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Enzo Mauri presenta "Quelli della Radio"

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

È dedicato “a coloro che la amano e adorano come fosse il primo amore” il saggio di Enzo Mauri fresco fresco di stampa intitolato “Quelli della radio - Viaggio fra le voci delle prime radio libere italiane”. Patrizia Simonetti lo ha video intervistato per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Definire un saggio “Quelli della radio - Viaggio fra le voci delle prime radio libere italiane” è in verità un pò riduttivo. Romano, classe 1964, Enzo Mauri si aggira nel mondo della radio da almeno quattro decenni: è stato conduttore, giornalista, speaker per spot pubblicitari e, tanto per restare in tema di arte e di voce, si è dilettato anche nel doppiaggio e in teatro. Da ogni pagina e da ogni carattere del suo primo libro, traspare sì tutta la sua passione per la radio, ma anche per tutto ciò che ne fa ancora oggi il mezzo in assoluto più affascinante e amato e che non sarà mai obsoleto: parla di musica - la cui funzione principe, dice, è fare compagnia - citando brani e artisti che hanno significato qualcosa per lui in qualche momento della sua vita, racconta il suo primo incontro con una radio “vera”, il suo primo fallimento sulla strada della conduzione, la sua forza nel non arrendersi e il suo amore assoluto e fedele che, senza una ragione precisa, gli ha scaldato il cuore sin da bambino: “A undici anni l’apparecchio radio della Cge (Compagnia Generale di Elettricità) mi appariva più grande di quanto non fosse, in radica di noce campeggiava su un vecchio mobile della casa siciliana appartenuta a mio nonno - racconta Enzo Mauri in Quelli della radio - Viaggio fra le voci delle prime radio libere italiane - mi divertivo a girare la manopola della sintonia sulla cui scala erano indicate le località da cui partivano quei segnali, ascoltavo le radio in lingua araba senza capire niente di quello che veniva detto…


Un giorno con mio grande stupore, una di quelle radio prese a trasmettere la classifica dei dischi più venduti in Italia, ricordo che al primo posto c’era “Yuppi Du” di Adriano Celentano. Il vecchio apparecchio radio fa ancora parte dei cimeli di famiglia…” E se chi ha provato e prova tuttora questo immenso amore per la radio non può non identificarsi in tali parole, tutti, indistintamente, non possono non emozionarsi al proseguire del racconto: Enzo Mauri snocciola la storia delle prime radio libere (e pirata), paragonandole ai social network di oggi, dal 1975 al 1984, anno di nascita dei primi network, mescolandola a quella della sua stessa passione, condendola di ricordi, spruzzandola di aneddoti, colorandola di curiosità, non senza un pizzico di malinconia che non manca mai quando si parla di ricordi, soprattutto se così belli e coinvolgenti. Un excursus storico e privato, un affresco di quell’Italia – e non solo – dell’etere che un po’ ci manca, così come, a chi l’ha fatta, manca quella radio artigianale, vera e sincera degli anni andati.

E per quanto versatile e navigata, a Enzo Mauri la sua sola voce non bastava, del resto la radio è aggregazione, compagnia, socialità, così ha pensato di farsi raccontare altro, di altrettanto personale e non, dalle grandi voci delle radio libere di quegli anni. Ma la cosa che più ci tocca è una data, quella del 6 gennaio 1980, giorno della sua prima diretta radiofonica, un’esperienza che nonostante l’entusiasmo e l’impegno, alla fine non si rivelò positiva e che lui condivide e narra con una sincerità disarmante e commovente: “Purtroppo all’ascolto apparivo ancora troppo acerbo e insicuro – scrive – a causa della tensione, spesso incespicavo nelle parole e nella coniugazione dei verbi, la cadenza settimanale poi, non mi permetteva di acquisire davanti al microfono la disinvoltura necessaria... Ero un dj fallito, come mi definì a quel tempo una persona che ho rimosso dalla memoria, con il palese intento di ferirmi, invece mi diede ulteriore carica per ripartire”. Non possiamo non avere questo libro nel nostro scaffale…



