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Voce professionale: ma quanto è importante?

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Quante volte vi è capitato di guardare dei video davvero belli, zeppi di effetti sonori, con una colonna sonora che rimane in testa ma magari privi di una voce che descriva le immagini o, ancor peggio, registrati da una voce pessima? Ciò accade perchè spesso si pensa alla voce come ad uno degli ultimi aspetti di un video. Ma noi sappiamo bene quanto una voce “professionale” può fare la differenza. E ne parliamo in questo articolo a cura di Mario Loreti.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta lo speaker Mario Loreti

Pochi giorni fa, parlando con un cliente, gli illustravo il mio tariffario e, vedendolo un pò spiazzato cercavo di spiegargli che le tariffe applicate non sono relative al tempo che si impiega a incidere l'audio, ma al tempo in cui questo può essere utilizzato.

Ho spiegato questo concetto anche in un mio precedente articolo qui sul BLOG di VOCI.fm, dedicato proprio alle tariffe; questo nel tentativo di aiutare chi, come me, deve raccontare al cliente perchè si fa pagare svariati euro al minuto, sentendosi rispondere che ad incidere ci si impiega meno rispetto a chi gira un video.

Una voce, come ogni servizio, ha quindi un costo. E questo è chiaro. Quando però mi sento dire da un cliente che "le voci sintetiche non sono niente male", scusate... ma rabbrividisco!

Sono non vedente, per leggere lo schermo del computer e quindi anche per scrivere questo articolo sto usando una voce sintetica che, quando digito lo spazio sulla tastiera mi legge la parola appena digitata, permettendomi così di verificarne la correttezza.


"Fantastico!" penserete voi. Ed è vero: quando non c'erano i computer i ciechi scrivevano solo in braille, un sistema di scrittura composto da 6 puntini che si leggono da sinistra verso destra e si scrivono o con una tavoletta braille (foto sopra) oppure (nella migliore delle ipotesi) con una dattilo-braille (foto sotto), una macchina da scrivere che al posto della tastiera ha 6 tasti, tre a destra e tre a sinistra, con al centro un tastone verticale per lo spazio.


Un bel sistema il braille (io ancora lo uso), ma anche una bella scocciatura. È chiaro che col computer non ti devi portare dietro aggeggi pesanti come la dattilo-braille, non devi scrivere su fogli spessi e, soprattutto, quello che scrivi è leggibile da tutti, indistintamente.



Però il computer ha il difetto di non lasciare molto spazio all'interpretazione di un testo, perchè la voce che te lo legge è spesso metallica, anzi, molto metallica. Adesso le sintesi vocali sono campionate a partire da voci umane, la voce dei treni regionali di Trenitalia in italiano, ad esempio, è la versione sintetica della voce ufficiale di Radio Capital. La stessa voce, la cui versione sintetica si chiama Luca, io la uso anche sul mio iPhone 7 per leggere messaggi, mail, chiamate ecc.

Insomma, le voci sintetiche sono una realtà, circa un mese fa è stato lanciato anche un nuovo dispositivo dal nome “Amazon Echo”, la cui assistente (Alexa) parla con la voce di una mia collega, anche lei amica di VOCI.fm. In questo video la potete ascoltare.


Nonostante i progressi le voci sintetiche rimangono comunque tali, qualcuno aveva paura ci rubassero il lavoro ma secondo me siamo ben lontani da ciò. Certo, per registrare una voce sintetica si impiegano diverse ore di lavoro, per cui di soldini se ne guadagnano abbastanza... tuttavia quanti fonemi e quante espressioni si dovrebbero registrare per coprire tutte le intonazioni della lingua italiana nei diversi contesti?

Una voce sintetica non ce la farà mai a parlare come qualcuno in carne ed ossa... quindi viva le voci umane, almeno per i video aziendali e gli spot radiofonici.

Concludo con una domanda per voi: al di là della pecunia, accettereste mai di diventare delle “sintesi vocali”? Diteci, se vi va, perchè si o perchè no...

A presto da Mario Loreti, sempre qui, sul BLOG di VOCI.fm – il #sitodellevoci
 

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Voce professionale: ma quanto è importante?

