L'attore e doppiatore Lino Guanciale su VOCI.fm
ARTICOLO
Lino Guanciale è uno degli attori più apprezzati del momento, tra cinema, teatro, radio e televisione: dal 13 febbraio 2019 torna su Rai 2 con la seconda stagione de “La porta rossa”, serie che lo vede protagonista nei panni del commissario (defunto) Leonardo Cagliostro. Ma non dimentichiamo che come doppiatore ha dato la sua voce niente meno che a Richard Madden ne “I Medici” e al cinema a Luthe in “Showdogs - Entriamo in scena”. Patrizia Simonetti lo ha incontrato per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Lino Guanciale su VOCI.fm, benvenuto!
Salve a tutti voi!
Torna “La porta rossa” con la seconda stagione, e torna Cagliostro che ha un sacco da fare; sembrava che potesse passarla quella porta rossa, e invece proprio no!
No, l'agenda dei fantasmi è fittissima e lui ha molto da fare, perché tra le scoperte che l'hanno costretto, o meglio convinto a restare alla fine della prima stagione, e quelle che fa all'inizio di questa seconda stagione, è evidente che ci siano problemi da risolvere e rischi per le persone che ama – stavolta la figlia oltre che la moglie – tali da rendere impossibile il passaggio della porta: anche se lo attrae enormemente, Cagliostro deve restare. Ma si capirà anche che c'è dell'altro: oltre a capire perché si chiama Leonardo Cagliostro, in questa seconda stagione si scoprirà anche che cos'è a poter legare così saldamente alla Terra un fantasma come lui, e non c'entrano soltanto le indagini o il pericolo per i propri cari, c'è anche dell'altro.
Poi Cagliostro diventa anche padre, in questa serie!
Sì, da bravo papà sta in sala parto come avrebbe fatto da vivo, ed è proprio lì che succede qualcosa che lo convince non solo a restare, ma anche a riprendere le indagini.
Lino, tu sei anche un doppiatore: hai doppiato Richard Madden ne “I Medici” e hai fatto anche Luthe in “Show Dogs”; ci parli un po' di quest'esperienza?
Se fosse possibile per il mio calendario impegni lo farei più spesso perché è molto divertente, fa il paio col lavoro radiofonico perché lavorare con il microfono – che è una cosa che chi fa tante letture (reading) come io faccio da attore sa – è molto divertente, così come imparare a giocare con la tecnica sulla voce. Poi per mia formazione teatrale io utilizzo vari registri vocali quando lavoro in palcoscenico, sicché lavorare sul doppiaggio – pure se è tutto concentrato sul microfono – mi fa pensare a quando sono in scena. È un impegno della stessa intensità.
Però la voce la usi in modo diverso quando sei a teatro, o davanti a una telecamera, oppure in radio, giusto?
Certo, se usassi la voce sul set come la uso a teatro credo che ne sarebbe stordito per primo il fonico di presa diretta. Il bello del nostro lavoro è anche questo, riuscire, quando si può – ed è un continuo apprendimento di calibri diversi – a dominare contesti e registri vari. Cari amici di VOCI.fm, ciao e a presto su Rai 2, dal 13 febbraio alle 21.20, con la seconda stagione de “La porta rossa”, non mancate!
LINO GUANCIALE: CENNI BIOGRAFICI
Lino Guanciale, nato ad Avezzano nel 1979, è un attore italiano. Dopo alcuni trascorsi rugbistici si iscrisse all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma, dove si diplomò nel 2003 e ottenne il Premio Gassman. La sua carriera d'attore inizia in teatro: diretto da Gigi Proietti recita in “Romeo e Giulietta”, in seguito collabora con Luca Ronconi, Walter Le Moli, Massimo Popolizio, Claudio Longhi e Michele Placido, che dopo averlo diretto in “Fontamara” lo chiama ad interpretare Nunzio, uno dei personaggi del film “Vallanzasca - Gli angeli del male”. Da settembre 2016 è il protagonista, insieme ad Alessandra Mastronardi, della serie televisiva “L'allieva”; nel 2017 riceve il CinèCiak d'Oro per il film “I peggiori” di Vincenzo Alfieri, mentre nel 2018 è vincitore del premio ANCT per il suo ruolo nello spettacolo teatrale “La classe operaia va in paradiso” e, sempre per lo stesso ruolo nel medesimo spettacolo, vince anche il premio Ubu.
