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Lo speaker Mauro Marino su VOCI.fm

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Ancora un'intervista realizzata a Sanremo. Patrizia Simonetti ha fatto quattro chiacchiere con uno che fa radio da sempre. Prima RTL 102,5 , poi Radio 101, passando per RDS fino ad arrivare a Radio Italia. Sul #sitodellevoci c'è il conduttore radiofonico di Mauro Marino.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Mauro marino per VOCI.fm, ben trovato! 
Grazie e ciao a tutti!

Siamo nel pieno caos di Sanremo, tu ne sai qualcosa! Parliamo subito di radio: prima di arrivare a Radio Italia sei stato in molte radio, hai fatto anche la Rai; raccontaci un po' del tuo percorso. Quanto ci vuole per arrivare alla radio giusta?
Ho iniziato come deejay in discoteca, ero un po' timidino e allora sono andato a fare un corso di dizione, fonetica e comunicazione; da lì ho iniziato a parlare in discoteca e mi ha sentito uno di una radio milanese che mi ha detto “tu dovresti far la radio”, al che ho iniziato la mia carriera in una radio locale: quindici giorni e poi mi ha sentito casualmente uno che andava in giro a sistemare i ripetitori. Mi ha segnalato al direttore di RTL Astorri, che mi ha chiamato e da lì ho iniziato la mia carriera, nel 1989.

Pensa che storia! E poi è arrivata Radio Italia, quindi solo musica italiana. La preferisci, che differenza c'è?
Radio Italia è una grande realtà che sta venendo fuori molto bene; ero in contatto con loro già da anni, ho fatto tutto il mio percorso, poi a un certo punto mi hanno convinto perché andavano in una direzione che mi piaceva. Ho quindi deciso di unirmi a loro e ho fatto bene, perché siamo la terza radio d'Italia al momento e la seconda nel settimanale.

Per un conduttore radiofonico c'è differenza di collocazione oraria? Tu cosa preferisci, mattina, pomeriggio o sera?
Io ho sempre fatto pomeriggio da quando ho iniziato, tranne i primi due anni a RTL perché facevo il drive time serale; da RDS in poi ho sempre fatto il pomeriggio perché mi sono specializzato su un target particolare: un pubblico sia adulto che giovane insieme, e che quindi richiede un linguaggio che riesca ad accontentare tutti. Però se la pala è grande raccogli di più, quindi mi sono concentrato su quello.

Che ci dici del fascino della radio: stare lì dentro non visto, con il microfono e la gente che ti ascolta fuori?
Mah, sapere che ogni giorno 5 milioni e più di persone ti ascoltano mette un po' d'ansia, quindi l'unica soluzione è mettersi lì davanti al microfono, a parlare ed essere se stessi. Se le persone vogliono percepire quello che sei, così riesci ad arrivare a loro.

La voce come dev'essere impostata, naturale? Tu la curi?
Io purtroppo fumo e bevo caffè, ma per adesso sono stato abbastanza fortunato e la mia voce regge. Poi certo, se usi il diaframma puoi anche urlare, io ho fatto i pre-show di Vasco Rossi e dei Negramaro, ai loro concerti negli stadi: lì basta un attimo, alzi la voce e parli di gola e ti partono le corde vocali. Usando invece il diaframma la voce la mantieni e il giorno dopo vai in onda regolarmente.

Tu hai anche cantato, giusto? Hai fatto Grease!
Sì, un disco nato per caso! Io lo dicevo sempre: “Radio Cipolla, Radio Cipolla”, quando ero in onda, e da lì mi chiamò un discografico – peraltro famoso, meglio che non dica il nome – che mi disse “no ma tu devi inventarti qualcosa, devi fare un disco su questa cosa!”. E da lì è nata “Radio Cipolla. la sfiga non mi molla. ascolta 'sto programma, lo sente anche la mamma”. E poi Grease, sì, nato per caso perché lo facevano Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia; il ruolo di Vince Fontaine l'ha fatto il primo anno Amadeus, poi provarono degli attori ma per quel tipo di ruolo l'attore non andava bene per via dei tempi, e poi capitava che a volte la struttura a rotazione della scenografia si bloccasse, quindi si doveva intrattenere il pubblico e fare finta di niente, e un conduttore radiofonico era perfetto per la parte. Mi telefonò quindi il marito di Lorella Cuccarini e mi disse “Mauro, mi serve uno come te per il ruolo di Fontaine”. Da lì è partito tutto, poi ho proseguito con la compagnia nuova dei ragazzi che sono rimasti, e poi ho detto basta perché fare radio tutti i giorni e teatro tutte le sere in giro per l'Italia era massacrante, però intanto ho fatto 450 e passa date.

