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Daniele Luchetti il regista di "Lacci" su VOCI.fm

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ARTICOLO

Daniele Luchetti a Venezia 77: “per il mio film Lacci volevo il suono della radio e del doppiaggio”. Ci raccontano tutto Patrizia Simonetti in questo articolo e podcast, e lo stesso Daniele Luchetti nel video della conferenza stampa.

Intervista realizzata da  Patrizia Simonetti

Daniele Luchetti ha presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il suo nuovo film “Lacci”, che uscirà al cinema il primo ottobre, tratto dal romanzo omonimo di Domenico Starnone e interpretato da Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Giovanna Mezzogiorno, Silvio Orlando, Laura Morante e Linda Caridi. Un film intenso che partendo dalla Napoli dei primi anni Ottanta ci racconta una storia di sentimenti, tradimenti, rimpianti, e dove si vedono spesso i locali della Rai in viale Mazzini a Roma, e gli interni di Radio Rai in quanto Aldo, interpretato da Luigi Lo Cascio, lavora là, dove conduce un programma di libri e cultura. Nulla di nuovo si potrebbe pensare, anche perché… la radio nel cinema? Quanta ne volete. Giusto per citare qualche film, ecco ad esempio “The Fog” di John Carpenter del 1980 dove a parlare agli abitanti di Antonio Bay terrorizzati da strane uccisioni è Stevie direttamente da una radio che trasmette da un faro (più che logico trattandosi di nebbia). Un anno prima esce “The Warriors” di Walter Hill dove è la DJ Dolly a parlare ai guerrieri durante la sua trasmissione radiofonica. E come non citare “Good Morning Vietman” di Barry Levinson che nel 1987 incolla a Robin Williams il ruolo del DJ Adrian, realmente esistito, arrivato a Saigon per rallegrare le truppe americane impegnate nella guerra in Vietman con un programma di satira e rock. Dello stesso anno “Radio Days”, omaggio ironico e appassionato di Woody Allen alla radio degli anni Trenta quando, senza ancora la TV, la faceva da padrona.


E veniamo a casa nostra. Nel 1998 ecco “Radiofreccia” di Ligabue, che racconta la storia di un’emittente immaginaria e dei suoi speaker fondatori tra cui Ivan Benassi, detto Freccia, interpretato da Stefano Accorsi. Nel 2000 esce “I Cento passi” di Marco Tullio Giordana, vita e morte del siciliano Peppino Impastato, sindacalista e fondatore di Radio Aut, ammazzato dalla mafia. Nel 2004, “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa racconta della bolognese Radio Alice sulla cui pericolosità rivoluzionaria indaga un carabiniere interpretato da Valerio Mastandrea. Nel 2007 esce “Manuale d’Amore 2” di Giovanni Veronesi dove a tenere uniti i quattro episodi di cui è composto il film, è la trasmissione radiofonica del DJ Fulvio interpretato da Claudio Bisio. 
E potremmo andare avanti all’infinito ma, spostiamo un pò lo sguardo, anzi, l’orecchio: e se oltre che come protagonista, espediente o fil rouge, il cinema avesse bisogno della radio anche come “suono”?


Torniamo quindi a Daniele Luchetti e al suo “Lacci”, perché in conferenza stampa a Venezia il regista romano - come vedete dal video qua sotto - ha detto qualcosa di molto interessante per le nostre orecchie, rivelando una sorta di ribaltamento nel costruire il suo film: che la scelta della professione di Aldo nasce per esempio dall’esigenza di un certo tipo di suono, così come quella della location del feroce litigio con sua moglie Vanda, interpretata da Alba Rohrwacher, lite che avviene, appunto, in radio, perché voleva un suono simile a quello del doppiaggio, e per raggiungerlo al meglio ha messo in atto un semplice quanto geniale escamotage che ha rivelato proprio in conferenza stampa. Non potete assolutamente perdervi questo video… e neanche il film.

https://soundcloud.com/voci-fm/lacci-luchetti-radio-doppiaggio

https://www.youtube.com/watch?v=KhkHymapH00

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Daniele Luchetti il regista di "Lacci" su VOCI.fm

Daniele Luchetti a Venezia 77: “per il mio film Lacci volevo il suono della radio e del doppiaggio”. Ci raccontano tutto Patrizia Simonetti in questo articolo e podcast, e lo stesso Daniele Luchetti nel video della conferenza stampa.

