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Perchè non far scegliere le playlist ai conduttori: Alfredo Porcaro su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Torna su VOCI.fm RADIO all'interno di "Sento le voci" con Marco Picchio e su VOCI.fm un ospite che oramai conosciamo molto bene: Alfredo Porcaro di “Consulenza Radiofonica”. Tema di questa puntata: perchè non è funzionale far scegliere playlist a conduttori .

Intervista realizzata da Marco Picchio


Alfredo Porcaro di “Consulenza Radiofonica” è ancora una volta su VOCI.fm per parlarci di radio. In questo appuntamento ci spiega perché non è funzionale far scegliere la playlist ai conduttori radiofonici.
L'anarchia in ambito musicale non è affatto consigliabile. Lavorando in ambito radiofonico, capita fin troppo spesso che si incontrino speaker con il desiderio di “decidere” la playlist, e poco importa se questo va contro ogni logica aziendale: conduttori e frontman dell'emittente (soprattutto quelle più piccole) devono capire che la radio è fatta di tanti ingranaggi, e se ogni ingranaggio va per contro proprio la macchina è destinata a rompersi, andando a inficiare il format. È fondamentale che questo sia sempre coerente, 24 ore su 24; certo con delle eccezioni, che però devono comunque essere pensate come parte integrante del sistema. Dietro la scelta di un format radiofonico ci sono ore e ore di riunioni e lavoro pregresso, e un grande studio del target e della copertura. Il conduttore che costruisce la scaletta solo secondo i propri gusti va contro questo quantitativo di lavoro.

Dunque chi decide la scaletta?
Nei grandi network non esiste una figura unica che si occupa di questa parte della radio, bensì è un intero ufficio dedicato: nelle realtà “locali” il programmatore musicale può essere il fonico, il direttore artistico, l'editore. L'importante è che ci sia una figura preposta a fare le scelte musicali per le emittenti. Non si può sempre riproporre lo stesso gruppo di canzoni solo perché sono di tendenza e non serve scegliere a caso. Esistono inoltre dei software di programmazione musicale atti a questo scopo, ma l'occhio umano si differenzia dall'algoritmo ed è quello che va a dare carattere alla radio, cambiando la playlist in base a svariati elementi, tra cui persino il meteo nella zona interessata.

Come sempre, Alfredo, le tue lezioni sono preziosissime per il pubblico di VOCI.fm
Grazie, a presto.

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Perchè non far scegliere le playlist ai conduttori: Alfredo Porcaro su VOCI.fm

Torna su VOCI.fm RADIO all'interno di "Sento le voci" con Marco Picchio e su VOCI.fm un ospite che oramai conosciamo molto bene: Alfredo Porcaro di “Consulenza Radiofonica”. Tema di questa puntata: perchè non è funzionale far scegliere playlist a conduttori .

Intervista realizzata da Marco Picchio


Alfredo Porcaro di “Consulenza Radiofonica” è ancora una volta su VOCI.fm per parlarci di radio. In questo appuntamento ci spiega perché non è funzionale far scegliere la playlist ai conduttori radiofonici.
L'anarchia in ambito musicale non è affatto consigliabile. Lavorando in ambito radiofonico, capita fin troppo spesso che si incontrino speaker con il desiderio di “decidere” la playlist, e poco importa se questo va contro ogni logica aziendale: conduttori e frontman dell'emittente (soprattutto quelle più piccole) devono capire che la radio è fatta di tanti ingranaggi, e se ogni ingranaggio va per contro proprio la macchina è destinata a rompersi, andando a inficiare il format. È fondamentale che questo sia sempre coerente, 24 ore su 24; certo con delle eccezioni, che però devono comunque essere pensate come parte integrante del sistema. Dietro la scelta di un format radiofonico ci sono ore e ore di riunioni e lavoro pregresso, e un grande studio del target e della copertura. Il conduttore che costruisce la scaletta solo secondo i propri gusti va contro questo quantitativo di lavoro.

Dunque chi decide la scaletta?
Nei grandi network non esiste una figura unica che si occupa di questa parte della radio, bensì è un intero ufficio dedicato: nelle realtà “locali” il programmatore musicale può essere il fonico, il direttore artistico, l'editore. L'importante è che ci sia una figura preposta a fare le scelte musicali per le emittenti. Non si può sempre riproporre lo stesso gruppo di canzoni solo perché sono di tendenza e non serve scegliere a caso. Esistono inoltre dei software di programmazione musicale atti a questo scopo, ma l'occhio umano si differenzia dall'algoritmo ed è quello che va a dare carattere alla radio, cambiando la playlist in base a svariati elementi, tra cui persino il meteo nella zona interessata.

Come sempre, Alfredo, le tue lezioni sono preziosissime per il pubblico di VOCI.fm
Grazie, a presto.

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