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Lino Guanciale è uno degli attori più apprezzati del momento, tra cinema, teatro, radio e televisione: dal 13 febbraio 2019 torna su Rai 2 con la seconda stagione de “La porta rossa”, serie che lo vede protagonista nei panni del commissario (defunto) Leonardo Cagliostro. Ma non dimentichiamo che come doppiatore ha dato la sua voce niente meno che a Richard Madden ne “I Medici” e al cinema a Luthe in “Showdogs - Entriamo in scena”. Patrizia Simonetti lo ha incontrato per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Lino Guanciale su VOCI.fm, benvenuto!
Salve a tutti voi!
Torna “La porta rossa” con la seconda stagione, e torna Cagliostro che ha un sacco da fare; sembrava che potesse passarla quella porta rossa, e invece proprio no!
No, l'agenda dei fantasmi è fittissima e lui ha molto da fare, perché tra le scoperte che l'hanno costretto, o meglio convinto a restare alla fine della prima stagione, e quelle che fa all'inizio di questa seconda stagione, è evidente che ci siano problemi da risolvere e rischi per le persone che ama – stavolta la figlia oltre che la moglie – tali da rendere impossibile il passaggio della porta: anche se lo attrae enormemente, Cagliostro deve restare. Ma si capirà anche che c'è dell'altro: oltre a capire perché si chiama Leonardo Cagliostro, in questa seconda stagione si scoprirà anche che cos'è a poter legare così saldamente alla Terra un fantasma come lui, e non c'entrano soltanto le indagini o il pericolo per i propri cari, c'è anche dell'altro.
Poi Cagliostro diventa anche padre, in questa serie!
Sì, da bravo papà sta in sala parto come avrebbe fatto da vivo, ed è proprio lì che succede qualcosa che lo convince non solo a restare, ma anche a riprendere le indagini.
Lino, tu sei anche un doppiatore: hai doppiato Richard Madden ne “I Medici” e hai fatto anche Luthe in “Show Dogs”; ci parli un po' di quest'esperienza?
Se fosse possibile per il mio calendario impegni lo farei più spesso perché è molto divertente, fa il paio col lavoro radiofonico perché lavorare con il microfono – che è una cosa che chi fa tante letture (reading) come io faccio da attore sa – è molto divertente, così come imparare a giocare con la tecnica sulla voce. Poi per mia formazione teatrale io utilizzo vari registri vocali quando lavoro in palcoscenico, sicché lavorare sul doppiaggio – pure se è tutto concentrato sul microfono – mi fa pensare a quando sono in scena. È un impegno della stessa intensità.
Però la voce la usi in modo diverso quando sei a teatro, o davanti a una telecamera, oppure in radio, giusto?
Certo, se usassi la voce sul set come la uso a teatro credo che ne sarebbe stordito per primo il fonico di presa diretta. Il bello del nostro lavoro è anche questo, riuscire, quando si può – ed è un continuo apprendimento di calibri diversi – a dominare contesti e registri vari. Cari amici di VOCI.fm, ciao e a presto su Rai 2, dal 13 febbraio alle 21.20, con la seconda stagione de “La porta rossa”, non mancate!
LINO GUANCIALE: CENNI BIOGRAFICI
Lino Guanciale, nato ad Avezzano nel 1979, è un attore italiano. Dopo alcuni trascorsi rugbistici si iscrisse all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma, dove si diplomò nel 2003 e ottenne il Premio Gassman. La sua carriera d'attore inizia in teatro: diretto da Gigi Proietti recita in “Romeo e Giulietta”, in seguito collabora con Luca Ronconi, Walter Le Moli, Massimo Popolizio, Claudio Longhi e Michele Placido, che dopo averlo diretto in “Fontamara” lo chiama ad interpretare Nunzio, uno dei personaggi del film “Vallanzasca - Gli angeli del male”. Da settembre 2016 è il protagonista, insieme ad Alessandra Mastronardi, della serie televisiva “L'allieva”; nel 2017 riceve il CinèCiak d'Oro per il film “I peggiori” di Vincenzo Alfieri, mentre nel 2018 è vincitore del premio ANCT per il suo ruolo nello spettacolo teatrale “La classe operaia va in paradiso” e, sempre per lo stesso ruolo nel medesimo spettacolo, vince anche il premio Ubu.











