Radio di sola musica, podcast e Doodle
ARTICOLO
Roberto Arricale in "Guarda che ti ascolto" ci parla questa volta non di una specifica radio ma del mondo della radio che a volte converge con quello dei podcast, dando vita a contenuti unici e molto interessanti. Buon ascolto.
Articolo realizzato da Roberto Arricale
Ci sono le “talk radio” dove le parole abbondano per raccontare le notizie, la storia, i personaggi, l’attualità e molto altro… e ci sono le radio che suonano le canzoni una dopo l’altra senza interruzioni! Sintonizzando le radio italiane sempre più spesso e soprattutto nella fascia pomeridiana e serale si sentono pochi conduttori e tanta musica tra jingles e station break, che ci fanno pensare ad una tendenza generale della programmazione rivolta a non infastidire troppo gli ascoltatori con le chiacchiere o un parlato troppo impegnativo. E’ una scelta che noi di VOCI.fm rispettiamo, ci mancherebbe, ma occupandoci di voci preferiremmo sentirne in gran quantità di abili speaker in conduzione.
La radio da sempre è voce prima ancora della musica, perché il primo fascino legato all’esperienza iniziale con il mezzo fu quello di alzare il cursore del microfono per parlare sapendo e sperando che da qualche parte qualcuno avrebbe ascoltato la nostra voce che magari stava dicendo scemenze ma “arrivava” a destinazione in qualche modo, aggiustando l’antenna e centrando bene la frequenza. Se ci si mette in un momento qualsiasi a fare zapping nel web, escludendo le talk radio specializzate, nove volte su dieci becchiamo musica e non una voce che ci incuriosisca: e se la voce non c’è la radio non è propriamente radio ma un mezzo di diffusione musicale che non differisce molto da Spotify. D’accordo, c’è la tv che in quanto a “bla bla” non manca di esagerare e allora la radio che fa… si ammutolisce? E’ anche vero che molte realtà radiofoniche a parte i network non dispongono di mezzi sufficienti per permettersi una squadra di conduttori dedicati e preparati e il non stop è il metodo più semplice e diretto per dare vita ad una stazione on-air.
In questa occasione siamo andati a curiosare tra i podcast che per definizione sono contenitori di parole e in molti casi provengono da trasmissioni radiofoniche o rubriche pensate per la radio. Il doodle di Radio Capital è una pillola quotidiana di 3 minuti a cura di Maurizio Rossato e Gianni Faluomo che si ascolta anche come podcast oltre che durante la programmazione dell’emittente. Un fatto, un personaggio, una storia , un ricordo, un evento raccontato in pochi minuti con efficacia e senza interrompere troppo il ritmo del palinsesto…esattamente come facciamo noi di VOCI.fm RADIO alternando tante voci con contenuti diversi che ruotano tra le canzoni. Alla prossima con “G.C.T.A. Guarda che ti ascolto!”
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Roberto Arricale in "Guarda che ti ascolto" ci parla questa volta non di una specifica radio ma del mondo della radio che a volte converge con quello dei podcast, dando vita a contenuti unici e molto interessanti. Buon ascolto.
Articolo realizzato da Roberto Arricale
Ci sono le “talk radio” dove le parole abbondano per raccontare le notizie, la storia, i personaggi, l’attualità e molto altro… e ci sono le radio che suonano le canzoni una dopo l’altra senza interruzioni! Sintonizzando le radio italiane sempre più spesso e soprattutto nella fascia pomeridiana e serale si sentono pochi conduttori e tanta musica tra jingles e station break, che ci fanno pensare ad una tendenza generale della programmazione rivolta a non infastidire troppo gli ascoltatori con le chiacchiere o un parlato troppo impegnativo. E’ una scelta che noi di VOCI.fm rispettiamo, ci mancherebbe, ma occupandoci di voci preferiremmo sentirne in gran quantità di abili speaker in conduzione.
La radio da sempre è voce prima ancora della musica, perché il primo fascino legato all’esperienza iniziale con il mezzo fu quello di alzare il cursore del microfono per parlare sapendo e sperando che da qualche parte qualcuno avrebbe ascoltato la nostra voce che magari stava dicendo scemenze ma “arrivava” a destinazione in qualche modo, aggiustando l’antenna e centrando bene la frequenza. Se ci si mette in un momento qualsiasi a fare zapping nel web, escludendo le talk radio specializzate, nove volte su dieci becchiamo musica e non una voce che ci incuriosisca: e se la voce non c’è la radio non è propriamente radio ma un mezzo di diffusione musicale che non differisce molto da Spotify. D’accordo, c’è la tv che in quanto a “bla bla” non manca di esagerare e allora la radio che fa… si ammutolisce? E’ anche vero che molte realtà radiofoniche a parte i network non dispongono di mezzi sufficienti per permettersi una squadra di conduttori dedicati e preparati e il non stop è il metodo più semplice e diretto per dare vita ad una stazione on-air.
In questa occasione siamo andati a curiosare tra i podcast che per definizione sono contenitori di parole e in molti casi provengono da trasmissioni radiofoniche o rubriche pensate per la radio. Il doodle di Radio Capital è una pillola quotidiana di 3 minuti a cura di Maurizio Rossato e Gianni Faluomo che si ascolta anche come podcast oltre che durante la programmazione dell’emittente. Un fatto, un personaggio, una storia , un ricordo, un evento raccontato in pochi minuti con efficacia e senza interrompere troppo il ritmo del palinsesto…esattamente come facciamo noi di VOCI.fm RADIO alternando tante voci con contenuti diversi che ruotano tra le canzoni. Alla prossima con “G.C.T.A. Guarda che ti ascolto!”











