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Massimo Lualdi di Newslinet ci parla dei contributi Covid 19 per l'emittenza locale

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

L'emergenza coronavirus si sta drasticamente abbattendo anche sulle emittenti radiotelevisive locali che registrano pericolosi cali di fatturato. Marco Picchio ha videointervistato l'avvocato Massimo Lualdi, direttore responsabile di www.newslinet.com, per parlare dei contributi statali destinati a questa categoria.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, buon pomeriggio da Marco Picchio. Eccoci qua, come sempre, con un ospite: oggi è un pò particolare, anche perché trattiamo un argomento altrettanto speciale, che riguarda il mondo dell’emittenza locale. Vi presento Massimo Lualdi, avvocato, giornalista e direttore responsabile di un sito molto noto: www.newslinet.com. Getsisce anche una pagina sui social che si occupa di informazione sul mondo della radio e della televisione “a tutto tondo”. Benvenuto su VOCI.fm!
Grazie a tutti

Diccelo tu con la tua voce, di cosa si occupa Newslinet.com?
Newslinet.com è in questo momento, il periodico per operatori e radiotelevisivi più consultato in Italia. Si occupa di informazione di natura giuridica, economica, tecnica, ovviamente attinente alle radio, alle televisioni e all’editoria on-line e alle telecomunicazioni. È un’espressione di Consultmedia, società di consulenza fondata da me nel 1996, che si occupa di fornire servizi di consulenza legale, tecnica ed amministrativa ad emittenti radiotelevisive. Quindi, diciamo che, pur avendo una sua attività indipendente, Newslinet ospita frequentemente anche contributi che vengono dalla attività di Consultmedia.

Radio e tv locali stanno facendo un ottimo lavoro di supporto, anche perché questo è un periodo veramente duro e difficile per tutti. Parliamo delle nazionali, ma anche delle locali, che sono più radicate sul territorio e quindi molto vicine alla gente. Si parla in Senato di un O.D.G. per le misure di sostegno a radio e tv per la crisi economica dovuta al Covid-19. Quando, come e perché saranno disponibili questi contributi?
Allora, intanto è una proposta, quindi non è ancora stata approvata, noi tutti speriamo che lo sarà e che si traduca in realtà. Dal punto di vista sostanziale, se dovesse essere approvato, così come è stato proposto, si tradurrebbe in 80 milioni di euro, che verrebbero erogati a determinate emittenti radio e televisive. Come verranno erogati? I principi dovrebbero essere gli stessi che riguardano i contributi che normalmente vengono riservati ad emittenti radiotelevisive locali, che fanno informazione, che sono disciplinati da un Decreto del Presidente della Repubblica del 2017, il D.P.R. 146/2017, che fissa una serie di requisiti che le emittenti radiofoniche devono avere per accedere ad una graduatoria, in base alla quale viene distribuita una provvista economica, che annualmente lo stato mette a disposizione alle emittenti radiotelevisive che fanno informazione. I requisiti per accedere sono sostanzialmente basati sulla mole informativa che le emittenti possono garantire alla propria utenza, l’impiego di determinati dipendenti per fare questo, e in particolare i giornalisti, più dei riscontri di audience. In sostanza, è un contributo di tipo premiale, cioè viene dato a coloro che dimostrano di aver svolto un determinato compito. Quindi, non sono “a pioggia”, ma di tipo meritocratico, documentabili attraverso oggettività. Che cosa succede quindi? Secondo questo ordine del giorno, relativamente alla provvista del 2019, verrebbe integrata un'ulteriore quota di 80 milioni di euro, che andrebbe a potenziare i contributi già maturati relativamente all'anno 2019. Tale graduatoria è stata pubblicata proprio qualche giorno fa e infatti, andando su Newslinet, si trova l’articolo. Questa è una delle possibilità, perché poi ci sono allo studio anche altre soluzioni. Intanto faccio un inciso, in questi giorni abbiamo parlato dell’opportunità, non c’entra niente con l’emergenza Covid, però vi cade casualmente: la possibilità di andare a recuperare una quota di accise, in riferimento ai consumi energetici tra il 2010 e il 2012. Per cui, io suggerisco alle emittenti di approfittare di questa cosa, prima che vadano in prescrizione, perché ogni mese che passa si prescrive un mese del periodo di riferimento che va dal 2010 al 2012 e quindi sono soldi che altrimenti sarebbero perduti. Chiusa la parentesi, vanno sottolineate anche altre opportunità, i fondi regionali che alcune regioni stanno valutando di erogare alle emittenti locali presenti sul territorio come, per esempio, la regione Abruzzo, ma anche la Lombardia o la Sardegna. Quindi, io suggerisco alle emittenti radiotelevisive di consultare sempre Newslinet, perché nel momento in cui ci fosse un aggiornamento in tal senso, noi la pubblicheremo. In secondo luogo, di andare a verificare sui siti dei comitati regionali la presenza o meno di novità su questi temi.

