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Sanremo 2023: anteprima ascolti canzoni in gara

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Sanremo 2023 è alle porte e noi di VOCI.fm ci saremo anche quest’anno assieme al nostro partner “Voxyl Voce Gola”, integratore a base di erisimo, alleato della voce. Ma intanto non siete curiosi di sapere di cosa parlano le 28 canzoni del Festival? E quali sono le voci più belle e interessanti? Ci racconta tutto Patrizia Simonetti, che ha partecipato agli ascolti in anteprima.

Articolo realizzato da  Patrizia Simonetti


Se ciò che amiamo del Festival di Sanremo è anche tutto ciò che lo circonda, le canzoni e le voci che ascolteremo dal 7 all’11 Febbraio 2023 sul palco del Teatro Ariston, e poi naturalmente nelle radio, sono di certo il clou della manifestazione. Per questo siamo felici di aver avuto il piacere e l’onore di ascoltarle in anteprima e di azzardare qualche impressione a caldo. Partiamo con le voci più belle e interessanti di questo Festival, iniziando da Giorgia, impeccabile nella sua sentita interpretazione di “Parole dette male”, canzone su un amore finito proprio come finisce una bella canzone, ma rovinato dalle parole spesso crudeli dell’addio. Voce, quella della cantante romana, che non ha perso un decibel, e che ritroviamo qui più pulita che mai, spogliata dei tanti virtuosismi di cui un pezzo così non ha certo bisogno. E lo apprezziamo.



Più potente e intensa che mai anche la voce di Anna Oxa, originale, unica e inconfondibile, perfetta per questa sua preghiera intitolata “Sali”, un inno alla rinascita femminile. C’è poi un verso che ci ha colpito nella canzone “Duemila Minuti” di Mara Sattei, un testo importante firmato da Damiano dei Maneskin sull’amore violento: “tu che sei scappato e hai rubato tutta la mia voce… ” e la voce di Mara accompagna alla perfezione l’intensità del brano. Potente anche la voce di Levante in “Vivo”, ed è ciò che accade quando le emozioni prevalgono sulla vita e si vivono al massimo, nel bene e nel male, come racconta lei stessa nel brano.


Gioca con la voce Sethu nella sua canzone “Cause perse”; dolce quella di Ariete in “Mare di guai”; la trattiene e poi la lascia esplodere Shari, tra i giovani più interessanti di questo Festival, nella sua sofferta “Egoista”. Tra le voci maschili, quella di Marco Mengoni è a dir poco magica:
“Qui non arriva la musica” canta Marco in “Due vite”, che ci trasporta in un tempo sospeso tra mostri e fate, ma della musica, resti tra noi, con una voce così potrebbe anche fare a meno. E che dire di Ultimo, un crescendo di voce il suo, a cantare l’amore sognando un mondo di relazioni senza filtri. Potente anche la voce di Kekko Silvestre dei Modà che dedicano la loro “Lasciami” a riflettere sul dubbio che siano le parti migliori di chi amiamo a restare impresse nei nostri cuori.


Anche Leo Gassmann spiega bene le ali della sua voce dopo una partenza in soffiata in “Terzo cuore”, brano riflessivo sui compromessi dell’amore. Leggermente graffiata e decisamente rock la voce di Gianluca Grignani: molto bella e sentita la sua “Quando ti manca il fiato”, a ricordare un padre assente che torna dopo vent’anni per farsi perdonare. Inizia con un inquietante voce distorta “Cenere” di Lazza, un po’ troppo pesante l’autotune anche a seguire, ma il pezzo non è male con le sue parole disperate per un amore palesemente finito e la voglia di sparire come cenere, ma dalla cenere si può anche rinascere… Non c’è cenere ma “Polvere” per Olly, che ci fa ballare. Coppie di voci ne abbiamo in questo Sanremo 2023? Iniziamo da Paola e Chiara, davvero felici di ritrovarle insieme sul palco dell’Ariston e di riascoltare le loro voci in “Furore”, pezzo tutto da ballare che ci riporta agli anni novanta del loro splendore, quando vinsero Sanremo 97 tra le nuove proposte con “Amici come prima”.