Intervista realizzata da  Patrizia Simonetti

Daniele Luchetti ha presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il suo nuovo film “Lacci”, che uscirà al cinema il primo ottobre, tratto dal romanzo omonimo di Domenico Starnone e interpretato da Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Giovanna Mezzogiorno, Silvio Orlando, Laura Morante e Linda Caridi. Un film intenso che partendo dalla Napoli dei primi anni Ottanta ci racconta una storia di sentimenti, tradimenti, rimpianti, e dove si vedono spesso i locali della Rai in viale Mazzini a Roma, e gli interni di Radio Rai in quanto Aldo, interpretato da Luigi Lo Cascio, lavora là, dove conduce un programma di libri e cultura. Nulla di nuovo si potrebbe pensare, anche perché… la radio nel cinema? Quanta ne volete. Giusto per citare qualche film, ecco ad esempio “The Fog” di John Carpenter del 1980 dove a parlare agli abitanti di Antonio Bay terrorizzati da strane uccisioni è Stevie direttamente da una radio che trasmette da un faro (più che logico trattandosi di nebbia). Un anno prima esce “The Warriors” di Walter Hill dove è la DJ Dolly a parlare ai guerrieri durante la sua trasmissione radiofonica. E come non citare “Good Morning Vietman” di Barry Levinson che nel 1987 incolla a Robin Williams il ruolo del DJ Adrian, realmente esistito, arrivato a Saigon per rallegrare le truppe americane impegnate nella guerra in Vietman con un programma di satira e rock. Dello stesso anno “Radio Days”, omaggio ironico e appassionato di Woody Allen alla radio degli anni Trenta quando, senza ancora la TV, la faceva da padrona.


E veniamo a casa nostra. Nel 1998 ecco “Radiofreccia” di Ligabue, che racconta la storia di un’emittente immaginaria e dei suoi speaker fondatori tra cui Ivan Benassi, detto Freccia, interpretato da Stefano Accorsi. Nel 2000 esce “I Cento passi” di Marco Tullio Giordana, vita e morte del siciliano Peppino Impastato, sindacalista e fondatore di Radio Aut, ammazzato dalla mafia. Nel 2004, “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa racconta della bolognese Radio Alice sulla cui pericolosità rivoluzionaria indaga un carabiniere interpretato da Valerio Mastandrea. Nel 2007 esce “Manuale d’Amore 2” di Giovanni Veronesi dove a tenere uniti i quattro episodi di cui è composto il film, è la trasmissione radiofonica del DJ Fulvio interpretato da Claudio Bisio. 
E potremmo andare avanti all’infinito ma, spostiamo un pò lo sguardo, anzi, l’orecchio: e se oltre che come protagonista, espediente o fil rouge, il cinema avesse bisogno della radio anche come “suono”?


Torniamo quindi a Daniele Luchetti e al suo “Lacci”, perché in conferenza stampa a Venezia il regista romano - come vedete dal video qua sotto - ha detto qualcosa di molto interessante per le nostre orecchie, rivelando una sorta di ribaltamento nel costruire il suo film: che la scelta della professione di Aldo nasce per esempio dall’esigenza di un certo tipo di suono, così come quella della location del feroce litigio con sua moglie Vanda, interpretata da Alba Rohrwacher, lite che avviene, appunto, in radio, perché voleva un suono simile a quello del doppiaggio, e per raggiungerlo al meglio ha messo in atto un semplice quanto geniale escamotage che ha rivelato proprio in conferenza stampa. Non potete assolutamente perdervi questo video… e neanche il film.

https://soundcloud.com/voci-fm/lacci-luchetti-radio-doppiaggio

https://www.youtube.com/watch?v=KhkHymapH00

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