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Stefano Sperduti voce di Rami Malek in Bohemyan Rapsody

VOCI IN VETRINA

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ARTICOLO

Oggi sul #sitodellevoci parliamo ancora di doppiaggio. Il nostro blogger Mario Loreti ha realizzato una bella intervista al doppiatore Stefano Sperduti, la voce italiana di Rami Malek nel film "Bohemian Rahpsody" dove interpreta il grande Freddie Mercury.

Intervista realizzata da Mario Loreti

 https://soundcloud.com/voci-fm/doppiaggio-sperduti-freddie-mercury-malek
Ciao a tutti, amici di VOCI.fm, e un salutone dal vostro Mario Loreti! Oggi abbiamo al telefono con noi il doppiatore del protagonista di un film uscito di recente, un film dedicato a Freddie Mercury e ai Queen: stiamo parlando ovviamente di “Bohemian Rhapsody”, e lui è Stefano Sperduti. Ciao, Stefano!
Ciao a tutti!

Benvenuto e grazie per averci voluto dedicare qualche minuto tra un turno e l'altro,perché nel doppiaggio si corre costantemente! Cominciamo subito a parlare della tua esperienza, tu infatti nasci come fonico.
Esattamente, ho operato nel doppiaggio come fonico per quasi dieci anni; già mi piaceva la recitazione e da piccolo facevo anche degli spettacoli, però essendo timido e appassionato comunque di acustica e di musica mi sono buttato nel campo tecnico.

E poi come ti è capitato di fare i primi brusii, i primi turni? Dovevi sostituire qualcuno, come succede in genere, oppure è stata proprio una tua scelta?
È stata una mia scelta nel senso che inizialmente io mi sono preparato, e in quanto tecnico e fonico anche passandomi gli anelli da solo – chi è appassionato di doppiaggio conosce la terminologia – e provandoli, poi magari da qualche amico mi facevo sentire per capire se il risultato fosse accettabile o meno, perché all'inizio si fa tanta fatica dal punto di vista tecnico e anche emotivo, uno sta lì che trema davanti al microfono... ma quando ho visto che la cosa era fattibile mi sono pian piano affacciato dall'altra parte del vetro, facendo comunque entrambi i lavori, è infatti stato un periodo molto impegnativo e stressante e mi palleggiavo tra il turno di doppiatore e quello di fonico.

Turni da tutti i lati!
Sì, turni ovunque! Poi ho fatto la scelta perché comunque si deve anche puntare a un obiettivo, ho fatto una scelta di campo lasciando il lavoro di fonico per buttarmi nel mistero del doppiaggio. Insomma, il percorso lo si fa mentre ci si è sopra.

Poi arriva il filmone che ti cambia un po' la vita, e che ti dà l'opportunità di fare ciò che probabilmente tu neanche ti aspettavi. Com'è andata? Quando sei andato al provino per “Bohemian Rhapsody” sapevi che avresti doppiato zio Freddie, oppure no?
No, affatto! Ricevetti un messaggio dalla società per chiedermi di andare a fare un provino per il film; sapevo che sarebbe uscito, da appassionato dei Queen e di Freddie Mercury, infatti ero tutto contento, ma non pensavo assolutamente di fare il provino per Freddie: l'ho scoperto quando sono arrivato là, e mi sono impanicato. Ho visto questo trailer, il primo che è uscito, una cosa meravigliosa, stavo lì con la pelle d'oca. Da lì in poi si è fatto questo percorso, sono stato scelto come voce per il trailer ma il secondo provino, quello vero e proprio, è stato fatto a settembre, quindi qualche mese dopo, tempo che ho usato per documentarmi tramite interviste, ho letto la biografia di Mercury, e poi alla fine è andata bene. Vincere questo provino è stato una gioia incredibile, perché non è solamente “un film” o “il film dell'anno”, è stato una cosa in più, un grande obiettivo in questo percorso. Tante cose insieme dal punto di vista emotivo, anche con un po' di sofferenza e fatica, ma giustamente come tutte le cose belle.

È stata sicuramente una grande emozione! E ti sei anche dovuto sistemare la dentatura per l'occasione, perché Mercury aveva gli incisivi in più.
Sì, è una storia che racconto spesso! Avendo sentito che lui aveva questo difetto di pronuncia, tramite mia cugina che è odontotecnica ho fatto una prova di denti, però era un po' eccessiva, non è facile riprodurre un tale difetto, si modificano le consonanti, il suono della voce cambia.

Un difetto sulle “s”, giusto?
Sì, aveva una “s” aspra, una sorta di zeppola, un suono sibilante. Ho cercato di riprodurlo con un bite e la prima parte del film l'abbiamo fatta così, dopodiché cominciava a essere un po' eccessivo quel difetto a forza di sentir parlare, quindi abbiamo trovato un metodo alternativo: attaccare gomme americane sotto ai miei incisivi, usando la colla per dentiera. Mi piace raccontarlo come esperienza, anche se rovina un po' la magia! Alla fine però abbiamo raggiunto l'obiettivo, un buon compromesso che permette di godere del parlato senza sentire troppo il difetto.