E ancora Colapesce Dimartino in “Splash”, amore con ironia e stoccata finale. E gli Articolo 31 con “Un bel viaggio”, a raccontare la loro storia dagli esordi alla separazione, loro che non volevano crescere e sono stati sopraffatti dal successo. Fedeli a sé stessi i Comacose con “L’Addio”, ma potrebbe anche essere un arrivederci… Tutto ciò senza dimenticare l’intima e autobiografica “Mostro” di GianMaria, vincitore di Sanremo Giovani cresciuto a XFActor; Mr.Rain che definisce “Supereroi” gli innamorati che possono salvare il mondo, canzone che ti si piazza in testa sin dal primo ascolto; Rosa Chemical con “Made in Italy”, un pezzo adrenalinico, sensuale e ironico sul meglio del nostro paese. Canta in italiano, e lo fa bene LDA, al secolo Luca D’Alessio figlio di Gigi, nella sua canzone d’amore “Se poi domani”. Amore finito anche per Ariete in “Mare di guai”; così come quello cantato da Tananai in “Tango”, forse la canzone più sanremese del Festival. Anche “Stupido” di Will canta l’amore finito che ci allontana, così come Elodie in “Due”, sempre ritmo e sensualità ma non a livello dei suoi tormentoni precedenti. Davvero bella “Il bene nel male” di Madame, meno bello è rincontrare l’amore perduto, per il quale scopri di essere solo l’errore e lo sbaglio. Mentre i Collazio in “Non mi va” preferiscono quello fisico. A chiudere una piccola delusione: perché mai un gruppo che esordisce al Festival di Sanremo dopo mezzo secolo di carriera non porta il suo celebre falsetto? La canzone dei Cugini di Campagna si intitola “Lettera 22”.

 

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Sanremo 2023: anteprima ascolti canzoni in gara

Sanremo 2023 è alle porte e noi di VOCI.fm ci saremo anche quest’anno assieme al nostro partner “Voxyl Voce Gola”, integratore a base di erisimo, alleato della voce. Ma intanto non siete curiosi di sapere di cosa parlano le 28 canzoni del Festival? E quali sono le voci più belle e interessanti? Ci racconta tutto Patrizia Simonetti, che ha partecipato agli ascolti in anteprima.

Articolo realizzato da  Patrizia Simonetti


Se ciò che amiamo del Festival di Sanremo è anche tutto ciò che lo circonda, le canzoni e le voci che ascolteremo dal 7 all’11 Febbraio 2023 sul palco del Teatro Ariston, e poi naturalmente nelle radio, sono di certo il clou della manifestazione. Per questo siamo felici di aver avuto il piacere e l’onore di ascoltarle in anteprima e di azzardare qualche impressione a caldo. Partiamo con le voci più belle e interessanti di questo Festival, iniziando da Giorgia, impeccabile nella sua sentita interpretazione di “Parole dette male”, canzone su un amore finito proprio come finisce una bella canzone, ma rovinato dalle parole spesso crudeli dell’addio. Voce, quella della cantante romana, che non ha perso un decibel, e che ritroviamo qui più pulita che mai, spogliata dei tanti virtuosismi di cui un pezzo così non ha certo bisogno. E lo apprezziamo.



Più potente e intensa che mai anche la voce di Anna Oxa, originale, unica e inconfondibile, perfetta per questa sua preghiera intitolata “Sali”, un inno alla rinascita femminile. C’è poi un verso che ci ha colpito nella canzone “Duemila Minuti” di Mara Sattei, un testo importante firmato da Damiano dei Maneskin sull’amore violento: “tu che sei scappato e hai rubato tutta la mia voce… ” e la voce di Mara accompagna alla perfezione l’intensità del brano. Potente anche la voce di Levante in “Vivo”, ed è ciò che accade quando le emozioni prevalgono sulla vita e si vivono al massimo, nel bene e nel male, come racconta lei stessa nel brano.


