Il Festival dei Campioni! VOCI.fm ringrazia Sanremo 2023
ARTICOLO
Anche quest’anno noi di VOCI.fm con Voxyl Voce Gola siamo stati a Sanremo e ci abbiamo lasciato il cuore. Andremo a riprendercelo l’anno prossimo. Intanto tutte le nostre emozioni nel racconto di Patrizia Simonetti.
Articolo realizzato da Patrizia Simonetti
Ci siamo commossi assieme a Marco Mengoni e alla sua voce spezzata dall’emozione mentre parlava di sé e di quanto fragile fosse in realtà, dietro a quella maglia d’argento e di lustrini. E ne abbiamo applaudito una vittoria annunciata ma non scontata: se è già difficile raccontare una vita, figuriamoci due… Noi di VOCI.fm che puntiamo alla voce ma andiamo anche oltre, abbiamo seguito con attenzione e passione questo Sanremo 2023 sia dalla nostra consueta e fortunata postazione, l’ex edicola di Piazza Colombo, a un passo dall’Ariston, che con il cuore. Siamo andati oltre il suono, perché è ciò che questo Festival meritava.

E allora ci siamo divertiti con Rosa Chemical e i suoi baci rubati sul palco, trasgressione e libertà, ma in fondo solo amore, quello che trasborda e non si tiene, che varca i confini e si fa ammirare, è il Made in Italy bellezza… Ci siamo emozionati ascoltando dell’amore deluso, violento, negato, dell’amore in tutte le sue forme cui hanno dato nuova forma voci uniche, quelle di Madame, Mara Sattei, Grignani, Tananai, Ultimo, corde vocali che toccano le corde del cuore. E dell’amore che dà speranza, come quell’Addio dei Coma Cose che addio non è, ma anzi promessa pubblica di amore eterno; così come il Mare di guai di Ariete, il terzo Cuore di Leo Gassmann, e i Supereroi di Mr.Rain con la sua pioggia che non bagna e asciuga invece le lacrime e accarezza il cuore.

Abbiamo ballato con Furore tornando ai Novanta – che belli erano? – con Paola e Chiara, voci coordinate, pulite, simmetriche; e con i Colla Zio, la confusione giovane, quella che Non mi va. E ci siamo gustati i duetti del venerdì, incredibile quanto due voci potenti come quelle di Giorgia ed Elisa possano fare insieme disseminando brividi sulla nostra pelle; così come un coro gospel come il The Kingdom Choir possa aggiungere magia a magia alla Let it Be di Mengoni. Anche quest’anno il palco dell’Ariston è stato condiviso da più parti, punti di vista, stili, età.
Artisti giovani come gIANMARIA, Lazza, Shari, Sethu, Olly, Ariete, Will, LDA, in gara con quei Cugini di Campagna fedeli a sé stessi e ai loro anni Settanta, con i ritrovati Articolo 31, anch’essi pronti per una nuova era e una nuova storia, con Colapesce Dimartino e la loro ironia amara, con i Modà che oltre la depressione c’è vita, con quei superospiti che sono la nostra storia, i pilastri su cui la musica italiana poggia tutta, voci rimaste potenti nel tempo e che se anche non lo sono più, sarà così che vorremmo ricordarle: Al Bano, Ranieri, Morandi, Vanoni, Paoli, Peppino di Capri, cosa sarebbe il Festival di Sanremo senza di loro…

E cosa sarebbe senza Amadeus che ha saputo così bene conciliare il tutto. Certo, 28 cantanti sono tanti, magari l’anno prossimo anche meno… o magari no. E noi li abbiamo inseguiti tutti, alcuni si son lasciati prendere, altri no, ma un sorriso non ce l’ha negato nessuno. Il nostro Sanremo 2023 è stato bellissimo, anche quando stretti tra la folla di una Piazza Colombo blindata, ci siamo sentiti un po’ in ostaggio; anche quando ci gridavano tutti nelle orecchie mentre schivavamo colpi di videocamera, ma quanto ne è valsa la pena pur di fermare il video di quel green carpet con tutti loro… Tutti tranne una, ma non è il caso neanche di parlarne. E poi le luci colorate, le notti senza dormire, il vento freddo, la voce che se ne va… Già, anche un po’ della nostra voce è rimasta a Sanremo, come tutti gli anni, come sempre. Insomma, un Festival dei Campioni: oltre 22mila i campioni omaggio di Voxyl Voce Gola, nostro main sponsor, distribuiti al pubblico, ai professionisti, agli appassionati, ai semplici curiosi, a tutti coloro che sono passati a trovarci all’ex edicola di Piazza Colombo. Grazie alla musica, alle voci, a Sanremo. E anche a voi.
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Anche quest’anno noi di VOCI.fm con Voxyl Voce Gola siamo stati a Sanremo e ci abbiamo lasciato il cuore. Andremo a riprendercelo l’anno prossimo. Intanto tutte le nostre emozioni nel racconto di Patrizia Simonetti.
Articolo realizzato da Patrizia Simonetti
Ci siamo commossi assieme a Marco Mengoni e alla sua voce spezzata dall’emozione mentre parlava di sé e di quanto fragile fosse in realtà, dietro a quella maglia d’argento e di lustrini. E ne abbiamo applaudito una vittoria annunciata ma non scontata: se è già difficile raccontare una vita, figuriamoci due… Noi di VOCI.fm che puntiamo alla voce ma andiamo anche oltre, abbiamo seguito con attenzione e passione questo Sanremo 2023 sia dalla nostra consueta e fortunata postazione, l’ex edicola di Piazza Colombo, a un passo dall’Ariston, che con il cuore. Siamo andati oltre il suono, perché è ciò che questo Festival meritava.

