Videocorso DIZIONE con Michele Lettera: l'ascolto attivo
ARTICOLO
Attenzione a questa 11esima puntata del corso di dizione di Michele Lettera su VOCI.fm. E' una lezione-chiave che riassume le cinque regole fondamentali della dizione e vi spiega come esercitarvi con l'indispensabile “ascolto attivo”! Clicca e guarda.
VideoCorso a cura di Michele Lettera
In questa 11esima puntata del corso di dizione del docente Michele Lettera su VOCI.fm affrontiamo una tematica molto importante, ma spesso sottovalutata: l’ascolto attivo.
Noi abbiamo tre tipi di linguaggio: linguaggio verbale (le parole che diciamo), linguaggio paraverbale (come diciamo le parole, quindi il tono o il volume che utilizziamo) e il linguaggio non verbale, ossia come mi muovo, come mi vesto, le espressioni.
Si dice che per comunicare bene, questi tre livelli della comunicazione debbano essere congruenti tra di loro.
Quindi per fare "ascolto attivo" dobbiamo estraniare gli altri due livelli e pensare soltanto alla comunicazione paraverbale, ossia a come questa persona mi sta parlando, quali sono le parole che sta dicendo bene, quali sono quelle che sta sbagliando in dizione.
Ricordate queste cinque regole fondamentali:
-
i suffissi in “ménte” sono chiusi, quindi tutte le parole che finiscono in “mente”, come “sinceraménte”, “inutilménte”, “torménta”, si pronuncia con la “e” chiusa.
-
il dittongo “uo” normalmente è aperto e potete vedere le eccezioni su questa lezione
-
il dittongo “ie” è normalmente aperto
-
il condizionale in “ebbe” si pronuncia sempre aperto: “farèbbe”, “dirèbbero”, “introdurrèbbero”
-
il passato remoto in “ette” si pronuncia sempre aperto: “cedètte”, “dovettero” ecc.
Chi parla di dizione ma non sa queste cinque regole, significa che ha studiato poco oppure che il docente non è riuscito a trasmettere le basi della dizione.
Preso atto di ciò, vi consiglio un esercizio per l'ascolto attivo: per una mezz'oretta parlate con altre persone (meglio se in un contesto informale, come a casa o tra amici) senza dare risalto all’aspetto verbale ma a come le parole vengono dette, facendo attenzione alle cinque regole sopraindicate. Ad esempio, se l’altra persona dice “inutilmente” con la “e” aperta, il vostro cervello deve essere attento e correggerla. Per 5 minuti vi concentrate sul suffisso in “mente”, poi sul dittongo “uo” ecc. Un'altra mezzora dovete fare la stessa cosa ma sul vostro linguaggio. Se, ad esempio, dite “buono” con la “o” chiusa fateci caso e correggetevi.
Questo è un passo fondamentale per chi studia dizione, chi vuole migliorare deve ripeterlo ogni giorno.
Ad un certo punto assimilerete le regole, vi sveglierete e pronuncerete tutto correttamente. Merito dell'ascolto attivo :-)
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Attenzione a questa 11esima puntata del corso di dizione di Michele Lettera su VOCI.fm. E' una lezione-chiave che riassume le cinque regole fondamentali della dizione e vi spiega come esercitarvi con l'indispensabile “ascolto attivo”! Clicca e guarda.
VideoCorso a cura di Michele Lettera
In questa 11esima puntata del corso di dizione del docente Michele Lettera su VOCI.fm affrontiamo una tematica molto importante, ma spesso sottovalutata: l’ascolto attivo.
Noi abbiamo tre tipi di linguaggio: linguaggio verbale (le parole che diciamo), linguaggio paraverbale (come diciamo le parole, quindi il tono o il volume che utilizziamo) e il linguaggio non verbale, ossia come mi muovo, come mi vesto, le espressioni.
Si dice che per comunicare bene, questi tre livelli della comunicazione debbano essere congruenti tra di loro.
Quindi per fare "ascolto attivo" dobbiamo estraniare gli altri due livelli e pensare soltanto alla comunicazione paraverbale, ossia a come questa persona mi sta parlando, quali sono le parole che sta dicendo bene, quali sono quelle che sta sbagliando in dizione.
Ricordate queste cinque regole fondamentali:
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i suffissi in “ménte” sono chiusi, quindi tutte le parole che finiscono in “mente”, come “sinceraménte”, “inutilménte”, “torménta”, si pronuncia con la “e” chiusa.
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il dittongo “uo” normalmente è aperto e potete vedere le eccezioni su questa lezione
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il dittongo “ie” è normalmente aperto
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il condizionale in “ebbe” si pronuncia sempre aperto: “farèbbe”, “dirèbbero”, “introdurrèbbero”
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il passato remoto in “ette” si pronuncia sempre aperto: “cedètte”, “dovettero” ecc.
Chi parla di dizione ma non sa queste cinque regole, significa che ha studiato poco oppure che il docente non è riuscito a trasmettere le basi della dizione.
Preso atto di ciò, vi consiglio un esercizio per l'ascolto attivo: per una mezz'oretta parlate con altre persone (meglio se in un contesto informale, come a casa o tra amici) senza dare risalto all’aspetto verbale ma a come le parole vengono dette, facendo attenzione alle cinque regole sopraindicate. Ad esempio, se l’altra persona dice “inutilmente” con la “e” aperta, il vostro cervello deve essere attento e correggerla. Per 5 minuti vi concentrate sul suffisso in “mente”, poi sul dittongo “uo” ecc. Un'altra mezzora dovete fare la stessa cosa ma sul vostro linguaggio. Se, ad esempio, dite “buono” con la “o” chiusa fateci caso e correggetevi.
Questo è un passo fondamentale per chi studia dizione, chi vuole migliorare deve ripeterlo ogni giorno.
Ad un certo punto assimilerete le regole, vi sveglierete e pronuncerete tutto correttamente. Merito dell'ascolto attivo :-)