Un'ultima domanda: com’è cambiata la fruizione del mezzo radiofonico, in questi ultimi mesi?
Guarda, è una domanda estremamente attuale. Secondo me, è cambiata di tanto. Intanto occorre dire che la radio aveva concentrato quasi esclusivamente le proprie strategie editoriali sul drive-time, l'ascolto sulle quattro ruote. Quindi, parliamo della fascia oraria tra le 07.00 e le 09.00 del mattino e di quella tra le 17.00 e le 20.00; in misura più contenuta tra mezogiorno e le 14.00. Chiaramente, con la gente chiusa in casa è cambiato un pò tutto e le logiche del drive-time sono saltate. Quindi, tanto per cominciare, la quasi totalità delle stazioni ha spostato di quasi un’ora in avanti l’inizio delle trasmissioni, perchè non ha più senso iniziare alle 6.30. Poi, il secondo problema, è dato dal fatto che nelle case non ci sono quasi più i ricevitori FM, parliamo del 60% - 65% delle abitazioni italiane. Quindi, chi vuole ascoltare la radio in casa come lo fa? Prevalentemente dalla tv, oppure attraverso smartspeaker, smartphone, pc, tablet. La radio attraverso la televisione viene ascoltata per un periodo più lungo, perché uno l’accende, la lascio in sottofondo e fa le sue cose (come accadeva prima con il ricevitore FM). Diverso, invece,è il caso del pc, dello smartphone e del tablet: si ascolta poco, ci si stacca e poi eventualmente ci si ritorna. Somiglia alla modalità di fruizione di Spotify, YouTube, o di altri servizi in streaming “on-demand”, con cui ascolto la mia canzone e poi esco; molto più “mordi e fuggi”. In generale, siamo ai livelli degli anni '70 - primi anni '80, quando la radio si ascoltava prevalentemente in casa, perché non tutti avevano l’autoradio o comunque se ce l’avevano, non si muovevano così tanto. Quindi, cosa succede? Emergono fasce di ascolto elevatissime nella tarda mattinata, fino alle 11.30 (il tipico ascolto “da casalinga”), poi il pomeriggio 15.00-18.00 e infine l’ascolto serale 20.30- fino alle 22.00. Diciamo, una modalità di fruizione che fino a due mesi fa era estremamente marginale.

Bene, sei stato veramente esaustivo. Ringrazio l'avvocato Massimo Lualdi di Newslinet per il suo intervento su VOCI.fm e mi auguro di poterlo risentire anche in futuro, per fare un pò di consuntivo. Buon lavoro!
Grazie, anche a te! Grazie a VOCI.fm


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Massimo Lualdi di Newslinet ci parla dei contributi Covid 19 per l'emittenza locale

L'emergenza coronavirus si sta drasticamente abbattendo anche sulle emittenti radiotelevisive locali che registrano pericolosi cali di fatturato. Marco Picchio ha videointervistato l'avvocato Massimo Lualdi, direttore responsabile di www.newslinet.com, per parlare dei contributi statali destinati a questa categoria.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, buon pomeriggio da Marco Picchio. Eccoci qua, come sempre, con un ospite: oggi è un pò particolare, anche perché trattiamo un argomento altrettanto speciale, che riguarda il mondo dell’emittenza locale. Vi presento Massimo Lualdi, avvocato, giornalista e direttore responsabile di un sito molto noto: www.newslinet.com. Getsisce anche una pagina sui social che si occupa di informazione sul mondo della radio e della televisione “a tutto tondo”. Benvenuto su VOCI.fm!
Grazie a tutti

Diccelo tu con la tua voce, di cosa si occupa Newslinet.com?
Newslinet.com è in questo momento, il periodico per operatori e radiotelevisivi più consultato in Italia. Si occupa di informazione di natura giuridica, economica, tecnica, ovviamente attinente alle radio, alle televisioni e all’editoria on-line e alle telecomunicazioni. È un’espressione di Consultmedia, società di consulenza fondata da me nel 1996, che si occupa di fornire servizi di consulenza legale, tecnica ed amministrativa ad emittenti radiotelevisive. Quindi, diciamo che, pur avendo una sua attività indipendente, Newslinet ospita frequentemente anche contributi che vengono dalla attività di Consultmedia.