Poi cantare e fare radio è diverso, no?
Sì, cantavo davvero, facevo la parte della festa! C'era una canzone con tonalità molto basse, molto alla Elvis, e io usavo una voce diversa da quella che uso normalmente, molto impostata.

Chiudiamo con un consiglio a chi ci guarda e a chi ci ascolta: una raccomandazione per chi vuole fare radio?
L'unico consiglio che posso dare è studiare dizione e fonetica perché sono fondamentali; magari anche comunicazione, perché serve per parlare in pubblico, poi essere se stessi, e infine essere informati su tutto perché ormai parliamo di tutto, non solo di musica. Ciao VOCI.fm, ci vediamo – forse – al prossimo festival!



MAURO MARINO: CENNI BIOGRAFICI
Mauro Marino, nato a Saluzzo nel 1967, è un conduttore radiofonico, personaggio televisivo e disc jockey italiano. Inizia la sua carriera radiofonica a Radio Piemonte Sound e successivamente approda nel 1990 a RTL102.5 come conduttore nella fascia serale. Successivamente lavora con RDS e Radio 101; dal 2002 al 2009 conduce “Baciami” su Radio Kiss Kiss, e nel 2010 arriva a Radio Italia dove è in onda dal lunedì al venerdì. dalle 13 alle 16. Dal 2008 è anche ideatore e direttore artistico di Casa Sanremo, evento collaterale del festival della canzone italiana.

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Lo speaker Mauro Marino su VOCI.fm

Ancora un'intervista realizzata a Sanremo. Patrizia Simonetti ha fatto quattro chiacchiere con uno che fa radio da sempre. Prima RTL 102,5 , poi Radio 101, passando per RDS fino ad arrivare a Radio Italia. Sul #sitodellevoci c'è il conduttore radiofonico di Mauro Marino.

Intervista realizzata da Patrizia Simonetti


Mauro marino per VOCI.fm, ben trovato! 
Grazie e ciao a tutti!

Siamo nel pieno caos di Sanremo, tu ne sai qualcosa! Parliamo subito di radio: prima di arrivare a Radio Italia sei stato in molte radio, hai fatto anche la Rai; raccontaci un po' del tuo percorso. Quanto ci vuole per arrivare alla radio giusta?
Ho iniziato come deejay in discoteca, ero un po' timidino e allora sono andato a fare un corso di dizione, fonetica e comunicazione; da lì ho iniziato a parlare in discoteca e mi ha sentito uno di una radio milanese che mi ha detto “tu dovresti far la radio”, al che ho iniziato la mia carriera in una radio locale: quindici giorni e poi mi ha sentito casualmente uno che andava in giro a sistemare i ripetitori. Mi ha segnalato al direttore di RTL Astorri, che mi ha chiamato e da lì ho iniziato la mia carriera, nel 1989.

Pensa che storia! E poi è arrivata Radio Italia, quindi solo musica italiana. La preferisci, che differenza c'è?
Radio Italia è una grande realtà che sta venendo fuori molto bene; ero in contatto con loro già da anni, ho fatto tutto il mio percorso, poi a un certo punto mi hanno convinto perché andavano in una direzione che mi piaceva. Ho quindi deciso di unirmi a loro e ho fatto bene, perché siamo la terza radio d'Italia al momento e la seconda nel settimanale.

