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Tanti auguri Marco Biondi!

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Tanti auguri di buon compleanno a Marco Biondi, una delle più belle voci del panorama radiofonico italiano, un grande conoscitore di musica nonchè una fucina di idee interessanti ed innovative. Lo ha intervistato Marco Picchio per il #sitodellevoci.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, un saluto da Marco Picchio! Sapete bene che noi del Sito delle Voci amiamo festeggiare i compleanni dei nostri amici, e oggi abbiamo il piacere di fare gli auguri a una voce che ha lasciato la sua impronta nei palinsesti delle più importanti radio italiane: al telefono con noi c'è Marco Biondi, che oggi compie X anni!
Grazie, a te e a tutti quanti, davvero!

Per noi è un piacere fare quattro chiacchiere con te, perché in cantiere hai sempre progetti nuovi e innovativi. So per esempio che stai ascoltando demo che ti hanno inviato tanti cantanti e gruppi, che cosa bolle in pentola? Siamo curiosi!
Sì, sto impazzendo guarda, sono felicissimo. Ogni tanto mi piace fare dei post sulla mia pagina Facebook dove chiedo appunto a chi fa musica di farmi sentire qualcosa, l'avevo fatto qualche volta anche in passato; questa volta mi sono esposto dicendo che stavo cercando nuovi artisti da aggiungere al mio roster, io in realtà già da qualche anno seguo alcuni artisti e band emergenti per aiutarli a crescere e ad avere visibilità.

Possiamo dire quindi alla nostra community: se volete, contattate Marco e inviategli una demo.
Potete benissimo scrivermi in privato, io leggo tutti i messaggi che mi arrivano sulla pagina. Mandatemi il vostro materiale, sarò ben felice di ascoltarlo e trovare qualcuno che fa delle cose interessanti – non che le persone che io non ho preso non ne facciano, semplicemente bisogna trovare un percorso comune, devo sentire cose a cui penso di poter contribuire. Non ti nascondo di aver lasciato stare un paio di band perché erano già talmente perfette che avrei solo potuto rovinarle.

Parliamo di radio: tu l'hai fatta a livelli altissimi per tanti anni, e ora la insegni anche; raccontaci di Do You RADio Lab, che cos'è?
In realtà è più un laboratorio che un corso, dove noi incontriamo gli iscritti, e peraltro siamo molto felici perché da pochi giorni abbiamo trovato un appoggio a Milano per una sede che inaugureremo fra maggio e giugno con il primo corso; il nostro impegno è di portarlo in giro per l'Italia, avere tanti sedi sparse in giro per l'Italia, in appoggio a strutture che possono essere o studi o web radio; molte di queste ultime ci hanno chiesto di fare i corsi da loro per fare formazione ai loro tecnici e speaker. Praticamente noi facciamo una sorta di formazione radiofonica non solo per le persone che si approcciano alla radio, ma anche per chi già la fa e vuole apprendere nuove nozioni, sia per quanto riguarda la fase di speakeraggio – che faccio io insieme a Cesare Zanotti, uno dei più grandi vocal coach italiani – sia per la parte di produzione e post produzione, di cui si occupa Luigi Speciale (il sound designer di Radio 24, per intenderci), e poi c'è Pier Filippo Colombi che è il programmatore musicale di Virgin Radio, e che si occupa di tutta la parte relativa alla regia e la programmazione a livello tecnico. Penso che per fare radio oggi sia necessario avere più conoscenze possibili, quindi uno speaker deve sapere come si muove chi fa i jingle e le sigle, chi la regia, e lo stesso il contrario. Più le parti si capiscono...

E più si hanno possibilità di entrare in questo ambito professionale!
Esattamente.

Anche le informazioni su questo progetto si possono trovare nella tua pagina Facebook, sì?
Sì, abbiamo anche la pagina Do You RADio Lab; se invece volete informazioni scrivetemi direttamente alla nostra mail che è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sarà mai possibile riascoltarti alla radio, in tempi non biblici? Ci sono trattative in corso?
No, trattative non ce ne sono, ho dovuto anzi negarmi ad alcune situazioni interessanti, ma non si può fare tutto nella vita. Lasciamo stare Virgin dove ero anche direttore musicale, ma anche nelle radio dove facevo solamente lo speaker io ci passavo ore e ore, perché comunque già vent'anni fa, a Radio Dee Jay, un programma lo preparavamo prima, non è che mandavamo in onda all'ultimo momento, e questo è successo in tutte le radio. Se si vuole fare qualcosa bene è impegnativo, e per me che sono molto pignolo questo significa mancanza di tempo.