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Enzo Mauri presenta "Quelli della Radio"

È dedicato “a coloro che la amano e adorano come fosse il primo amore” il saggio di Enzo Mauri fresco fresco di stampa intitolato “Quelli della radio - Viaggio fra le voci delle prime radio libere italiane”. Patrizia Simonetti lo ha video intervistato per VOCI.fm

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Definire un saggio “Quelli della radio - Viaggio fra le voci delle prime radio libere italiane” è in verità un pò riduttivo. Romano, classe 1964, Enzo Mauri si aggira nel mondo della radio da almeno quattro decenni: è stato conduttore, giornalista, speaker per spot pubblicitari e, tanto per restare in tema di arte e di voce, si è dilettato anche nel doppiaggio e in teatro. Da ogni pagina e da ogni carattere del suo primo libro, traspare sì tutta la sua passione per la radio, ma anche per tutto ciò che ne fa ancora oggi il mezzo in assoluto più affascinante e amato e che non sarà mai obsoleto: parla di musica - la cui funzione principe, dice, è fare compagnia - citando brani e artisti che hanno significato qualcosa per lui in qualche momento della sua vita, racconta il suo primo incontro con una radio “vera”, il suo primo fallimento sulla strada della conduzione, la sua forza nel non arrendersi e il suo amore assoluto e fedele che, senza una ragione precisa, gli ha scaldato il cuore sin da bambino: “A undici anni l’apparecchio radio della Cge (Compagnia Generale di Elettricità) mi appariva più grande di quanto non fosse, in radica di noce campeggiava su un vecchio mobile della casa siciliana appartenuta a mio nonno - racconta Enzo Mauri in Quelli della radio - Viaggio fra le voci delle prime radio libere italiane - mi divertivo a girare la manopola della sintonia sulla cui scala erano indicate le località da cui partivano quei segnali, ascoltavo le radio in lingua araba senza capire niente di quello che veniva detto…


Un giorno con mio grande stupore, una di quelle radio prese a trasmettere la classifica dei dischi più venduti in Italia, ricordo che al primo posto c’era “Yuppi Du” di Adriano Celentano. Il vecchio apparecchio radio fa ancora parte dei cimeli di famiglia…” E se chi ha provato e prova tuttora questo immenso amore per la radio non può non identificarsi in tali parole, tutti, indistintamente, non possono non emozionarsi al proseguire del racconto: Enzo Mauri snocciola la storia delle prime radio libere (e pirata), paragonandole ai social network di oggi, dal 1975 al 1984, anno di nascita dei primi network, mescolandola a quella della sua stessa passione, condendola di ricordi, spruzzandola di aneddoti, colorandola di curiosità, non senza un pizzico di malinconia che non manca mai quando si parla di ricordi, soprattutto se così belli e coinvolgenti. Un excursus storico e privato, un affresco di quell’Italia – e non solo – dell’etere che un po’ ci manca, così come, a chi l’ha fatta, manca quella radio artigianale, vera e sincera degli anni andati.

E per quanto versatile e navigata, a Enzo Mauri la sua sola voce non bastava, del resto la radio è aggregazione, compagnia, socialità, così ha pensato di farsi raccontare altro, di altrettanto personale e non, dalle grandi voci delle radio libere di quegli anni. Ma la cosa che più ci tocca è una data, quella del 6 gennaio 1980, giorno della sua prima diretta radiofonica, un’esperienza che nonostante l’entusiasmo e l’impegno, alla fine non si rivelò positiva e che lui condivide e narra con una sincerità disarmante e commovente: “Purtroppo all’ascolto apparivo ancora troppo acerbo e insicuro – scrive – a causa della tensione, spesso incespicavo nelle parole e nella coniugazione dei verbi, la cadenza settimanale poi, non mi permetteva di acquisire davanti al microfono la disinvoltura necessaria... Ero un dj fallito, come mi definì a quel tempo una persona che ho rimosso dalla memoria, con il palese intento di ferirmi, invece mi diede ulteriore carica per ripartire”. Non possiamo non avere questo libro nel nostro scaffale…



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