Per un conduttore radiofonico c'è differenza di collocazione oraria? Tu cosa preferisci, mattina, pomeriggio o sera?
Io ho sempre fatto pomeriggio da quando ho iniziato, tranne i primi due anni a RTL perché facevo il drive time serale; da RDS in poi ho sempre fatto il pomeriggio perché mi sono specializzato su un target particolare: un pubblico sia adulto che giovane insieme, e che quindi richiede un linguaggio che riesca ad accontentare tutti. Però se la pala è grande raccogli di più, quindi mi sono concentrato su quello.

Che ci dici del fascino della radio: stare lì dentro non visto, con il microfono e la gente che ti ascolta fuori?
Mah, sapere che ogni giorno 5 milioni e più di persone ti ascoltano mette un po' d'ansia, quindi l'unica soluzione è mettersi lì davanti al microfono, a parlare ed essere se stessi. Se le persone vogliono percepire quello che sei, così riesci ad arrivare a loro.

La voce come dev'essere impostata, naturale? Tu la curi?
Io purtroppo fumo e bevo caffè, ma per adesso sono stato abbastanza fortunato e la mia voce regge. Poi certo, se usi il diaframma puoi anche urlare, io ho fatto i pre-show di Vasco Rossi e dei Negramaro, ai loro concerti negli stadi: lì basta un attimo, alzi la voce e parli di gola e ti partono le corde vocali. Usando invece il diaframma la voce la mantieni e il giorno dopo vai in onda regolarmente.

Tu hai anche cantato, giusto? Hai fatto Grease!
Sì, un disco nato per caso! Io lo dicevo sempre: “Radio Cipolla, Radio Cipolla”, quando ero in onda, e da lì mi chiamò un discografico – peraltro famoso, meglio che non dica il nome – che mi disse “no ma tu devi inventarti qualcosa, devi fare un disco su questa cosa!”. E da lì è nata “Radio Cipolla. la sfiga non mi molla. ascolta 'sto programma, lo sente anche la mamma”. E poi Grease, sì, nato per caso perché lo facevano Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia; il ruolo di Vince Fontaine l'ha fatto il primo anno Amadeus, poi provarono degli attori ma per quel tipo di ruolo l'attore non andava bene per via dei tempi, e poi capitava che a volte la struttura a rotazione della scenografia si bloccasse, quindi si doveva intrattenere il pubblico e fare finta di niente, e un conduttore radiofonico era perfetto per la parte. Mi telefonò quindi il marito di Lorella Cuccarini e mi disse “Mauro, mi serve uno come te per il ruolo di Fontaine”. Da lì è partito tutto, poi ho proseguito con la compagnia nuova dei ragazzi che sono rimasti, e poi ho detto basta perché fare radio tutti i giorni e teatro tutte le sere in giro per l'Italia era massacrante, però intanto ho fatto 450 e passa date.

Poi cantare e fare radio è diverso, no?
Sì, cantavo davvero, facevo la parte della festa! C'era una canzone con tonalità molto basse, molto alla Elvis, e io usavo una voce diversa da quella che uso normalmente, molto impostata.

Chiudiamo con un consiglio a chi ci guarda e a chi ci ascolta: una raccomandazione per chi vuole fare radio?
L'unico consiglio che posso dare è studiare dizione e fonetica perché sono fondamentali; magari anche comunicazione, perché serve per parlare in pubblico, poi essere se stessi, e infine essere informati su tutto perché ormai parliamo di tutto, non solo di musica. Ciao VOCI.fm, ci vediamo – forse – al prossimo festival!



MAURO MARINO: CENNI BIOGRAFICI
Mauro Marino, nato a Saluzzo nel 1967, è un conduttore radiofonico, personaggio televisivo e disc jockey italiano. Inizia la sua carriera radiofonica a Radio Piemonte Sound e successivamente approda nel 1990 a RTL102.5 come conduttore nella fascia serale. Successivamente lavora con RDS e Radio 101; dal 2002 al 2009 conduce “Baciami” su Radio Kiss Kiss, e nel 2010 arriva a Radio Italia dove è in onda dal lunedì al venerdì. dalle 13 alle 16. Dal 2008 è anche ideatore e direttore artistico di Casa Sanremo, evento collaterale del festival della canzone italiana.

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