parola “mercoledi” individuiamo dove cade l’accento; perché, come detto poca fa, la regola è questa: individuare dove cade l’accento e poi considerare tutte le altre vocali sia prima che dopo l’accento come chiuse.
Su “mercoledi” abbiamo “e” chiusa, “o” chiusa; l’accento cade sulla “i”, quindi tutte le altre vocali che in questo caso sono prima (ma anche se fossero state dopo), risultano chiuse.
Facciamo un altro esempio: la parola “libro”.
L’accento è tonico sulla “i”, la “o” è chiusa (non diremo mai “librò”).
Idem per la parola “disco”: accento che cade sulla “i” e la “o” è chiusa.
Allenatevi a pronunciare la maggioranza delle vocali chiuse e soprattutto ad ascoltarvi perché se mentre vi ascoltate captate la pronuncia di una parola con due vocali aperte significa che state sbagliano.
E’ questa la regola principale da stampare a caratteri cubitali per quanto riguarda la dizione italiana.
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Vi consiglio quindi di allenarvi su questi due aspetti, anche semplicemente leggendo un libro. Allenatevi a capire dove cade l’accento e se è tonico o fonico ed a fare vari esempi.
Ci siamo fermati dicendo che manca “la regola principale”, la più importante della lingua italiana.
Quando in una parola incontriamo un accento, sia esso accento tonico o accento fonico, tutte le altre vocali all’interno della parola sono chiuse, sempre.
Questo significa che in una parola noi possiamo incontrare al massimo una sola vocale aperta. Ripeto: una al massimo, non ce ne possono essere due.
Nella parola “mercoledi” individuiamo dove cade l’accento; perché, come detto poca fa, la regola è questa: individuare dove cade l’accento e poi considerare tutte le altre vocali sia prima che dopo l’accento come chiuse.
Su “mercoledi” abbiamo “e” chiusa, “o” chiusa; l’accento cade sulla “i”, quindi tutte le altre vocali che in questo caso sono prima (ma anche se fossero state dopo), risultano chiuse.
Facciamo un altro esempio: la parola “libro”.
L’accento è tonico sulla “i”, la “o” è chiusa (non diremo mai “librò”).
Idem per la parola “disco”: accento che cade sulla “i” e la “o” è chiusa.
Allenatevi a pronunciare la maggioranza delle vocali chiuse e soprattutto ad ascoltarvi perché se mentre vi ascoltate captate la pronuncia di una parola con due vocali aperte significa che state sbagliano.
E’ questa la regola principale da stampare a caratteri cubitali per quanto riguarda la dizione italiana.