Radio e tv locali stanno facendo un ottimo lavoro di supporto, anche perché questo è un periodo veramente duro e difficile per tutti. Parliamo delle nazionali, ma anche delle locali, che sono più radicate sul territorio e quindi molto vicine alla gente. Si parla in Senato di un O.D.G. per le misure di sostegno a radio e tv per la crisi economica dovuta al Covid-19. Quando, come e perché saranno disponibili questi contributi?
Allora, intanto è una proposta, quindi non è ancora stata approvata, noi tutti speriamo che lo sarà e che si traduca in realtà. Dal punto di vista sostanziale, se dovesse essere approvato, così come è stato proposto, si tradurrebbe in 80 milioni di euro, che verrebbero erogati a determinate emittenti radio e televisive. Come verranno erogati? I principi dovrebbero essere gli stessi che riguardano i contributi che normalmente vengono riservati ad emittenti radiotelevisive locali, che fanno informazione, che sono disciplinati da un Decreto del Presidente della Repubblica del 2017, il D.P.R. 146/2017, che fissa una serie di requisiti che le emittenti radiofoniche devono avere per accedere ad una graduatoria, in base alla quale viene distribuita una provvista economica, che annualmente lo stato mette a disposizione alle emittenti radiotelevisive che fanno informazione. I requisiti per accedere sono sostanzialmente basati sulla mole informativa che le emittenti possono garantire alla propria utenza, l’impiego di determinati dipendenti per fare questo, e in particolare i giornalisti, più dei riscontri di audience. In sostanza, è un contributo di tipo premiale, cioè viene dato a coloro che dimostrano di aver svolto un determinato compito. Quindi, non sono “a pioggia”, ma di tipo meritocratico, documentabili attraverso oggettività. Che cosa succede quindi? Secondo questo ordine del giorno, relativamente alla provvista del 2019, verrebbe integrata un'ulteriore quota di 80 milioni di euro, che andrebbe a potenziare i contributi già maturati relativamente all'anno 2019. Tale graduatoria è stata pubblicata proprio qualche giorno fa e infatti, andando su Newslinet, si trova l’articolo. Questa è una delle possibilità, perché poi ci sono allo studio anche altre soluzioni. Intanto faccio un inciso, in questi giorni abbiamo parlato dell’opportunità, non c’entra niente con l’emergenza Covid, però vi cade casualmente: la possibilità di andare a recuperare una quota di accise, in riferimento ai consumi energetici tra il 2010 e il 2012. Per cui, io suggerisco alle emittenti di approfittare di questa cosa, prima che vadano in prescrizione, perché ogni mese che passa si prescrive un mese del periodo di riferimento che va dal 2010 al 2012 e quindi sono soldi che altrimenti sarebbero perduti. Chiusa la parentesi, vanno sottolineate anche altre opportunità, i fondi regionali che alcune regioni stanno valutando di erogare alle emittenti locali presenti sul territorio come, per esempio, la regione Abruzzo, ma anche la Lombardia o la Sardegna. Quindi, io suggerisco alle emittenti radiotelevisive di consultare sempre Newslinet, perché nel momento in cui ci fosse un aggiornamento in tal senso, noi la pubblicheremo. In secondo luogo, di andare a verificare sui siti dei comitati regionali la presenza o meno di novità su questi temi.

Un'ultima domanda: com’è cambiata la fruizione del mezzo radiofonico, in questi ultimi mesi?
Guarda, è una domanda estremamente attuale. Secondo me, è cambiata di tanto. Intanto occorre dire che la radio aveva concentrato quasi esclusivamente le proprie strategie editoriali sul drive-time, l'ascolto sulle quattro ruote. Quindi, parliamo della fascia oraria tra le 07.00 e le 09.00 del mattino e di quella tra le 17.00 e le 20.00; in misura più contenuta tra mezogiorno e le 14.00. Chiaramente, con la gente chiusa in casa è cambiato un pò tutto e le logiche del drive-time sono saltate. Quindi, tanto per cominciare, la quasi totalità delle stazioni ha spostato di quasi un’ora in avanti l’inizio delle trasmissioni, perchè non ha più senso iniziare alle 6.30. Poi, il secondo problema, è dato dal fatto che nelle case non ci sono quasi più i ricevitori FM, parliamo del 60% - 65% delle abitazioni italiane. Quindi, chi vuole ascoltare la radio in casa come lo fa? Prevalentemente dalla tv, oppure attraverso smartspeaker, smartphone, pc, tablet. La radio attraverso la televisione viene ascoltata per un periodo più lungo, perché uno l’accende, la lascio in sottofondo e fa le sue cose (come accadeva prima con il ricevitore FM). Diverso, invece,è il caso del pc, dello smartphone e del tablet: si ascolta poco, ci si stacca e poi eventualmente ci si ritorna. Somiglia alla modalità di fruizione di Spotify, YouTube, o di altri servizi in streaming “on-demand”, con cui ascolto la mia canzone e poi esco; molto più “mordi e fuggi”. In generale, siamo ai livelli degli anni '70 - primi anni '80, quando la radio si ascoltava prevalentemente in casa, perché non tutti avevano l’autoradio o comunque se ce l’avevano, non si muovevano così tanto. Quindi, cosa succede? Emergono fasce di ascolto elevatissime nella tarda mattinata, fino alle 11.30 (il tipico ascolto “da casalinga”), poi il pomeriggio 15.00-18.00 e infine l’ascolto serale 20.30- fino alle 22.00. Diciamo, una modalità di fruizione che fino a due mesi fa era estremamente marginale.

Bene, sei stato veramente esaustivo. Ringrazio l'avvocato Massimo Lualdi di Newslinet per il suo intervento su VOCI.fm e mi auguro di poterlo risentire anche in futuro, per fare un pò di consuntivo. Buon lavoro!
Grazie, anche a te! Grazie a VOCI.fm


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