Carlo Conti su Rai 1 con i David di Donatello
ARTICOLO
Il 27 marzo 2019 condurrà per la quarta volta, in diretta in prima serata su RaiUno, la cerimonia di premiazione della 64ᵃ edizione dei “Premi David di Donatello” organizzati dalla “Fondazione Accademia del Cinema Italiano”. Parliamo di Carlo Conti che, forse non tutti sanno, cominciò la sua carriera dalla radio, arrivando poi anche a dirigere artisticamente Radio Rai. E tempo fa si è cimentato pure nel doppiaggio. Patrizia Simonetti lo ha incontrato per VOCI.fm
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Carlo Conti per VOCI.fm, il Sito delle Voci! Che consiglio daresti a chi vuole lavorare con la voce? Partendo dalla radio ma non solo, doppiaggio, e così via.
Sono due mondi fantastici, sia quello della radio che quello del doppiaggio. Il mio consiglio è semplicemente lavorare, lavorare molto, nella radio non preoccuparsi subito di guadagnare bensì di fare, crearsi spazi e chiacchierare, e lo stesso probabilmente anche per il doppiaggio, entrarci piano piano, è un mondo difficile e ancora più elaborato perché richiede qualità da attore.
Tu hai fatto qualche doppiaggio, giusto? Per esempio ne “I Robinson – Una famiglia spaziale”.
Sì, un cartone, e facevo il personaggio che parla più veloce, così da mascherarne il labiale. E poi soprattutto la radio è comunque un amore, sia essa che il doppiaggio sono cose che devono partire dal cuore e dalla voglia di fare.
Tu che la usi tanto, la curi la voce?
Sì, anche se questi giorni ho avuto un abbassamento di voce, e sto cercando di recuperare. Spero di riuscirci entra il David di Donatello, tra un mese.
È Il tuo quarto David di Donatello: che cosa ti piace di questo evento, e che cosa ti piace del cinema?
Prima di tutto mi dà l'opportunità di conoscere personaggi che non avrei mai potuto incontrare altrimenti, lo scorso anno ad esempio Steven Spielberg, e scoprire che una persona così immensa è poi la più semplice del mondo; a un certo punto prima del collegamento col telegiornale mi ha detto “io ai miei attori dico 'ti fidi di me? Fatti guidare', io ti dico 'mi fido di te Carlo, mi faccio guidare'”, e tutto solo per andare a fare il collegamento! A parte scherzi, è un'emozione trovare questi personaggi che più sono grandi e più sono semplici, normali.
La radio ti manca? Tu ne hai fatta tanta agli inizi, hai anche diretto radio RAI.
Sì, ma ora non più di tanto perché non ho tempo, e quello che avrei potuto pensare di dedicare alla radio ora preferisco sfruttarlo per andare in vacanza, o per sentire “Occidentali's Karma” con mio figlio!
La radio che cos'è per te, cosa significa?
La radio è la vita, la partenza di tutto, la sorgente e la molla che mi ha fatto diventare quello che sono. La radio è passione pura, specialmente quando l'ho fatta io ed era il tempo delle radio private: si chiamavano private non perché di privati, ma perché private di tutto! C'era solo un giradischi, un microfono, e stavi lì ore e ore a parlare. Quindi è proprio una passione, qualcosa che ti parte dal cuore e che ti fa stare lì a chiacchierare senza preoccuparti di quanti saranno ad ascoltare, cosa staranno pensando, ma per il gusto di fare il tuo programma musicale.
È molto diverso lavorare in radio o in televisione, anche per l'uso della voce?
Beh sì, la radio comunque è fondamentale; se ci pensate, tutti noi della nuova generazione – io, Amadeus, Gerry Scotti, Paolo Bonolis – veniamo tutti dalla radio. Un saluto agli amici di VOCI.fm!
Carlo Conti, nato a Firenze nel 1961, è un conduttore televisivo, conduttore radiofonico e autore televisivo italiano, oltre che direttore artistico e presentatore del Festival di Sanremo per le edizioni 2015, 2016 e 2017. Terminati gli studi di ragioneria ottiene un posto fisso come bancario, ma si dimette per lavorare nelle prime radio private fiorentine alla fine degli anni '70. Nel 1981 conosce Leonardo Pieraccioni, e insieme a lui e Giorgio Panariello scrive trasmissioni e spettacoli comici. Negli anni '90 conduce su RAI 1 “Big!” per cui vince due Telegatti e un Premio Regia Televisiva. Tra i numerosi programmi che ha condotto appaiono “Giochi senza frontiere”, “Miss Italia”, “Colorado”, “La Corrida”, “L'Eredità”, “Tale e Quale Show – Duetti”, “Affari tuoi”, “Techetechetè”, e i “Wind Music Awards”.
