Videointervista a Simona Izzo: doppiatrice e regista
ARTICOLO
Attrice, sceneggiatrice, regista e doppiatrice. Patrizia Simonetti ha incontrato Simona Izzo alla presentazione de L’amore strappato, l'emozionante serie di Canale 5 con Sabrina Ferilli che Simona Izzo dirige assieme al marito Ricky Tognazzi. Poteva non videointervistarla per Voci.fm sul doppiaggio e sulla voce?
Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Simona Izzo per VOCI.fm! Ti incontriamo in occasione della presentazione de “L'amore strappato” su Canale 5, ma soprattutto come doppiatrice e direttrice di doppiaggio. Benvenuta!
Grazie a tutti!
Innanzitutto che cos'è per te il doppiaggio, oltre a un elemento vitale e di famiglia?
Fellini lo definiva “l'ultimo ciak”, quindi per me come regista è la possibilità attraverso l'edizione di inserire elementi che ho dimenticato quando ho scritto, quelle che si chiamano integrazioni alla presa diretta del doppiaggio che a volte rifiniscono un film; quante cose ho risolto grazie al doppiaggio, a una voce fuori campo aggiunta... insomma, viva il doppiaggio sempre!
Che cosa vuol dire essere un buon doppiatore e soprattutto un buon direttore di doppiaggio?
Un buon doppiatore è un buon attore, solo che a differenza dell'attore deve andare a sync e inserirsi nello spirito e nei fiati di un altro; quando ho doppiato le attrici più difficili per me, come Debra Winger – che poco mi somiglia da un punto di vista canoro e sonoro, perché ha una voce molto più pesante della mia - in “Voglia di tenerezza”, sono stata candidata a tutti i premi proprio perché ero riuscita in qualche modo a dare una mia interpretazione senza tradire l'attrice, perché poi è questo che si deve fare. Un buon direttore di doppiaggio invece è uno che ti sa dare i toni, che moltissimi registi italiani non sanno nemmeno cosa siano, mentre invece chi scrive sa esattamente come vorrebbe che fosse detta quella battuta, perché l'intonazione è la virgola, il punto e virgola, i due punti, il punto esclamativo, insomma il tono è fondamentale.
A volte conta anche somigliare un po', avere una sorta di empatia per il personaggio che si sta doppiando?
Mah, conta per i registi, siccome io sono sempre stata una bionda con gli occhi chiari mi facevano doppiare Jessica Lange, o Kim Basinger in “9 settimane e ½”; ho sempre doppiato bionde e belle, non mi hanno mai messo su una mora quindi conta per gli altri.
Un consiglio ai nostri amici di VOCI.fm, per chi vuole lavorare con la voce e per chi vuole intraprendere una carriera da doppiatore!
Non essere troppo puliti, cioè non preoccuparsi se magari c'è una leggera cadenza; ché poi il doppiaggio si fa a Roma, quindi la cadenza romanesca c'è sempre, tanto che noi riconosciamo quando un doppiaggio viene fatto a Milano o a Torino. Inoltre non essere ossessionati dalla dizione, a me non importa se uno dice devo invece di “dèvo”, come dovrebbe essere perché viene da debeo, o “témo” perché viene da timeo, se uno dice temo va bene. “Consuetudo est altera lex”, dicono i latini.
Un saluto agli amici di VOCI.fm da Simona Izzo!
La voce è la colonna sonora della vita, il mito delle sirene ha messo l'accento su quella che è la vera seduzione, non sono né gli occhi né la bellezza ma la voce: ci sono voci maschili che ingravidano le donne, compresa quella di mio marito; hanno dentro un testosterone che ti sopraffa, allora io sono disposta a farmi sopraffare dalla voce. Un saluto da Simona Izzo, ciao!
Simona Izzo, nata a Roma nel 1953, è un'attrice, doppiatrice, regista, sceneggiatrice e scrittrice italiana. Figlia del doppiatore e direttore del doppiaggio Renato Izzo, gemella di Rossella Izzo, sorella di Fiamma e Giuppy Izzo, comincia la carriera nel mondo dello spettacolo come doppiatrice sin dalla tenera età, arrivando a vincere il Nastro d'argento nel 1990 per il doppiaggio di Jacqueline Bisset nel film “Scene di lotta di classe a Beverly Hills”. Dopo aver presentato in televisione “Giochi senza frontiere” recita nei film “In camera mia”, “Prestazione straordinaria”, e “Simpatici & antipatici”; cura inoltre la sceneggiatura di quasi tutti i titoli diretti da Ricky Tognazzi. Tra le molte attrici a cui ha prestato voce figurano Kim Basinger, Melanie Griffith, Daryl Hannah, Glenn Close, e Sigourney Weaver.