Che caratteristiche dovrebbe avere la tua radio?
Io sono sempre stato una persona molto versatile, ho fatto radio di vario tipo, poi la mia immagine è legata all'informazione musicale perché è quella che ho fatto di più e che ha riscosso più successo; da “Pop News” di Radio Dee Jay, a “Welcome To The Jungle” di Radio Italia Network, eccetera; in realtà ho fatto anche programmi d'altro tipo, come “Live from New York” di Radio 105 dove si parlava sì di musica, ma anche di cucina, politica, economia, si faceva vivere la città in tutti i settori. Al momento sono sempre in cerca di idee nuove, potrebbe essere stimolante fare una cosa completamente diversa oppure fare un programma di musica su una radio che non la tratta.

Ti faccio una domanda opposta: cosa non ti piace della radio del 2019?
Cosa non mi piace? La piattezza che c'è in onda, parlando dei network; se si parla di radio più piccole ci sono tante cose interessanti da sentire. I network di oggi sono un po' tutti uguali, e sono pochi quelli che si distinguono per qualcosa, non c'è più la voglia di fare programmi che restano, programmi geniali. Se pensi ai programmi di cui parliamo ogni giorno – i più chiacchierati, come lo Zoo di 105, o Tutto Esaurito, o Cruciani – sono programmi in onda da una vita, nati quando la radio era creativa e propositiva. Oggi non mi ricordo il nome di un programma né di uno speaker, a meno che non li conosca, e non perché non ce ne siano di bravi, ma perché non vengono valorizzati né loro né la radio. Oggi purtroppo contano solo i numeri, come se non fossero mai contati prima! Mi fa ridere, perché parlo con questi manager che si riempiono la bocca di marketing e numeri e strategie, ma l'abbiamo sempre fatto! Solo che prima si guardava anche al lato artistico e musicale, e si cercava di dare un prodotto che fosse creativo e di un certo tipo. Oggi non si rischia più niente, si sta sul sicuro perché restano tranquilli si crede che si facciano i grandi numeri.

Grazie per essere stato con noi! Come festeggerai? Lavorando!
Il 2 maggio capita come primo giorno lavorativo dopo una serie di ponti devastanti, fra Pasqua, 25 aprile, e primo maggio, per cui si ricomincia come se fossi tornato dalle vacanze di Natale!

Marco, grazie ancora per questa bella chiacchierata!
Grazie a voi, a presto!

Tanti auguri Marco Biondi!

Tanti auguri di buon compleanno a Marco Biondi, una delle più belle voci del panorama radiofonico italiano, un grande conoscitore di musica nonchè una fucina di idee interessanti ed innovative. Lo ha intervistato Marco Picchio per il #sitodellevoci.

Intervista realizzata da Marco Picchio


Amici di VOCI.fm, un saluto da Marco Picchio! Sapete bene che noi del Sito delle Voci amiamo festeggiare i compleanni dei nostri amici, e oggi abbiamo il piacere di fare gli auguri a una voce che ha lasciato la sua impronta nei palinsesti delle più importanti radio italiane: al telefono con noi c'è Marco Biondi, che oggi compie X anni!
Grazie, a te e a tutti quanti, davvero!

Per noi è un piacere fare quattro chiacchiere con te, perché in cantiere hai sempre progetti nuovi e innovativi. So per esempio che stai ascoltando demo che ti hanno inviato tanti cantanti e gruppi, che cosa bolle in pentola? Siamo curiosi!
Sì, sto impazzendo guarda, sono felicissimo. Ogni tanto mi piace fare dei post sulla mia pagina Facebook dove chiedo appunto a chi fa musica di farmi sentire qualcosa, l'avevo fatto qualche volta anche in passato; questa volta mi sono esposto dicendo che stavo cercando nuovi artisti da aggiungere al mio roster, io in realtà già da qualche anno seguo alcuni artisti e band emergenti per aiutarli a crescere e ad avere visibilità.

Possiamo dire quindi alla nostra community: se volete, contattate Marco e inviategli una demo.
Potete benissimo scrivermi in privato, io leggo tutti i messaggi che mi arrivano sulla pagina. Mandatemi il vostro materiale, sarò ben felice di ascoltarlo e trovare qualcuno che fa delle cose interessanti – non che le persone che io non ho preso non ne facciano, semplicemente bisogna trovare un percorso comune, devo sentire cose a cui penso di poter contribuire. Non ti nascondo di aver lasciato stare un paio di band perché erano già talmente perfette che avrei solo potuto rovinarle.