Ti posso dire che ho visto il film più volte, e in effetti non si sente troppo; non immaginavo che ci fosse stato addirittura un tale stratagemma. Si è distrutta un po' la magia effettivamente, ma ci sta! Hai visto il film in altre lingue, hai avuto modo di confrontarti coi colleghi internazionali?
Ancora no, detto tra me e te sto ancora aspettando il Blu-ray. Quando arriverà darò un'occhiata alle soluzioni degli altri paesi.

Sogni nel cassetto invece? Sogni che forse saranno più realizzabili, dopo questa bella occasione.
Sai, questa è un'incognita! L'ambiente dello spettacolo è un ambiente particolare dalle tante dinamiche, non è scontato che dopo aver fatto un prodotto simile una persona sia lanciata. Quello che spero è che – stando almeno a quanto dicono gli altri – il risultato sia stato dignitoso e buono, e che il mio ambiente ci faccia caso. Chiaramente non ti nego che a livello di carriera questo film è una cosa importante e bella, perché io ho scelto questo lavoro per farlo in un certo modo, e mi impegno anche nel percorso e nelle scelte professionali che faccio. Questo per esempio mi ha già portato a doppiare il film su Nureyev, che uscirà a luglio; probabilmente se non avessi fatto “Bohemian Rhapsody” non mi avrebbero chiamato per il provino, quindi spero di riuscire a portare avanti questo percorso. Di sogni nel cassetto, beh, doppiare Freddie Mercury ne realizza già uno!

Ti manca il ruolo di fonico, o fai ancora qualcosa?
Faccio il deejay quindi dal punto di vista tecnico ho il mio studietto, faccio altre cose, incido speaker a casa, insomma ho la possibilità di metterci ancora le mani perché sono comunque un appassionato.

Puoi ancora dare sfogo alla tua passione, allora! Stefano, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Un saluto agli amici di VOCI.fm, alla Stefano o alla Freddie?
Allora, me la devo preparare questa! Ciao, amici di VOCI.fm. E ricordate che c'è spazio per una sola regina isterica!

Grande, Stefano! Grazie ancora e ovviamente in bocca al lupo per la tua carriera lavorativa.
Grazie a voi, un salutone a tutti!

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Stefano Sperduti voce di Rami Malek in Bohemyan Rapsody

Oggi sul #sitodellevoci parliamo ancora di doppiaggio. Il nostro blogger Mario Loreti ha realizzato una bella intervista al doppiatore Stefano Sperduti, la voce italiana di Rami Malek nel film "Bohemian Rahpsody" dove interpreta il grande Freddie Mercury.

Intervista realizzata da Mario Loreti

 https://soundcloud.com/voci-fm/doppiaggio-sperduti-freddie-mercury-malek
Ciao a tutti, amici di VOCI.fm, e un salutone dal vostro Mario Loreti! Oggi abbiamo al telefono con noi il doppiatore del protagonista di un film uscito di recente, un film dedicato a Freddie Mercury e ai Queen: stiamo parlando ovviamente di “Bohemian Rhapsody”, e lui è Stefano Sperduti. Ciao, Stefano!
Ciao a tutti!

Benvenuto e grazie per averci voluto dedicare qualche minuto tra un turno e l'altro,perché nel doppiaggio si corre costantemente! Cominciamo subito a parlare della tua esperienza, tu infatti nasci come fonico.
Esattamente, ho operato nel doppiaggio come fonico per quasi dieci anni; già mi piaceva la recitazione e da piccolo facevo anche degli spettacoli, però essendo timido e appassionato comunque di acustica e di musica mi sono buttato nel campo tecnico.

E poi come ti è capitato di fare i primi brusii, i primi turni? Dovevi sostituire qualcuno, come succede in genere, oppure è stata proprio una tua scelta?
È stata una mia scelta nel senso che inizialmente io mi sono preparato, e in quanto tecnico e fonico anche passandomi gli anelli da solo – chi è appassionato di doppiaggio conosce la terminologia – e provandoli, poi magari da qualche amico mi facevo sentire per capire se il risultato fosse accettabile o meno, perché all'inizio si fa tanta fatica dal punto di vista tecnico e anche emotivo, uno sta lì che trema davanti al microfono... ma quando ho visto che la cosa era fattibile mi sono pian piano affacciato dall'altra parte del vetro, facendo comunque entrambi i lavori, è infatti stato un periodo molto impegnativo e stressante e mi palleggiavo tra il turno di doppiatore e quello di fonico.