Quante volte vi è capitato di guardare dei video davvero belli, zeppi di effetti sonori, con una colonna sonora che rimane in testa ma magari privi di una voce che descriva le immagini o, ancor peggio, registrati da una voce pessima? Ciò accade perchè spesso si pensa alla voce come ad uno degli ultimi aspetti di un video. Ma noi sappiamo bene quanto una voce “professionale” può fare la differenza. E ne parliamo in questo articolo a cura di Mario Loreti.

Ti piace la voce di questo podcast? Contatta lo speaker Mario Loreti

Pochi giorni fa, parlando con un cliente, gli illustravo il mio tariffario e, vedendolo un pò spiazzato cercavo di spiegargli che le tariffe applicate non sono relative al tempo che si impiega a incidere l'audio, ma al tempo in cui questo può essere utilizzato.

Ho spiegato questo concetto anche in un mio precedente articolo qui sul BLOG di VOCI.fm, dedicato proprio alle tariffe; questo nel tentativo di aiutare chi, come me, deve raccontare al cliente perchè si fa pagare svariati euro al minuto, sentendosi rispondere che ad incidere ci si impiega meno rispetto a chi gira un video.

Una voce, come ogni servizio, ha quindi un costo. E questo è chiaro. Quando però mi sento dire da un cliente che "le voci sintetiche non sono niente male", scusate... ma rabbrividisco!

Sono non vedente, per leggere lo schermo del computer e quindi anche per scrivere questo articolo sto usando una voce sintetica che, quando digito lo spazio sulla tastiera mi legge la parola appena digitata, permettendomi così di verificarne la correttezza.


"Fantastico!" penserete voi. Ed è vero: quando non c'erano i computer i ciechi scrivevano solo in braille, un sistema di scrittura composto da 6 puntini che si leggono da sinistra verso destra e si scrivono o con una tavoletta braille (foto sopra) oppure (nella migliore delle ipotesi) con una dattilo-braille (foto sotto), una macchina da scrivere che al posto della tastiera ha 6 tasti, tre a destra e tre a sinistra, con al centro un tastone verticale per lo spazio.


Un bel sistema il braille (io ancora lo uso), ma anche una bella scocciatura. È chiaro che col computer non ti devi portare dietro aggeggi pesanti come la dattilo-braille, non devi scrivere su fogli spessi e, soprattutto, quello che scrivi è leggibile da tutti, indistintamente.



Però il computer ha il difetto di non lasciare molto spazio all'interpretazione di un testo, perchè la voce che te lo legge è spesso metallica, anzi, molto metallica. Adesso le sintesi vocali sono campionate a partire da voci umane, la voce dei treni regionali di Trenitalia in italiano, ad esempio, è la versione sintetica della voce ufficiale di Radio Capital. La stessa voce, la cui versione sintetica si chiama Luca, io la uso anche sul mio iPhone 7 per leggere messaggi, mail, chiamate ecc.

Insomma, le voci sintetiche sono una realtà, circa un mese fa è stato lanciato anche un nuovo dispositivo dal nome “Amazon Echo”, la cui assistente (Alexa) parla con la voce di una mia collega, anche lei amica di VOCI.fm. In questo video la potete ascoltare.


Nonostante i progressi le voci sintetiche rimangono comunque tali, qualcuno aveva paura ci rubassero il lavoro ma secondo me siamo ben lontani da ciò. Certo, per registrare una voce sintetica si impiegano diverse ore di lavoro, per cui di soldini se ne guadagnano abbastanza... tuttavia quanti fonemi e quante espressioni si dovrebbero registrare per coprire tutte le intonazioni della lingua italiana nei diversi contesti?

Una voce sintetica non ce la farà mai a parlare come qualcuno in carne ed ossa... quindi viva le voci umane, almeno per i video aziendali e gli spot radiofonici.

Concludo con una domanda per voi: al di là della pecunia, accettereste mai di diventare delle “sintesi vocali”? Diteci, se vi va, perchè si o perchè no...

A presto da Mario Loreti, sempre qui, sul BLOG di VOCI.fm – il #sitodellevoci
 

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