Parliamo di radio: tu l'hai fatta a livelli altissimi per tanti anni, e ora la insegni anche; raccontaci di Do You RADio Lab, che cos'è?
In realtà è più un laboratorio che un corso, dove noi incontriamo gli iscritti, e peraltro siamo molto felici perché da pochi giorni abbiamo trovato un appoggio a Milano per una sede che inaugureremo fra maggio e giugno con il primo corso; il nostro impegno è di portarlo in giro per l'Italia, avere tanti sedi sparse in giro per l'Italia, in appoggio a strutture che possono essere o studi o web radio; molte di queste ultime ci hanno chiesto di fare i corsi da loro per fare formazione ai loro tecnici e speaker. Praticamente noi facciamo una sorta di formazione radiofonica non solo per le persone che si approcciano alla radio, ma anche per chi già la fa e vuole apprendere nuove nozioni, sia per quanto riguarda la fase di speakeraggio – che faccio io insieme a Cesare Zanotti, uno dei più grandi vocal coach italiani – sia per la parte di produzione e post produzione, di cui si occupa Luigi Speciale (il sound designer di Radio 24, per intenderci), e poi c'è Pier Filippo Colombi che è il programmatore musicale di Virgin Radio, e che si occupa di tutta la parte relativa alla regia e la programmazione a livello tecnico. Penso che per fare radio oggi sia necessario avere più conoscenze possibili, quindi uno speaker deve sapere come si muove chi fa i jingle e le sigle, chi la regia, e lo stesso il contrario. Più le parti si capiscono...

E più si hanno possibilità di entrare in questo ambito professionale!
Esattamente.

Anche le informazioni su questo progetto si possono trovare nella tua pagina Facebook, sì?
Sì, abbiamo anche la pagina Do You RADio Lab; se invece volete informazioni scrivetemi direttamente alla nostra mail che è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sarà mai possibile riascoltarti alla radio, in tempi non biblici? Ci sono trattative in corso?
No, trattative non ce ne sono, ho dovuto anzi negarmi ad alcune situazioni interessanti, ma non si può fare tutto nella vita. Lasciamo stare Virgin dove ero anche direttore musicale, ma anche nelle radio dove facevo solamente lo speaker io ci passavo ore e ore, perché comunque già vent'anni fa, a Radio Dee Jay, un programma lo preparavamo prima, non è che mandavamo in onda all'ultimo momento, e questo è successo in tutte le radio. Se si vuole fare qualcosa bene è impegnativo, e per me che sono molto pignolo questo significa mancanza di tempo.

Che caratteristiche dovrebbe avere la tua radio?
Io sono sempre stato una persona molto versatile, ho fatto radio di vario tipo, poi la mia immagine è legata all'informazione musicale perché è quella che ho fatto di più e che ha riscosso più successo; da “Pop News” di Radio Dee Jay, a “Welcome To The Jungle” di Radio Italia Network, eccetera; in realtà ho fatto anche programmi d'altro tipo, come “Live from New York” di Radio 105 dove si parlava sì di musica, ma anche di cucina, politica, economia, si faceva vivere la città in tutti i settori. Al momento sono sempre in cerca di idee nuove, potrebbe essere stimolante fare una cosa completamente diversa oppure fare un programma di musica su una radio che non la tratta.

Ti faccio una domanda opposta: cosa non ti piace della radio del 2019?
Cosa non mi piace? La piattezza che c'è in onda, parlando dei network; se si parla di radio più piccole ci sono tante cose interessanti da sentire. I network di oggi sono un po' tutti uguali, e sono pochi quelli che si distinguono per qualcosa, non c'è più la voglia di fare programmi che restano, programmi geniali. Se pensi ai programmi di cui parliamo ogni giorno – i più chiacchierati, come lo Zoo di 105, o Tutto Esaurito, o Cruciani – sono programmi in onda da una vita, nati quando la radio era creativa e propositiva. Oggi non mi ricordo il nome di un programma né di uno speaker, a meno che non li conosca, e non perché non ce ne siano di bravi, ma perché non vengono valorizzati né loro né la radio. Oggi purtroppo contano solo i numeri, come se non fossero mai contati prima! Mi fa ridere, perché parlo con questi manager che si riempiono la bocca di marketing e numeri e strategie, ma l'abbiamo sempre fatto! Solo che prima si guardava anche al lato artistico e musicale, e si cercava di dare un prodotto che fosse creativo e di un certo tipo. Oggi non si rischia più niente, si sta sul sicuro perché restano tranquilli si crede che si facciano i grandi numeri.

Grazie per essere stato con noi! Come festeggerai? Lavorando!
Il 2 maggio capita come primo giorno lavorativo dopo una serie di ponti devastanti, fra Pasqua, 25 aprile, e primo maggio, per cui si ricomincia come se fossi tornato dalle vacanze di Natale!

Marco, grazie ancora per questa bella chiacchierata!
Grazie a voi, a presto!