Gioca con la voce Sethu nella sua canzone “Cause perse”; dolce quella di Ariete in “Mare di guai”; la trattiene e poi la lascia esplodere Shari, tra i giovani più interessanti di questo Festival, nella sua sofferta “Egoista”. Tra le voci maschili, quella di Marco Mengoni è a dir poco magica:
“Qui non arriva la musica” canta Marco in “Due vite”, che ci trasporta in un tempo sospeso tra mostri e fate, ma della musica, resti tra noi, con una voce così potrebbe anche fare a meno. E che dire di Ultimo, un crescendo di voce il suo, a cantare l’amore sognando un mondo di relazioni senza filtri. Potente anche la voce di Kekko Silvestre dei Modà che dedicano la loro “Lasciami” a riflettere sul dubbio che siano le parti migliori di chi amiamo a restare impresse nei nostri cuori.


Anche Leo Gassmann spiega bene le ali della sua voce dopo una partenza in soffiata in “Terzo cuore”, brano riflessivo sui compromessi dell’amore. Leggermente graffiata e decisamente rock la voce di Gianluca Grignani: molto bella e sentita la sua “Quando ti manca il fiato”, a ricordare un padre assente che torna dopo vent’anni per farsi perdonare. Inizia con un inquietante voce distorta “Cenere” di Lazza, un po’ troppo pesante l’autotune anche a seguire, ma il pezzo non è male con le sue parole disperate per un amore palesemente finito e la voglia di sparire come cenere, ma dalla cenere si può anche rinascere… Non c’è cenere ma “Polvere” per Olly, che ci fa ballare. Coppie di voci ne abbiamo in questo Sanremo 2023? Iniziamo da Paola e Chiara, davvero felici di ritrovarle insieme sul palco dell’Ariston e di riascoltare le loro voci in “Furore”, pezzo tutto da ballare che ci riporta agli anni novanta del loro splendore, quando vinsero Sanremo 97 tra le nuove proposte con “Amici come prima”.


E ancora Colapesce Dimartino in “Splash”, amore con ironia e stoccata finale. E gli Articolo 31 con “Un bel viaggio”, a raccontare la loro storia dagli esordi alla separazione, loro che non volevano crescere e sono stati sopraffatti dal successo. Fedeli a sé stessi i Comacose con “L’Addio”, ma potrebbe anche essere un arrivederci… Tutto ciò senza dimenticare l’intima e autobiografica “Mostro” di GianMaria, vincitore di Sanremo Giovani cresciuto a XFActor; Mr.Rain che definisce “Supereroi” gli innamorati che possono salvare il mondo, canzone che ti si piazza in testa sin dal primo ascolto; Rosa Chemical con “Made in Italy”, un pezzo adrenalinico, sensuale e ironico sul meglio del nostro paese. Canta in italiano, e lo fa bene LDA, al secolo Luca D’Alessio figlio di Gigi, nella sua canzone d’amore “Se poi domani”. Amore finito anche per Ariete in “Mare di guai”; così come quello cantato da Tananai in “Tango”, forse la canzone più sanremese del Festival. Anche “Stupido” di Will canta l’amore finito che ci allontana, così come Elodie in “Due”, sempre ritmo e sensualità ma non a livello dei suoi tormentoni precedenti. Davvero bella “Il bene nel male” di Madame, meno bello è rincontrare l’amore perduto, per il quale scopri di essere solo l’errore e lo sbaglio. Mentre i Collazio in “Non mi va” preferiscono quello fisico. A chiudere una piccola delusione: perché mai un gruppo che esordisce al Festival di Sanremo dopo mezzo secolo di carriera non porta il suo celebre falsetto? La canzone dei Cugini di Campagna si intitola “Lettera 22”.

 

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