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Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Carlo Conti per VOCI.fm, il Sito delle Voci! Che consiglio daresti a chi vuole lavorare con la voce? Partendo dalla radio ma non solo, doppiaggio, e così via.
Sono due mondi fantastici, sia quello della radio che quello del doppiaggio. Il mio consiglio è semplicemente lavorare, lavorare molto, nella radio non preoccuparsi subito di guadagnare bensì di fare, crearsi spazi e chiacchierare, e lo stesso probabilmente anche per il doppiaggio, entrarci piano piano, è un mondo difficile e ancora più elaborato perché richiede qualità da attore.
Tu hai fatto qualche doppiaggio, giusto? Per esempio ne “I Robinson – Una famiglia spaziale”.
Sì, un cartone, e facevo il personaggio che parla più veloce, così da mascherarne il labiale. E poi soprattutto la radio è comunque un amore, sia essa che il doppiaggio sono cose che devono partire dal cuore e dalla voglia di fare.
Tu che la usi tanto, la curi la voce?
Sì, anche se questi giorni ho avuto un abbassamento di voce, e sto cercando di recuperare. Spero di riuscirci entra il David di Donatello, tra un mese.
È Il tuo quarto David di Donatello: che cosa ti piace di questo evento, e che cosa ti piace del cinema?
Prima di tutto mi dà l'opportunità di conoscere personaggi che non avrei mai potuto incontrare altrimenti, lo scorso anno ad esempio Steven Spielberg, e scoprire che una persona così immensa è poi la più semplice del mondo; a un certo punto prima del collegamento col telegiornale mi ha detto “io ai miei attori dico 'ti fidi di me? Fatti guidare', io ti dico 'mi fido di te Carlo, mi faccio guidare'”, e tutto solo per andare a fare il collegamento! A parte scherzi, è un'emozione trovare questi personaggi che più sono grandi e più sono semplici, normali.
La radio ti manca? Tu ne hai fatta tanta agli inizi, hai anche diretto radio RAI.
Sì, ma ora non più di tanto perché non ho tempo, e quello che avrei potuto pensare di dedicare alla radio ora preferisco sfruttarlo per andare in vacanza, o per sentire “Occidentali's Karma” con mio figlio!
La radio che cos'è per te, cosa significa?
La radio è la vita, la partenza di tutto, la sorgente e la molla che mi ha fatto diventare quello che sono. La radio è passione pura, specialmente quando l'ho fatta io ed era il tempo delle radio private: si chiamavano private non perché di privati, ma perché private di tutto! C'era solo un giradischi, un microfono, e stavi lì ore e ore a parlare. Quindi è proprio una passione, qualcosa che ti parte dal cuore e che ti fa stare lì a chiacchierare senza preoccuparti di quanti saranno ad ascoltare, cosa staranno pensando, ma per il gusto di fare il tuo programma musicale.
È molto diverso lavorare in radio o in televisione, anche per l'uso della voce?
Beh sì, la radio comunque è fondamentale; se ci pensate, tutti noi della nuova generazione – io, Amadeus, Gerry Scotti, Paolo Bonolis – veniamo tutti dalla radio. Un saluto agli amici di VOCI.fm!
Carlo Conti, nato a Firenze nel 1961, è un conduttore televisivo, conduttore radiofonico e autore televisivo italiano, oltre che direttore artistico e presentatore del Festival di Sanremo per le edizioni 2015, 2016 e 2017. Terminati gli studi di ragioneria ottiene un posto fisso come bancario, ma si dimette per lavorare nelle prime radio private fiorentine alla fine degli anni '70. Nel 1981 conosce Leonardo Pieraccioni, e insieme a lui e Giorgio Panariello scrive trasmissioni e spettacoli comici. Negli anni '90 conduce su RAI 1 “Big!” per cui vince due Telegatti e un Premio Regia Televisiva. Tra i numerosi programmi che ha condotto appaiono “Giochi senza frontiere”, “Miss Italia”, “Colorado”, “La Corrida”, “L'Eredità”, “Tale e Quale Show – Duetti”, “Affari tuoi”, “Techetechetè”, e i “Wind Music Awards”.