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Intervista realizzata da Patrizia Simonetti
Simona Izzo per VOCI.fm! Ti incontriamo in occasione della presentazione de “L'amore strappato” su Canale 5, ma soprattutto come doppiatrice e direttrice di doppiaggio. Benvenuta!
Grazie a tutti!
Innanzitutto che cos'è per te il doppiaggio, oltre a un elemento vitale e di famiglia?
Fellini lo definiva “l'ultimo ciak”, quindi per me come regista è la possibilità attraverso l'edizione di inserire elementi che ho dimenticato quando ho scritto, quelle che si chiamano integrazioni alla presa diretta del doppiaggio che a volte rifiniscono un film; quante cose ho risolto grazie al doppiaggio, a una voce fuori campo aggiunta... insomma, viva il doppiaggio sempre!
Che cosa vuol dire essere un buon doppiatore e soprattutto un buon direttore di doppiaggio?
Un buon doppiatore è un buon attore, solo che a differenza dell'attore deve andare a sync e inserirsi nello spirito e nei fiati di un altro; quando ho doppiato le attrici più difficili per me, come Debra Winger – che poco mi somiglia da un punto di vista canoro e sonoro, perché ha una voce molto più pesante della mia - in “Voglia di tenerezza”, sono stata candidata a tutti i premi proprio perché ero riuscita in qualche modo a dare una mia interpretazione senza tradire l'attrice, perché poi è questo che si deve fare. Un buon direttore di doppiaggio invece è uno che ti sa dare i toni, che moltissimi registi italiani non sanno nemmeno cosa siano, mentre invece chi scrive sa esattamente come vorrebbe che fosse detta quella battuta, perché l'intonazione è la virgola, il punto e virgola, i due punti, il punto esclamativo, insomma il tono è fondamentale.
A volte conta anche somigliare un po', avere una sorta di empatia per il personaggio che si sta doppiando?
Mah, conta per i registi, siccome io sono sempre stata una bionda con gli occhi chiari mi facevano doppiare Jessica Lange, o Kim Basinger in “9 settimane e ½”; ho sempre doppiato bionde e belle, non mi hanno mai messo su una mora quindi conta per gli altri.
Un consiglio ai nostri amici di VOCI.fm, per chi vuole lavorare con la voce e per chi vuole intraprendere una carriera da doppiatore!
Non essere troppo puliti, cioè non preoccuparsi se magari c'è una leggera cadenza; ché poi il doppiaggio si fa a Roma, quindi la cadenza romanesca c'è sempre, tanto che noi riconosciamo quando un doppiaggio viene fatto a Milano o a Torino. Inoltre non essere ossessionati dalla dizione, a me non importa se uno dice devo invece di “dèvo”, come dovrebbe essere perché viene da debeo, o “témo” perché viene da timeo, se uno dice temo va bene. “Consuetudo est altera lex”, dicono i latini.
Un saluto agli amici di VOCI.fm da Simona Izzo!
La voce è la colonna sonora della vita, il mito delle sirene ha messo l'accento su quella che è la vera seduzione, non sono né gli occhi né la bellezza ma la voce: ci sono voci maschili che ingravidano le donne, compresa quella di mio marito; hanno dentro un testosterone che ti sopraffa, allora io sono disposta a farmi sopraffare dalla voce. Un saluto da Simona Izzo, ciao!
Simona Izzo, nata a Roma nel 1953, è un'attrice, doppiatrice, regista, sceneggiatrice e scrittrice italiana. Figlia del doppiatore e direttore del doppiaggio Renato Izzo, gemella di Rossella Izzo, sorella di Fiamma e Giuppy Izzo, comincia la carriera nel mondo dello spettacolo come doppiatrice sin dalla tenera età, arrivando a vincere il Nastro d'argento nel 1990 per il doppiaggio di Jacqueline Bisset nel film “Scene di lotta di classe a Beverly Hills”. Dopo aver presentato in televisione “Giochi senza frontiere” recita nei film “In camera mia”, “Prestazione straordinaria”, e “Simpatici & antipatici”; cura inoltre la sceneggiatura di quasi tutti i titoli diretti da Ricky Tognazzi. Tra le molte attrici a cui ha prestato voce figurano Kim Basinger, Melanie Griffith, Daryl Hannah, Glenn Close, e Sigourney Weaver.