E allora ci siamo divertiti con Rosa Chemical e i suoi baci rubati sul palco, trasgressione e libertà, ma in fondo solo amore, quello che trasborda e non si tiene, che varca i confini e si fa ammirare, è il Made in Italy bellezza… Ci siamo emozionati ascoltando dell’amore deluso, violento, negato, dell’amore in tutte le sue forme cui hanno dato nuova forma voci uniche, quelle di Madame, Mara Sattei, Grignani, Tananai, Ultimo, corde vocali che toccano le corde del cuore. E dell’amore che dà speranza, come quell’Addio dei Coma Cose che addio non è, ma anzi promessa pubblica di amore eterno; così come il Mare di guai di Ariete, il terzo Cuore di Leo Gassmann, e i Supereroi di Mr.Rain con la sua pioggia che non bagna e asciuga invece le lacrime e accarezza il cuore.

Abbiamo ballato con Furore tornando ai Novanta – che belli erano? – con Paola e Chiara, voci coordinate, pulite, simmetriche; e con i Colla Zio, la confusione giovane, quella che Non mi va. E ci siamo gustati i duetti del venerdì, incredibile quanto due voci potenti come quelle di Giorgia ed Elisa possano fare insieme disseminando brividi sulla nostra pelle; così come un coro gospel come il The Kingdom Choir possa aggiungere magia a magia alla Let it Be di Mengoni. Anche quest’anno il palco dell’Ariston è stato condiviso da più parti, punti di vista, stili, età.
Artisti giovani come gIANMARIA, Lazza, Shari, Sethu, Olly, Ariete, Will, LDA, in gara con quei Cugini di Campagna fedeli a sé stessi e ai loro anni Settanta, con i ritrovati Articolo 31, anch’essi pronti per una nuova era e una nuova storia, con Colapesce Dimartino e la loro ironia amara, con i Modà che oltre la depressione c’è vita, con quei superospiti che sono la nostra storia, i pilastri su cui la musica italiana poggia tutta, voci rimaste potenti nel tempo e che se anche non lo sono più, sarà così che vorremmo ricordarle: Al Bano, Ranieri, Morandi, Vanoni, Paoli, Peppino di Capri, cosa sarebbe il Festival di Sanremo senza di loro…

E cosa sarebbe senza Amadeus che ha saputo così bene conciliare il tutto. Certo, 28 cantanti sono tanti, magari l’anno prossimo anche meno… o magari no. E noi li abbiamo inseguiti tutti, alcuni si son lasciati prendere, altri no, ma un sorriso non ce l’ha negato nessuno. Il nostro Sanremo 2023 è stato bellissimo, anche quando stretti tra la folla di una Piazza Colombo blindata, ci siamo sentiti un po’ in ostaggio; anche quando ci gridavano tutti nelle orecchie mentre schivavamo colpi di videocamera, ma quanto ne è valsa la pena pur di fermare il video di quel green carpet con tutti loro… Tutti tranne una, ma non è il caso neanche di parlarne. E poi le luci colorate, le notti senza dormire, il vento freddo, la voce che se ne va… Già, anche un po’ della nostra voce è rimasta a Sanremo, come tutti gli anni, come sempre. Insomma, un Festival dei Campioni: oltre 22mila i campioni omaggio di Voxyl Voce Gola, nostro main sponsor, distribuiti al pubblico, ai professionisti, agli appassionati, ai semplici curiosi, a tutti coloro che sono passati a trovarci all’ex edicola di Piazza Colombo. Grazie alla musica, alle voci, a Sanremo. E anche a voi.