Turni da tutti i lati!
Sì, turni ovunque! Poi ho fatto la scelta perché comunque si deve anche puntare a un obiettivo, ho fatto una scelta di campo lasciando il lavoro di fonico per buttarmi nel mistero del doppiaggio. Insomma, il percorso lo si fa mentre ci si è sopra.

Poi arriva il filmone che ti cambia un po' la vita, e che ti dà l'opportunità di fare ciò che probabilmente tu neanche ti aspettavi. Com'è andata? Quando sei andato al provino per “Bohemian Rhapsody” sapevi che avresti doppiato zio Freddie, oppure no?
No, affatto! Ricevetti un messaggio dalla società per chiedermi di andare a fare un provino per il film; sapevo che sarebbe uscito, da appassionato dei Queen e di Freddie Mercury, infatti ero tutto contento, ma non pensavo assolutamente di fare il provino per Freddie: l'ho scoperto quando sono arrivato là, e mi sono impanicato. Ho visto questo trailer, il primo che è uscito, una cosa meravigliosa, stavo lì con la pelle d'oca. Da lì in poi si è fatto questo percorso, sono stato scelto come voce per il trailer ma il secondo provino, quello vero e proprio, è stato fatto a settembre, quindi qualche mese dopo, tempo che ho usato per documentarmi tramite interviste, ho letto la biografia di Mercury, e poi alla fine è andata bene. Vincere questo provino è stato una gioia incredibile, perché non è solamente “un film” o “il film dell'anno”, è stato una cosa in più, un grande obiettivo in questo percorso. Tante cose insieme dal punto di vista emotivo, anche con un po' di sofferenza e fatica, ma giustamente come tutte le cose belle.

È stata sicuramente una grande emozione! E ti sei anche dovuto sistemare la dentatura per l'occasione, perché Mercury aveva gli incisivi in più.
Sì, è una storia che racconto spesso! Avendo sentito che lui aveva questo difetto di pronuncia, tramite mia cugina che è odontotecnica ho fatto una prova di denti, però era un po' eccessiva, non è facile riprodurre un tale difetto, si modificano le consonanti, il suono della voce cambia.

Un difetto sulle “s”, giusto?
Sì, aveva una “s” aspra, una sorta di zeppola, un suono sibilante. Ho cercato di riprodurlo con un bite e la prima parte del film l'abbiamo fatta così, dopodiché cominciava a essere un po' eccessivo quel difetto a forza di sentir parlare, quindi abbiamo trovato un metodo alternativo: attaccare gomme americane sotto ai miei incisivi, usando la colla per dentiera. Mi piace raccontarlo come esperienza, anche se rovina un po' la magia! Alla fine però abbiamo raggiunto l'obiettivo, un buon compromesso che permette di godere del parlato senza sentire troppo il difetto.

Ti posso dire che ho visto il film più volte, e in effetti non si sente troppo; non immaginavo che ci fosse stato addirittura un tale stratagemma. Si è distrutta un po' la magia effettivamente, ma ci sta! Hai visto il film in altre lingue, hai avuto modo di confrontarti coi colleghi internazionali?
Ancora no, detto tra me e te sto ancora aspettando il Blu-ray. Quando arriverà darò un'occhiata alle soluzioni degli altri paesi.

Sogni nel cassetto invece? Sogni che forse saranno più realizzabili, dopo questa bella occasione.
Sai, questa è un'incognita! L'ambiente dello spettacolo è un ambiente particolare dalle tante dinamiche, non è scontato che dopo aver fatto un prodotto simile una persona sia lanciata. Quello che spero è che – stando almeno a quanto dicono gli altri – il risultato sia stato dignitoso e buono, e che il mio ambiente ci faccia caso. Chiaramente non ti nego che a livello di carriera questo film è una cosa importante e bella, perché io ho scelto questo lavoro per farlo in un certo modo, e mi impegno anche nel percorso e nelle scelte professionali che faccio. Questo per esempio mi ha già portato a doppiare il film su Nureyev, che uscirà a luglio; probabilmente se non avessi fatto “Bohemian Rhapsody” non mi avrebbero chiamato per il provino, quindi spero di riuscire a portare avanti questo percorso. Di sogni nel cassetto, beh, doppiare Freddie Mercury ne realizza già uno!

Ti manca il ruolo di fonico, o fai ancora qualcosa?
Faccio il deejay quindi dal punto di vista tecnico ho il mio studietto, faccio altre cose, incido speaker a casa, insomma ho la possibilità di metterci ancora le mani perché sono comunque un appassionato.

Puoi ancora dare sfogo alla tua passione, allora! Stefano, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Un saluto agli amici di VOCI.fm, alla Stefano o alla Freddie?
Allora, me la devo preparare questa! Ciao, amici di VOCI.fm. E ricordate che c'è spazio per una sola regina isterica!

Grande, Stefano! Grazie ancora e ovviamente in bocca al lupo per la tua carriera lavorativa.
Grazie a voi, un salutone a tutti!

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